Conferimento errato, multa di 100 euro: un cittadino protesta

CIVITANOVA - Davide Polo condanna il metodo con il quale la polizia municipale è risalita al presunto autore del reato: "Come fanno a sapere che sono stato io?"
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imagesL’ identificazione tramite l’immondizia è un sopruso e una vergogna”. Questa la protesta di un lettore che si è visto recapitare una multa di 100 euro per lo scorretto conferimento del sacchetto della carta avvenuto lo scorso 14 giugno in Corso Umberto I. Nel verbale di accertamento della violazione si legge che Davide Polo ha abbandonato il sacchetto di fronte ai cassonetti del vetro e dell’umido e come disciplina l’ordinanza comunale è stato multato. La contestazione sarebbe avvenuta dopo aver visionato il materiale presente nel sacchetto e riconducibile quindi alla sua identità. Il lettore però contesta la mancanza di una notifica immediata che dimostri di essere stato proprio lui a mettere il sacchetto nel giorno sbagliato e avanza dubbi sulla liceità di “frugare” all’interno della spazzatura: “hanno scritto ‘abbandonava’ – scrive in una discussione diffusa su Facebook attraverso vari canali – il che indica che tu vedi che abbandono e allora perchè non mi fermi e mi contesti la cosa subito e mi identifichi e mi dai anche modo di difendermi o dichiarare qualcosa? Ho richiesto espressamente che il vicecomandante dei vigili mi mettesse per iscritto che la Municipale può identificare una persona frugando nell’immondizia e non l’hanno fatto. Inoltre non c’è una foto o una ripresa che dimostri che io stavo conferendo erroneamente”.

Si difende dalle accusa il vicecomandante dei vigili urbani Damiano Micucci: “l’ordinanza esiste dal 2008 e abbiamo fatto circa 200 verbali per conferimenti sbagliati dall’inizio dell’anno. Ogni giorno, anche su sollecitazione del Cosmari due agenti sono di servizio durante la raccolta per segnalare eventuali conferimenti errati. Il signore ha conferito la carta in un giorno destinato alla raccolta di altri rifiuti e per la legge quello diventa un oggetto abbandonato e noi possiamo procedere come dice la legge. Abbiamo anche sentito il garante della privacy su questo e ci ha dato ragione. E’ un diritto ovviamente fare ricorso”.

(l. b.)



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