Sgominata la mafia delle squillo:
ventidue arresti all’alba

CIVITANOVA - In azione i carabinieri del Ros dalle prime ore del mattino. In manette sono finiti romeni che tiravano su un milione e mezzo di euro ogni anno gestendo la prostituzione. La banda si riuniva in uno chalet civitanovese
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carabinieri_op_transilvania_6di Gianluca Ginella

Ventidue arresti all’alba: la mafia delle squillo finisce in cella al termine di una articolata indagine condotta dai Ros, il reparto speciale dei carabinieri che hanno operato in diverse località italiane, tra cui Civitanova e Porto Sant’Elpidio. Dall’indagine emerge il quadro di una associazione per delinquere di stampo mafioso, che allungava le mani sul mondo della prostituzione e dotata di una batteria di professionisti che compivano furti un po’ in tutte le Marche. L’operazione è ancora in corso, si cercano altre 4 persone, anche loro, come gli altri 22 arrestati, colpiti da provvedimento di misura cautelare in carcere spiccato dal gip del tribunale di Ancona. Due le persone che sono state arrestate a Civitanova. Si tratta di Marius Relu Vanuc, 26 anni e Bogdan Zaharia, 27 (contestata a entrambi l’associazione mafiosa), entrambi romeni come tutti gli altri arrestati. Ordine di custodia in carcere anche per il presunto capo del sodalizio, Paul Sergiu Hosu, detto “il dottore” (perché gli vengono riconosciute dai suoi uomini particolari abilità e un superiore livello di cultura) che era già stato arrestato a inizio settimana per presunti tentativi di estorsione a donne romene che si prostituiscono sulla strada a Porto Sant’Elpidio. L’indagine dei Ros nasce nelle Marche nel 2012, dopo le segnalazioni da parte di diverse Compagnie dei carabinieri di episodi di furti, di aggressioni, di incendi, di prostituzione che accadevano sempre più spesso sul territorio. Tutti indicatori che qualcosa fosse sorto nelle Marche. Qualcosa giunto dall’Est dell’Europa. Così sono cominciate le indagini del Ros che hanno svolto una analisi sul territorio marchigiano, raccogliendo denunce, dati, registrando fenomeni e arrivando a intravedere l’esistenza di una associazione per delinquere. Da qui la richiesta dei carabinieri alla Dda di Ancona di agire con i metodi classici del contrasto alle associazioni mafiose. Dalle intercettazioni, ai pedinamenti eccetera. Nell’indagine è stata coinvolta anche la polizia romena. Al termine dell’attività una 50ina di persone sono state iscritte nel registro degli indagati, per 26 di loro, come detto, è stato spiccato il mandato di arresto su ordine del Gip (per dieci di loro all’estero: in Romania e Belgio). A 22 degli indagati viene contestata l’associazione di stampo mafioso. La banda, per organizzare l’attività (di certo cominciata sin dai primi mesi del 2011) si riuniva negli ultimi tempi a Civitanova, allo chalet di Hosu. L’organizzazione gestiva la prostituzione tra Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio:  un centinaio le ragazze che erano al soldo della banda. Ogni ragazza rendeva circa 120 euro al giorno per un totale di 1 milione e mezzo di euro all’anno. Altre 2-300mila euro l’anno arrivavano dai furti. La banda aveva una batteria specializzata in colpi seriali a società commerciali, sale giochi, colonnine di benzina e in generale ovunque ci fosse una cassaforte. Un centinaio i colpi che vengono contestati all’associazione. Tutti i 22 arrestati sono finiti in carcere. Nel Maceratese l’operazione scattata all’alba di questa mattina ha visto i carabinieri della Compagnia di Civitanova, e della Pg di Macerata affiancare i militari dei Ros.

(Servizio aggiornato alle 17)



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