Approvato il piano
di risanamento del Cemaco

MACERATA - Il Consiglio Comunale, dopo una dura discussione, dà il via libera alla proposta dell'assessore Blunno. Approvato anche l'Ordine del giorno di Tacconi (Udc) in merito alla rete gas di contrada Vallebona. Prima dell'aperitivo ricompare di nuovo l'urbanistica. Tartabini di Sel punta i piedi e in un primo momento fa mancare il numero legale
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Ivano Tacconi, capogruppo Udc

di Marco Ricci

L’ovino va e il metano forse arriverà in contrada Vallebona. Il Consiglio Comunale di oggi pomeriggio ha approvato con venti voti favorevoli e dieci contrari il piano di ristrutturazione del Cemaco – Centro di Macellazione Comprensoriale – di cui il Comune di Macerata possiede quasi il 68% delle quote e che negli anni, come abbiamo descritto (leggi l’articolo), ha prosciugato notevoli risorse del bilancio Comunale. Inoltre, su un Ordine del Giorno presentato dal Consigliere Tacconi, l’Amministrazione si è impegnata a chiedere alla prossima concessionaria del servizio, siamo in fase di stipula del contratto, di completare la rete del gas che dovrebbe appunto rifornire circa quaranta famiglie di Contrada Vallebona.

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Gli assessori Narciso Ricotta e Marco Blunno durante il Consiglio comunale di oggi

 Il punto forte del Consiglio Comunale di oggi è stato comunque il Cemaco. L’Assessore al Bilancio Marco Blunno, durante il suo intervento, ripercorso la storia non proprio di successo della partecipata, non nascondendo né le difficoltà passate né quelle attuali. “La società è in assenza di liquidità. Ha chiuso in passivo sia il bilancio 2011 che quello del 2012. Oggi però”, ha voluto precisare, “le perdite di Cemaco non sono più imputabili alla gestione bensì ai mutui e agli interessi passivi.” L’assessore Blunno è poi passato a presentare gli obiettivi principali che hanno mosso la delibera: il proseguio dell’attività di macellazione, lo scongiurare l’ipotesi di dissesto finanziario e non ultimo il non compromettere la riqualificazione del Centro Fiere, possedendo il Cemaco terreni prossimi all’attuale struttura fieristica.

 

CEMACO - Il mattatoio pubblico di Villa Potenza

CEMACO – Il mattatoio pubblico di Villa Potenza

Come risanare però i conti? La delibera prevede un rinnovato contratto al Cozoma – la cooperativa che ha oggi in affitto la vera e propria attività di macellazione – consentendo alla partecipata di incamerare 46.000 euro annui, oltre a scaricare allo stesso Cozoma l’attività di manutenzione della struttura di macellazione. Il contratto non è però sufficiente a garantire – a fronte degli ingenti mutui – la stabilità di bilancio del Cemaco. Così, per ridurre i debiti, secondo l’Assessore Blunno non c’è altra scelta che alienare parte del patrimonio immobiliare di Cemaco, in particolare quelle aree che in futuro potrebbero proprio essere interessate alla riqualificazione del Centro Fiere. La delibera, inoltre, sottopone al Consiglio di valutare l’ipotesi futura di incamerare, a titolo non oneroso, le quote del Cemaco in dismissione da parte degli altri Comuni soci.

 

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I consiglieri Giorgio Ballesi e Anna Menghi

Su quest’ultimo punto, cioè della dismissione delle quote da parte degli altri soci, ha battuto molto l’opposizione. A partire dal Consigliere Sacchi del Pdl a cui si sono aggiunte le voci di Anna Menghi e di Giorgio Ballesi. Se Sacchi bolla come “irresponsabile” l’acquisizione di nuove quote e considera invece “responsabili” quei Comuni che prendono atto della gravità della situazione, la Consigliera Menghi e il Consigliere Ballesi hanno insistito domandando se sia giusto che il Comune, in un momento di crisi così grave, debba investire risorse su una tale struttura. Sempre Giorgio Ballesi ha incalzato l’Amministrazione mostrando come la delibera odierna ripercorra strade già percorse in passato. Strade che la stessa Amministrazione ha ricostruito durante la presentazione della delibera potendone valutare l’esito fallimentare.

 

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Il consigliere del Pdl Riccardo Sacchi

Più che il presente sulla vicenda Cemaco pesa e ha pesato il passato. “Una vicenda tutta interna al centro-sinistra”, ha spiegato Deborah Panatana, “una patata bollente creata da voi”, tanto che Anna Menghi citerà le parole dell’allora Consigliere Comunale Adriano Ciaffi quando, nel 2004, cominciano ad intrecciarsi con la storia del Cemaco le problematiche urbanistiche legate al Centro Fiera. “Non è possibile che in questa città tutto ruoti intorno all’urbanistica” – ha affermato la Menghi – “E a certe situazioni come quelle di Cemaco bisogna dare un taglio. Perché i sogni sono sogni” – si è rivolta al Consigliere Tacconi – “e così non possono restare.” L’unica voce dell’opposizione in appoggio di Marco Blunno era stata appunto quella del Consigliere Udc. Ivano Tacconi ha voluto far emergere in Consiglio le problematiche legate al mondo agricolo e la sua potenziale forza economica, spingendo Sindaco e Giunta ad interagire con tutti i soggetti che ruotano intorno all’agricoltura sia per quanto riguarda Cemaco che Centro fiere, a partire dalle industrie agro-alimentari di livello nazionale. Un sogno appunto, un “pensare in grande” che non può morire “per mancanza di proposte.”

 

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Andrea Netti, neo capogruppo del Pd

Se la maggioranza con il capogruppo Pd Andrea Netti e con Giuliano Meschini dell’Idv hanno rivendicato la serietà della proposta, sottolineando come non si possa dire né che il Cemaco sia allo stato attuale un carrozzone né che il Comune di Macerata corra il rischio oggi di accollarsene i debiti, è stato invece il Sindaco a difendere la storia passata e le politiche messe in atto dalla Giunta Meschini in riferimento al Cemaco, politiche che appunto l’opposizione aveva affossato in blocco. “Quale fu la scelta di Meschini? Quella di provare a risolvere una situazione difficile non creata da noi con la riqualificazione del Centro Fiere” – ha spiegato – “Fu una scelta coraggiosa e corretta. E mi domando inoltre: qual’è la proposta alternativa? Quella di fare fallire il Cemaco?”, proposta che sia Anna Menghi che i Consiglieri Sacchi e Castiglioni rivendicano invece di aver portato in Consiglio già in tempi non sospetti, prima che il Comune si addossasse ulteriori oneri e responsabilità anche politiche sulla vicenda.

 

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I consiglieri di Pensare Macerata Massimiliano Bianchini e Antonio Carlini

Che le problematiche legate al Cemaco provengano da lontano è innegabile. Come è innegabile che le scelte politiche, giuste o sbagliate che fossero, siano state in larghissima parte appannaggio proprio del centro-sinistra. Ma è ugualmente innegabile che la proposta dell’Assesore Blunno appaia un tentativo equilibrato o almeno uno dei pochi al momento possibile, al di là dei giudizi sull’intera vicenda. Lo stesso Assessore al Bilancio, durante la sua replica agli interventi dei Consiglieri, non ha nascosto le difficoltà e le incertezze del piano presentato, in particolare quelle legate alla alienazione dei terreni e all’atteggiamento che terranno i soggetti creditori nei confronti di Cemaco. “Non posso essere sicurissimo che sia la soluzione definitiva”, ha concluso, “Se va in porto è una soluzione, ma se non tentare significa far fallire Cemaco cosa se ne guadagnerebbe?” Va a questo proposito evidenziato che il Consigliere di opposizione Castiglioni, pur esprimendo un durissimo giudizio politico sull’intera storia, si è lasciato sfuggire nel suo intervento che la soluzione proposta dall’Amministrazione “possa anche tecnicamente funzionare, pur se rimane nient’altro che un panno caldo.”

 

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Il segretario comunale Antonio Le Donne, attualmente anche dirigente dell’Ufficio Ambiente e Territorio

Anche l’emendamento alla delibera presentato dal Pd e da molti altri Consiglieri di maggioranza ha ottenuto l’approvazione del Consiglio. Nell’emendamento, tra le altre cose, viene data al Comune di Macerata la possibilità di incamerare a titolo non oneroso le quote in dismissioni dagli altri soci di Cemaco, garantendo allo stesso Comune  o alle sue partecipate la prelazione sull’eventuale vendita delle proprietà immobiliari della società. Una soluzione, quella prospettata dalla giunta,  che delinea in prospettiva la centralità della riqualificazione del Centro Fiere di Villa Potenza per il risanamento del Cemaco, riqualificazione però che, dati i tempi di crisi, difficilmente potrà avvenire in breve tempo. Una soluzione forse obbligata ma che non può affatto dirsi matematicamente certa.

 

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Il sindaco Romano Carancini

Al termine del Consiglio, come sempre, scatta l’ora dell’urbanistica. Questa volta a tempo scaduto viene discussa la delibera riguardante l’approvazione dello schema di convenzione da stipulare con il soggetto attuatore relativamente all’intervento Idec-23 in V.le Indipendenza. E se già Pierpaolo Tartabini aveva in precedenza stigmatizzato il medesimo comportamento da parte della maggioranza non partecipando al voto di una delibera simile durante l’ultimo Consiglio Comunale, questa volta il consigliere di Sel è uscito dalla sala consiliare facendo mancare il numero legale. “Solo per spirito di responsabilità, per evitare una seconda seduta di consiglio nella giornata di domani che avrebbe prodotto ulteriori costi all’amministrazione”, solo a questo punto Tartabini e rientrato e la delibera è stata approvata.

(Foto di Lucrezia Benfatto)

 

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L’assessore Narciso Ricotta

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Gli assessori Federica Curzi e Luciano Pantanetti

 

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L’assessore Stefania Monteverde



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