L’Udc nel centrodestra? Non piace
“Governo della Regione non rischia”

Il consigliere regionale Luca Marconi si smarca da Casini: "Io sono sempre stato con lo scudo crociato a differenza sua, deciderà il Congresso". In precedenza anche il segretario regionale del partito, Pettinari, aveva glissato sulle parole del leader
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Luca Marconi, consigliere regionale dell'Udc

Luca Marconi, consigliere regionale dell’Udc

di Filippo Ciccarelli

Non ha raccolto molti consensi l’esternazione di Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, riguardo al ritorno nel centrodestra del partito che, per anni, ha guidato. Dopo le parole di Antonio Pettinari, presidente della Provincia e segretario regionale del partito (leggi l’articolo), che ha annunciato di mantenere fino alla fine gli impegni sottoscritti con gli elettori e quindi il modello Macerata, che vede il partito di centro governare con il Pd, anche il consigliere regionale Luca Marconi sconfessa la linea dell’ex Presidente della Camera.

Marconi, come commenta l’annuncio dell’alleanza del suo partito con quelli del centrodestra?

«Chi dice che l’Udc torna nel centrodestra? Io non seguo questa tesi
».

Lo ha annunciato giorni fa Pierferdinando Casini…
«C’è il Congresso che decide e basta. Casini è soltanto uno degli iscritti, per quanto importante. La questione delle alleanze non è all’ordine del giorno: si discuterà sull’esistenza dell’Udc in quanto tale o sulla necessità di unirsi con altre forze  per entrare nel Partito Popolare Europeo. D’altra parte non mi pare che nemmeno Alfano abbia scelto il centrodestra: perché dovremmo porci noi il problema?».

Però il Nuovo Centrodestra di Alfano si alleerà con Forza Italia alle amministrative…
«Vedremo. Sono curioso di vedere cosa faranno, ad esempio, in Sicilia. Mi è capitato di vedere anche realtà locali, in Puglia, dove Forza Italia era alleata con Rifondazione Comunista».

Se, per ipotesi, il suo partito decidesse di tornare nel centrodestra lei cosa farebbe?
«Io non ho mai cambiato partito. Sono sempre stato con lo scudo crociato, mentre Casini, quando noi facemmo il Partito Popolare Italiano con Buttiglione e Martinazzoli, era nel Ccd. Un partito di moderati, d’ispirazione cristiana, a sostegno del ceto medio e che crede in un’Europa dei popoli: quello è il mio partito».

In Regione governate con il centrosinistra. Nessuna preoccupazione per il futuro?
«Assolutamente no. Sono stato eletto con queste forze politiche, e rispetterò fino in fondo questo accordo. Non cambio fedeltà nei confronti degli elettori, anche se il mio partito mi chiedesse di fare una guerra fisica contro il Partito Democratico. A me non interessa la questione del modello Marche o del modello Macerata. Penso la politica abbia problemi ben più importanti da risolvere».



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