Caserma dei carabinieri, Corvatta:
“L’opposizione vuole scaricare
le spese sui cittadini”

CIVITANOVA - Il sindaco replica a Corallini e all'opposizione: "Non c'è necessità di un Consiglio comunale perché non c'è ancora nulla di ufficiale". Intanto il consigliere Ciarapica propone di far utilizzare all'Arma una parte della cubatura dell'ex Liceo Scientifico a Fontespina
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corvatta

Il sindaco Tommaso Corvatta

Sulla caserma dei carabinieri il centrodestra fa la solita polemica sul nulla. Su questa storia servirebbe spirito di collaborazione“. Il sindaco di Civitanova, Tommaso Corvatta, risponde all’opposizione e a Giovanni Corallini (leggi l’articolo) che chiedevano un consiglio comunale aperto per discutere di possibili soluzioni volte ad evitare la cancellazione del presidio dell’Arma per effetto della spending review. “Mi accusano di inerzia e dicono che dovrei andare a Roma – dice Corvatta – ma le loro soluzioni sono quelle di scaricare sulle tasche dei cittadini le spese. Se avessimo dato retta a loro ci ritroveremmo a pagare 300mila euro per il Tribunale e altri 200mila per la caserma. Io faccio riferimento al prefetto con cui ci siamo confrontati, è lui la fonte ufficiale e finora non esiste nulla di certo. Abbiamo espresso la nostra contrarietà soprattutto per il danno erariale che si verrebbe a creare visto che la caserma costruita nel 1999 ha un contratto di 30 anni e lo Stato ha già pagato per 15 anni e c’è la possibilità di riscatto”. Sulla possibilità di convocare un consiglio comunale Corvatta aggiunge: “Io non ne vedo la finalità visto che non c’è nulla di ufficiale ancora, ma su questo deciderà il presidente del Consiglio”.

Fabrizio Ciarapica

Fabrizio Ciarapica

Una proposta ulteriore e alternativa a quella di Corallini viene da Fabrizio Ciarapica di Vince Civitanova: “Visto che Amministrazione Comunale e quella Provinciale, insieme, intendono opporsi a tali tagli, potrebbero mettere a disposizione dell’Arma, una parte dei tanti metri cubi di edificato, che dovrebbero sorgere nell’area dell’ex Liceo Scientifico a Fontespina, di proprietà della Provincia. Così l’impegno preso in precedenza e confermato in più occasioni da Corvatta, di mettere a disposizione almeno una parte dell’area, a favore della città, verrebbe mantenuto. Quale soluzione migliore a quella di ospitare la caserma? I cittadini tutti e soprattutto quelli del quartiere, ne troverebbero vantaggio, avendo un maggior controllo del territorio e anche l’Arma si troverebbe in una posizione strategica e funzionale, essendo sulla statale, e baricentrica al suo raggio d’azione”.

(l.b.)



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