Canesin a tutto campo:
“Una palestra di judo all’ex Gil,
dispiaciuto per la Lube”

L'INTERVISTA - L'assessore ripercorre i mesi caldissimi per lo sport cittadino, dal caso Lube alla questione impiantistica. "Legittima la scelta della società di volley di trasferirsi, ma il modo è stato offensivo, per questo abbiamo restituito l'abbonamento. All'Helvia Recina pronti 60 mila euro per riparare gli spogliatoi. Le piscine? Ora il progetto è adeguato, non serviva un centro federale per il nuoto". Bando a gennaio per il campo sportivo di Villa Potenza
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Alferio Canesin, assessore allo sport

Alferio Canesin, assessore allo sport

di Filippo Ciccarelli

La caldissima estate dello sport maceratese non lo ha travolto. Alferio Canesin è passato dai fischi durante la presentazione alla Maceratese alla vicenda Lube, con quel che ne è conseguito: trasferimento a Civitanova, presentazione a palazzo Sforza, annuncio da parte della società di voler cambiare denominazione accogliendo quella della città costiera. L’assessore allo sport del Comune di Macerata, però, non si è lasciato turbare più di tanto.
«E’ stata un’estate come le altre, certo si sono verificati dei fatti che hanno creato qualche problema all’Amministrazione dal lato dello sport. Ma io penso che i problemi siano fatti per essere risolti. Non ho paura dei fischi né di nessuno. Mi sento tranquillo nel mio comportamento e lineare nel mio modo di fare» dice Canesin.

Cosa ne pensa della mozione di censura, riguardo alla faccenda del palazzetto, che l’opposizione presenterà lunedì?
«
L’opposizione è libera di fare quello che vole. Il caso Palas è una storia di cui si è parlato e riparlato, trita e ritrita. C’era la possibilità di fare un nuovo Palas nei primi anni 2000 a Villa Potenza, quella operazione non è andata in porto per diversi motivi, ma adesso è inutile recriminare. Per come sono le cose oggi, e per come è cambiato il mondo, una struttura così non ce la possiamo permettere, ci sono altre priorità. Quotidianamente vengono da me persone, anche di 50 anni, che mi chiedono aiuto perché non vanno avanti, hanno perso il lavoro. C’è chi non riesce a pagare bollette né affitti: trovare 2 milioni di euro per ampliare il palazzetto significherebbe togliere quelle risorse a cose molto più importanti».

Alferio Canesin2Ma questo ampliamento si poteva fare?
«Sono in Amministrazione dal 1993. E dall’anno successivo, dai tempi di Maulo, sento parlare di questa storia. Ma ricordo anche che diversi professionisti, tra cui non molto tempo fa l’architetto Grisogani, hanno parlato di difficoltà strutturali legate all’ampliamento del Fontescodella».

La Lube ha scelto Civitanova: si è sentito tradito?
«Da un lato ci sono passione e l’amore per la squadra Lube: una realtà che ci ha fatto innamorare, sotto ogni punto di vista. Non solo per i successi ottenuti, ma per come è riuscita a promuovere lo sport nelle scuole. Per questo ci aspettavamo, come Amministrazione, un rapporto più leale su questa vicenda. Invece ci siamo trovati ad avere le notizie attraverso i media. Tutto questo nonostante gli sforzi fatti dal sindaco anche a Bologna per trovare un accordo con la Federazione, i contatti frequenti con Giulianelli… per questo motivi siamo rimasti dispiaciuti. Ma il rapporto con la Lube continua».

Il  palazzetto Fontescodella

Il palazzetto Fontescodella

Perché lei e il sindaco avete restituito l’abbonamento alla Lube?
«Proprio per dare un segnale del fatto che il loro comportamento non ci era piaciuto. Parlo di modo: la scelta imprenditoriale di andare a Civitanova, per una azienda come la Lube, è legittima. E’ legittimo, insomma, pensare a qualcosa di diverso dal Fontescodella. Ma bastava dirlo; fare i proclami sul cambio di nome, invece, mi è sembrata un’offesa alla città, ai tifosi e all’Amministrazione che si potevano risparmiare. In ogni caso non ci sono problemi, quando vorremo vederli giocare pagheremo il biglietto normalmente. E già da domani ci incontreremo con la Lube, noi non mandiamo via nessuno».

Di cosa parlerete?
«Affronteremo la questione della convenzione, penso sia giunto il momento di chiarire gli aspetti relativi all’uso del Palas. Non ci sono altre società sportive a Macerata che usano gli impianti senza convenzione. Ma visto che siamo avviati verso alla fine dell’anno affrontiamo questo discorso con tutte le altre realtà sportive».

Le infiltrazioni d'acqua nello spogliatoio dello stadio Helvia Recina

Le infiltrazioni d’acqua nello spogliatoio dello stadio Helvia Recina

A proposito di altre realtà sportive: allo stadio Helvia Recina aspettano ancora che le infiltrazioni d’acqua nello spogliatoio vengano riparate…
«E’ una vicenda che parte da lontano, quando nei primi anni del 2000 è stata fatta l’impermeabilizzazione sopra la gradinata dello stadio. Questa ha creato dei problemi, le famose infiltrazioni d’acqua. L’anno scorso siamo riusciti a trovare un accordo con la ditta che ha fatto i lavori. Una parte è stata sanata. Ora c’è da sistemare un’altra parte. Nel giro di brevissimo tempo lo faremo: abbiamo trovato i 60 mila euro necessari, la pratica del credito sportivo tornerà a giorni da Roma e quindi potranno partire i lavori. Ma ci sono anche altri progetti pronti per l’Helvia Recina, oltre a quelli realizzati».

Per esempio?
«Il 6 novembre scade il bando per fare la nuova cabina di trasformazione dello stadio. Quella che c’è oggi, davanti al botteghino, è stata fatta nel 1962 e non è più stata toccata. Non è più a norma, e abbiamo previsto 70 mila euro per i lavori, pensiamo che nel giro di un mese e mezzo dall’inizio possano essere terminati. Si tratta di un’operazione fondamentale, perché i gruppi elettrogeni sono vecchi e se salta la luce dai riflettori c’è il rischio di non riuscire a rimetterla. Poi abbiamo realizzato la doppia divisione della gradinata, cosa che ci era sempre stata richiesta dalle forze dell’ordine per poter aprire il settore. E la pista dell’Helvia Recina è in colato, non è un telo appoggiato per terra. E’ stata realizzata allo stesso modo di quella dello stadio Olimpico di Roma».

Il campo dell'oratorio salesiano

Il campo dell’oratorio salesiano

Macerata è una città che ha fame di calcio ma anche di spazi per praticarlo: anche la Robur aveva manifestato diversi problemi per la gestione del campo dei Salesiani…
«Problemi che sono stati risolti con i fatti, non con le parole. Abbiamo approntato le delibere e firmato le convenzioni: il Comune ha preso in affitto i locali dei Salesiani e li ha rigirati alla Robur. Oltre a ciò abbiamo previsto un contributo per la società, con cui potrà affrontare parte delle spese di gestione e delle utenze. In Giunta mi dicono che sono uno che spende troppo: ma per scuole e sport i soldi non bastano mai. E’ chiaro che servirebbero altri interventi, ma stiamo cercando di fare il possibile. La fidejussione per il sintetico a Collevario, per esempio, è stata fatta dalla Giunta e non dal Consiglio: mi sono esposto in prima persona per un impianto che è un fiore all’occhiello e dove è stato messo anche il fotovoltaico».

E per il calcio a Villa Potenza?
«Pensiamo che per gennaio possa essere pronto il bando. In ogni caso abbiamo già avuto l’interessamento della squadra della frazione, perché è una struttura sentita. Ma oltre al calcio a Villa Potenza siamo riusciti a trovare casa al rugby, mentre nel campo del Rione Pace ora gioca anche l’hockey, storicamente costretto a trasferirsi a Mogliano».

La piscina comunale di viale don Bosco

La piscina comunale di viale don Bosco

E’ vero che Macerata ospiterà le Olimpiadi provinciali per l’anno prossimo?
«Ne stiamo parlando con il Coni. Noi vorremmo farlo, è un progetto che ci piace, anche se vanno affrontate tutte le questioni di carattere economico ed organizzativo».

Qual è il futuro delle piscine?
«Ha risposto il sindaco, in Consiglio, circa l’iter del programma. Io posso dire che è una vicenda che ho seguito anche con l’Amministrazione Meschini ed ho sempre sostenuto che quel progetto era troppo esagerato per Macerata. Cosa serviva ai cittadini, e agli studenti universitari per cui poi l’Ateneo era entrato nel progetto? Un centro federale per il nuoto o una piscina per nuotare? Io credo che Macerata avesse ed abbia  bisogno di una struttura adeguata per i suoi cittadini e per quelli dell’hinterland. A cosa serve una vasca di 35 metri, oppure pensare al nuoto sincronizzato? Il progetto di cui parliamo oggi, per me, è molto più fattibile ed adeguato alla nostra realtà. Il difficile non è costruire un polo natatorio o un Palas da 10000 posti. E’ mantenere questi impianti. A Pesaro il Palas versa in una situazione di vera e propria crisi, e ci hanno fatto il multisala. Se non ci fossero campanilismi potremmo pensare a strutture comprensoriali, che servano tutto il territorio. Per società e manifestazioni di caratura superiore. Non è più pensabile che ogni città, paese e paesino voglia il suo stadio, il suo palazzetto, eccetera…».

Quali sono gli altri progetti per lo sport maceratese?
«Prima della fine del mandato, vorrei che questa Amministrazione possa lasciare alla città uno spazio per le arti marziali. Per farlo bisogna ristrutturare i locali dell’ex Gil di viale Don Bosco, ci potrebbe andare il judo: da quando l’Università non ci ha rinnovato la convenzione perché aveva bisogno dei locali, non c’è uno spazio adeguato».



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