Maiali in Parlamento, gli allevatori: “Adottateli!”

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I presidenti della Coldiretti Marche al Brennero per la "Battaglia di Natale"

I presidenti della Coldiretti Marche al Brennero per la “Battaglia di Natale”

C’era anche un centinaio di allevatori e agricoltori marchigiani assieme ai circa duemila colleghi provenienti da tutte le regioni che hanno portato i propri maiali davanti al Parlamento, a Roma, per chiedere alle Istituzioni di “adottarli” per salvare le stalle italiane, dopo che solo nell’ultimo anno sono scomparsi dal territorio nazionale 615 mila maiali “sfrattati” dalle importazioni dall’estero per realizzare falsi salumi italiani di bassa qualità. L’iniziativa è della Coldiretti nell’ambito della mobilitazione “La battaglia di Natale: scegli l’Italia” per combattere le imitazioni che fanno concorrenza sleale ai nostri produttori in vista delle festività di Natale dalle quali dipende la sopravvivenza di migliaia di stalle e aziende agricole e dei posti di lavoro. Al centro della piazza davanti Montecitorio un grande libro per raccogliere le domande di “adozione” dei maiali di cittadini e rappresentanti delle istituzioni che vogliono salvare il vero prosciutto italiano, assunto a simbolo della protesta. Ma insieme ai maiali gli agricoltori hanno portato anche il “bottino” dei presidi alle frontiere dalle quali arrivano in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri, ma anche milioni di cosce di maiale, conserve di pomodoro, concentrati di frutta e altri prodotti come formaggi, prosciutti, sughi, succhi di frutta che diventano magicamente italiani perché manca l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata. Assieme agli agricoltori marchigiani c’erano una quarantina tra sindaci, gonfaloni e rappresentanti dei municipi della nostra regione. Tra l’altro, è salito in queste ore a 180 il conto dei comuni, province ed altri enti che hanno dichiarato il sostegno all’iniziativa della Coldiretti, oltre alla quasi totalità dei parlamentari marchigiani. Continua intanto il presidio alla frontiera del Brennero per fermare i tir e smascherare il finto made in Italy, con il gruppo marchigiano guidato dal presidente della Coldiretti regionale, Giannalberto Luzi.



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