MACERATA CITTA’ DELL’AMICIZIA E DELL’ACCOGLIENZA, IL SINDACO CARANCINI HA INVITATO IN CITTA’ IL MINISTRO DELL’INTEGRAZIONE CECILE KYENGE – “Una nazione può stare senza tesoro ma non può stare senza amici”. E’ questa la frase di Padre Matteo Ricci riportata sullo striscione che da ieri è appeso al balcone del Comune in occasione del 50° anniversario del gemellaggio di Macerata con la città tedesca di Weiden.
Quelle che si stanno svolgendo in città questi giorni, in occasione della Festa dell’Europa, sono giornate di amicizia e fratellanza secondo la più fervida tradizione di civiltà e accoglienza che da sempre contraddistinguono Macerata e la sua gente.
“La risposta della città – afferma il sindaco Romano Carancini – contro la totale mancanza di rispetto nei confronti della dignità delle persone oltreché della nostra costituzione e che non rappresenta assolutamente la nostra cittadinanza, racchiuso nel gesto deprecabile di Forza Nuova (LEGGI L’ARTICOLO) che ha portato Macerata alla ribalta delle cronache nazionali, è stato anticipato dallo striscione che da ieri campeggia sul balcone del Municipio a dimostrazione di quello che la nostra città sente e vive. Inclusione sociale, partecipazione, rispetto e conoscenza delle diversità culturali sono le parole d’ordine che colorano di multiculturalità tutta la città in questi quattro giorni, ma non solo, in occasione della Festa dell’Europa. Si scrive Festa dell’Europa e si legge unità tra i popoli e amicizia tra tutti i cittadini”.
In giornata il sindaco Romano Carancini si è già attivato per inoltrare al neo ministro all’Integrazione Cecile Kyenge l’invito a venire in visita a Macerata. In mattinata anche il segretario cittadino del Pd Paolo Micozzi ha invitao in città il ministro Kyenge per assistere al Macerata Opera Festival (LEGGI L’ARTICOLO.
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Il sindaco Carancini questa mattina in piazza Battisti con il presidente del Consiglio regionale Solazzi
Festa dell’Europa 2013 “I gemellaggi per un’Europa dei cittadini”, l’Aiccre in piazza insieme ai comuni marchigiani.
In un periodo interessato da forti cambiamenti, attraversato dalla crisi politica ed economica, come quello attuale, i gemellaggi, che sono stati fattori di unificazione e democrazia, devono continuare a svolgere il loro fondamentale ruolo di volano di democrazia dal basso nella prospettiva di una sempre maggiore integrazione europea dando ai cittadini la possibilità di scoprire i benefici dell’esistenza dell’Unione europea e di discutere insieme il suo futuro.
Questo in sintesi il messaggio lanciato da Emilio Verrengia, segretario generale dell’Aiccre, che questa mattina in piazza Cesare Battisti, ha aperto la manifestazione I gemellaggi per un’Europa dei cittadini organizzata dall’Associazione in occasione della Giornata dell’Europa nell’ambito della festa d’Europa 2013.
Presenti alla manifestazione il sindaco Romano Carancini, il vice sindaco Federica Curzi, Paola Mariani in rappresentanza della Provincia di Macerata, Vittoriano Solazzi, presidente del Consiglio regionale delle Marche nonché presidente della Federazione regionale dell’Aiccre Marche, Michele Picciano, presidente dell’Aiccre e Giuseppe Valerio, presidente della Consulta Aiccre “Cittadinanza Europea e gemellaggi”
L’Europa e i suoi cittadini, i rapporti di amicizia, fratellanza, conoscenza e unione sono state le parole ricorrenti di questa giornata, tutte insieme a tessere un filo rosso che ha attraversato l’intera manifestazione, la quale ha riunito in piazza anche i sindaci dei primi dieci Comuni gemellati delle Marche e quelli che hanno partecipato all’Assemblea costituente dell’Aiccre, il 25 e il 27 gennaio del 1952 premiati, proprio per questi motivi, dall’Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa.
Con un inciso dell’Inno alla gioia, “Abbracciatevi moltitudini” è iniziato il saluto del sindaco Carancini che ha sottolineato come quello del 9 maggio sia “un giorno importante per la nostra Europa che vuole ricordare simbolicamente e solennemente la dichiarazione che Robert Scherman il 9 maggio 1950 fece proponendo la creazione di una Comunità Europea del carbone e dell’acciaio”.
Carancini, sottolineando come Macerata abbia sempre creduto nei valori dell’amicizia e della fratellanza, ha ricordato i gemellaggi stretti con Weiden, cinquant’anni fa, e con altre significative realtà europee tra le quali Issy Les Moulineaux e Floriana.
“Tutto ciò è stato importante perché i gemellaggi hanno dato un contributo determinante alla nascita della coscienza europea e sono il modello a cui guardare, affinché a un’Europa degli stati e della moneta unica, subentri in un tempo ragionevolmente veloce un’Europa dei popoli”.
Alla piazza si è ispirato invece l’intervento del vice sindaco Federica Curzi: “Abbiamo scelto la piazza per celebrare questa giornata. Abbiamo scelto di restituire un’immagine visiva di quello che significa l’Europa Unita secondo noi. Da sempre la piazza è il simbolo della cittadinanza. Cittadinanza intesa come sostanza, identità, significato di una città intesa come civitas, come saggiamente la chiamavano i latini, distinguendola da urbs che sono invece le mura, i palazzi, il contenuto formale di una città. Una città che si ritrova nella piazza, nell’agorà, è una città che parla, che discute, che si confronta, che vive i problemi e le opportunità della cittadinanza. Una città e una cittadinanza attive. Abbiamo scelto la piazza per essere già dentro il tema scelto dalla Comunità Europea per quest’anno: perché il 2013 è l’anno europeo dei cittadini.
Vorrei essere all’altezza di un compito che mi sono prefissa oggi: rappresentare i volti, i sentimenti, i valori e l’umanità che hanno ispirato la creazione dell’Unione Europea in cui viviamo oggi. C’è un modo semplice e diretto per farlo: la memoria dei nomi e dei cognomi di coloro che con il loro impegno e la loro motivazione hanno pensato e voluto quell’idea e quel progetto di Europa in cui viviamo oggi. Combattenti della resistenza, avvocati, uomini di stato, sono questi i padri fondatori dell’Europa, un gruppo eterogeneo di persone mosse dagli stessi ideali: la pace, l’unità e la prosperità”.
Il vice sindaco ha ricordato infine come Macerata festeggia l’Europa il 9 maggio di ogni anno da 7 anni, con partecipazione, inclusione, socialità, divertimento, buone pratiche e tradizioni, sapori e saperi provenienti da tutti i paesi europei.
“L’Europa che festeggiamo oggi è un’idea, è il progetto di quei padri fondatori realizzato e che però continua a camminare sulle gambe degli attuali capi di stato, amministratori locali, associazioni e cittadini. Sarebbe ingiusto considerare l’Europa unita un traguardo raggiunto – ha concluso la Curzi. Piuttosto, è soltanto non considerandola fatta che ciascun Comune, Città, Paese – attraverso nuovi patti di gemellaggio e nuovi scambi tra comuni gemelli, dialogo, e relazioni potrà camminare unitamente verso quello scopo di tutti e di ciascuno dei 27 attuali paesi membri: costruire l’identità europea. Soltanto così, da quell’idea visionaria di Robert Schuman potranno nascere gli Stati Uniti d’Europa”
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La Festa dell’Europa (LEGGI L’ARTICOLO) entra nel vivo, domani in scena i prodotti ecocompatibili, il laboratorio “leonia” e tanta musica
Per domani il calendario degli appuntamenti messi a punto dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione Strade d’Europa, per la Festa dell’Europa 2013 prevede, dalle ore 18, in piazza Vittorio Veneto, Typical and Green, una serie di stand che proporranno produzioni locali eco-compatibili.
Alla stessa ora e nello stesso luogo prenderà il via, a cura dell’associazione Les Friches, il laboratorio di narrazione e creatività leonia, ispirato alle Città invisibili di Italo Calvino, che giocherà sul concetto di opulenza e di rifiuti e sull’esigenza perversa di fagocitare il nuovo.
Dalle ore 19, invece, la Festa dell’Europa andrà a tutta musica con Dj Smegma vs Dj Nooz. Dj set Rock around the Europe. La performance è prevista in piazza Cesare Battisti.
A fare da sottofondo a queste iniziative i consueti aperitivi realizzati in collaborazione con i bar e i ristoranti aderenti all’iniziativa, 49 in totale, che proporranno, a partire dalle ore 18, cocktail e piatti per scoprire sapori tipici dei diversi paesi europei.
(Foto di Lucrezia Benfatto)
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Bravo, Sindaco! Un invito quanto mai opportuno e che fa onore a te e alla nostra città.
Concordo con Davoli, ma non mi sembra che la piazza fosse piena….
Magari il prossimo anno si potrebbe coinvolgere meglio la cittadinnza
Non capisco cosa ci sia di anomalo nell’esprimere un’opinione anche se forte!
Se esiste la libertà di espressione penso che vada presa in considerazione anche quella di FN così come le manifestazioni dalla corrente politica opposta.
Invece di scandalizzarci e magari prendere le distanze da quanto scritto cerchiamo di capire il messaggio e magari organizzare un dibattito costruttivo per affrontare la questione. Se dobbiamo integrarci integriamoci, ma con regole chiare e precise che non penalizzino il popolo Italiano perché è grazie ai sacrifici versati anche con il sangue dai nostri avi che oggi possiamo fare una vita dignitosa.
Meditate gente.
Io non cero forse perché nessuno mi ha invitato perché sono straniero? La piazza era vuota come mai?
L’Italia, anzi il PD sta facendo tutti gli errori sull’integrazione gia’ commessi da stati come l’Inghilterra.
Le politiche identitarie sono la morte della convivenza civile tra esseri umani.
Creano monadi autistiche che si odiano a morte. Sono la cosa piu’ razzista dopo il razzismo esplicito.
E’ razzismo paternalista.
L’Inghilterra ne sta uscendo a fatica da questo tipo di multiculturalismo delirante, che fra l’altro ha ottenuto l’effetto contrario con i vari nazisti dell’Illinois e l’Ukip di Farage.
( da google )
deprecabile sig.sindaco il gesto di F.N.????Ma che ne pensa di tutti gli stranieri che spacciano, si prostituiscono, t’accoltellano,ti vendono chincaglieria cinese perfettamente contraffatta,chiedono l’elemosina con il bambino nascosto sotto la coperta, mostrato all’occorrenza,rapinano,ecc,ecc..La clandestinità in questa città è diventata normalità.siamo pieni di questi tizi che non lavorano e nessuno sa come riescono a spendere i soldi alle varie lotterie…lei ha una certa età,si ricorda quando a Macerata il nemico pubblico n.1 erano i BOYS?????Vale la pena questa integrazione per rimpinguare i voti del PD a scapito della tranquilla serenità del vivere in provincia????????????
Non avevo visto le foto:sulla penultima si intravede tra la folla entusiasta un signore di colore con vicino una borsa,sicuramente un clandestino,venditore ambulante;a parte non fargli notare che è un’illegale,almeno gli avete comprato qualcosa voi amministratori cittadini illuminati, creatori del nuovo mondo uguale per tutti???????
Signori concittadini italianissimi,
sapreste dirmi con altrettanta sicumera quanti sono gli italiani che non pagano le tasse o fanno abitualmente la cresta?
Dopo la vostra cortese risposta, parleremo del resto.
Ad maiora.
Concittadino Sig.Davoli,non capisco cosa c’entrano le tasse,comunque gli italiani che non le pagano sono tanti e sempre gli stessi,lo fanno perchè in Italia si rischia poco o nulla come nel caso di chi viene nel nostro paese per praticare l’illegalità,consapevoli del fatto che l’onesta da noi è un opzional…Lei chiede sempre lo scontrino fiscale o si rende complice di chi non lo fa??.
Non ci sarà ma l’integrazione fino a quando gli stranieri saranno disonesti, il problema vero e che non tutti sono corretti e si integrano e causano problemi ad altri che sono onesti, l’integrazione non sarà mai possibile forse dopo tre generazioni che vivono qua, il resto sono solo chiacchiere strumentalizzate. Io dopo più di 40 anni ancora mi chiedono il permesso di soggiorno e ti fanno sentire di serie b e poi mio padre e nato a Macerata e morto qui. L’integrazione è impossibile, anche perché in Italia si deve abbattere quel filo di razzismo sottile che si nasconde sotto l’ignoranza della gente, un popolo che non ha cura e non rispetta le sue proprie tradizioni, dando spazio a nuove culture e nuovi stili di vita, che con il popolo italiano e la sua storia non ha nulla a che vedere? Quindi come pensa di accettare quello che non conosce popoli che hanno storie millenari poterli dominare nella propria terra?.. L’Italia e un popolo in via di eliminazione ed estinzione guardate i matrimoni misti, stanno cancellando la storia per chi non si fosse accorto quindi pensate bene e fate quello che facevano i nostri bisnonni, si perché i miei nonni e bisnonni sono Italiani.. Potete meditare un po’ per capire quando uno come Davoli fa le battute… A me, lo so che non le capite .. però e nello stile degli artisti non essere capiti.. Buona giornata a tutti..
Io non lo chiedo, sig. Camerini: lo pretendo. Lei comunque non mi ha risposto, e allora le rispondo io: sono circa il 60%, gli italiani che evadono e/o eludono le tasse. Come lei sa, se tutti i nostri amatissimi concittadini italiani pagassero ciò che compete loro in termini di tasse, non dovremmo subire le sterminate vessazioni che ci toccano in sorte per rimediare alle malefatte di questi zozzoni. Perché Forza Nuova non fa pure una bella manifestazione – seria e articolata – contro l’evasione fiscale? La gradirei molto.
Quanto agli stranieri in Italia – premesso che non sono tutti delinquenti – quelli che non lo sono pagano le tasse (a differenza degli italiani che non le pagano).
Vede, sig. Camerini, qui sopra nei commenti molti, troppi, scambiano un diritto all’opinione con l’insulto gratuito. La ministra di origini congolesi, ma di cittadinanza italiana e con un curriculum adeguato alla carica che ricopre (pensi a quanti, in Italia, tra gli italiani, fanno qualcosa che non sanno fare solo perché hanno le entrature giuste…) non viene criticata per l’operato o per l’incompetenza, ma perché è nera. L’opinione invece chiede un’articolazione del pensiero che vada al di là del gutturale puro.
Ad maiora again.
Questi celebranti la fratellanza umana, la democrazia bella e l’Europa unita – anime da farisei – non devono avere paura dei quattro di Forza Nuova, ma delle migliaia di nuovi poveri, di disoccupati, di incazzati verso la Casta magnaccia, che potrebbero venire in piazza Cesare Battisti con i bastoni.
Per fortuna che c’è Grillo a salvarvi con la sua violenza verbale dalla violenza fisica dei cittadini incazzati… Fino a che Grillo dura.
Neanche lei mi ha risposto sig. Davoli;le chiedevo cosa c’entrano le tasse…Comunque mi trova d’accordo sul fatto di doverle pagare,cosa che io essendo dipendente precario devo per forza fare. Riguardo l’integrazione,mi sembra che come al solito il nostro paese faccia il passo più lungo della gamba.Continuare ad importare povertà quando il paese è in crisi e non si lavora è come soffiare sul fuoco per cercare di spegnerlo.Per quanto concerne la signora Kienge,che sia nera o viola poco importa,è quello che dice che mi lascia scontento:il reato di clandestinità nel suo paese di origine esiste,non capisco perchè quì bisogna toglierlo.Il neoministro a suo tempo non mi sembra abbia avuto difficoltà a venire da noi,a studiare per diventare dottore e quindi lavorare e prendere la cittadinanza,forse perche proveniva da una famiglia agiata(il padre aveva 4 mogli)molti altri stranieri non diventeranno dottori forse,io mi auguro che diventino cittadini soltanto dietro esplicita loro richiesta presentando il regolare permesso di soggiorno insieme al casellario giudiziario pulito, passati gli anni previsti dalla legge…Quello che mi da fastidio sig.Davoli è notizia di questi giorni:pachistani con protezione internazionale che spacciano eroina,africani che fanno la stessa cosa nonostante espulsi,omicidi di anziani,accoltellamenti di ragazzini e tante altre cose che lei conosce come tutti…con le galere piene non sarebbe il caso di rispedire a casa chi commette reato??
La signora Ministro si ricordi che e’ in Italia e dalle sue parole SIAMO NOI CHE CI DOBBIAMO INTEGRARE…….ma x piacere basta !!!! Racchiudo il concetto altrimenti non basterebbe una settimana!!!!!!!!
ma cosa inviti?? penso che la maggior parte delle persone non sono d’accordo.
@ Camerini
Certo che andrebbero rispediti al mittente i delinquenti! Lo chiedono a viva voce anche gli extracomunitari onesti che vivono qui (e le assicuro che ne conosco e frequento da anni una gran bella quantità). Il problema è dove spedire i nostri concittadini ladri, sia della casta che della non-casta (perché nessuno si illuda sul fatto che la gangrena sta solo ai vertici o che la delinquenza sia solo frutto degli stranieri). Ecco allora che arrivo al punto dolens: cosa c’entrano le tasse?
Credo lei ricorderà quando la manodopera straniera veniva invocata ampiamente dai nostri industriali, che si ritrovavano in fabbrica operai da poter sottopagare, spesso anche in nero, spesso anche clandestini. Ma a quell’epoca “andava bene” così, perché “gli italiani certi lavori non li vogliono fare” e bla bla bla. Poi sono arrivati i controlli, è stato preteso che anche gli stranieri venissero tutelati nel loro lavoro (che pretesa assurda, eh? …), ed anche pagati – sempre meno degli italiani – in regola. Ecco qua che è cominciato il problema: porca miseria, deve aver detto qualcuno, ci tocca pagarli regolarmente? Ma allora siamo al punto di partenza (che tradotto significa: come facciamo a continuare ad evadere le tasse?)!
Perché come sempre, caro sig. Camerini, si guarda il bicchiere mezzo pieno dimenticando quello mezzo vuoto: vuole che le dica quante imprese della zona, in nome della crisi devastante, non pagano o sottopagano gli operai perché non hanno soldi e poi, contemporaneamente, vanno ad aprire filiali all’estero (dove cioè possono sfruttare la manodopera locale a prezzi bassissimi, modificando il nome “sfruttamento” col nome di “aiuto”)?
Ecco che c’entrano le tasse: se più del 50% della nostra popolazione indigena le tasse non le vuole pagare o, dovendo farlo, cerca come può di arrotondare con secondi lavori in nero o anche con creste e crestine ora qui ora là, che fa: riscopre la propria verginità scagliandosi col più deteriore dei moralismi contro gli stranieri?
Ecco che c’entrano le tasse: detesto chi guarda la pagliuzza nell’occhio altrui mentre nel proprio ha un trave. Detesto chi vede solo gli stranieri come male della nazione e si dimentica quanti fratelli di sangue e di patria fottono noi loro concittadini, continuando ad accumulare soldi su soldi, speculando sulla metà onesta della gente, pur di non fare la loro parte per la società. Lo sa che se rientrassero tutti i fondi rubati e sottratti al fisco non saremmo probabilmente nemmeno in crisi? E dopo mi viene a dire che c’entrano le tasse??
Bene Sig. Davoli adesso ho capito quello che intendeva dire,non avendo doti telepatiche non riuscivo a far quadrare il suo discorso…Anche io ritengo necessario far pagare le tasse a tutti,purtroppo come lei saprà la nostra classe politica per mantenersi al potere è dovuta nel tempo scendere a patti con quella parte di” società” che godeva di un grande bacino di elettori che si potevano comprare, grazie al voto di scambio,e,nulla ha fatto quella casta di politici per impedire o arginare il fenomeno dell’elusione fiscale,sostituendo il prelievo non avvenuto con altre tasse e aumenti dell’iva…Che poi molti imprenditori si approfittano di certe condizioni sociali è cosa risaputa,tanto da preferire lo straniero perche’ facilmente ricattabile ed economicamente conveniente..Quello che vorrei non accadesse è vedere diventare gli italiani i nuovi indiani d’America,per impedire che questo accada bisogna vigilare sul fattore numerico;aprire le frontiere scalzando il reato di clandestinità dando a chiunque nasca sul territorio nazionale la cittadinanza,mi sembra eccessivo e lesivo nei confronti degli indigeni di questo paese che già soffre da solo tutte le cause della globalizzazione…..
@ Alberto Camerini
Anzitutto grazie per la civiltà di questo nostro confronto, in cui entrambi manifestiamo le nostre spesso diverse opinioni senza dover ricorrere all’insulto gratuito o all’offesa personale (mi auguro, anzi, che i sostenitori del diritto d’opinione di Forza Nuova si rendano conto che una cosa è l’opinione circostanziata, tutt’altra l’insulto gratuito).
1. Mi riallaccio al suo commento immediatamente qui sopra: sono ben consapevole del fatto che la nostra casta politica, per autorigenerarsi al potere sino alla fine dei propri giorni naturali, abbia applicato il voto di scambio; dirò di più, non erra probabilmente dal vero chi sospetti – dietro tanto zelo nei confronti degli immigrati – una chance elettorale in più da applicare agli stranieri per scambiare una volta di più. Tuttavia, mi chiedo perché la casta che non è di centro-sinistra non fa la stessa cosa, dal momento che scambia voti e favori esattamente come la sua avversaria! E’ un paradosso, lo so: ma funziona, interroga. Personalmente, sono favorevole allo ius soli per coloro che nascono in Italia e che – se davvero vogliamo integrarli – avranno in questa maniera un motivo in più per difendere e amare la loro patria italiana. Se gli italiani facessero, per ogni famiglia, dieci figli, gli negheremmo la cittadinanza perché sono troppi? O gliela concederemmo perché sono comunque italiani? Quindi le chiedo: è un problema economico, di crisi, etc. etc., o squisitamente un problema di appartenenza geografica?
2. Ho letto in qualche commento che noi italiani non siamo già così una razza pura (Deo gratias…). Gli si sono scagliati contro in tantissimi: ma dico io, questa gente che ulula scandalizzata ha mai studiato la Storia? Sa o no che in Italia ci hanno stazionato (e dunque prolificato) per secoli spagnoli, austriaci, normanni, arabi, greci, bizantini, franchi, longobardi, romani, piceni, etruschi, e chi più ne ha più ne metta? Questa gente ignora che la nostra enorme ricchezza culturale e artistica è figlia di questi impasti plurirazziali e multigenerazionali? E questi vorrebbero venirmi a parlare di tradizione?? Quale tradizione? La nostra è meticcia. Da nord a sud si incrociano infinite civiltà diverse, una marea di dialetti (e dunque di lingue) non risalenti a un unico ceppo, etc.: questa è l’Italia. Per trovare un Paese “a senso unico”, per così dire…, lorsignori devono recarsi in Cina (e possibilmente rimanerci. Grazie)!
3. Che molti imprenditori si approfittino degli stranieri non basta dire che è cosa risaputa, come se si trattasse della sacralità del sabato sera come occasione di svago. Fermo restando che sul discorso della clandestinità vanno operate delle decisioni calibrate, ragionevoli; della serie che eliminando il reato di clandestinità per principio (più o meno come quello del falso in bilancio…), finisce che i molti imprenditori avranno la possibilità di tornare ad approfittarsi degli stranieri senza più possibilità di controllo. Oppure che, in caso di incidente stradale, anziché prestare i soccorsi allo straniero investito, diverrà più facile finirlo e sotterrarlo alla meno peggio (e anche questo, purtroppo, accade). Vede bene, dunque, come non solo in difesa degli italiani ma anche degli stranieri bisogna fare le cose con ragionevolezza e senso di realtà.
4. Tremo, insomma, di fronte agli eccessi, sia da una parte che dall’altra (non sono di certo all’oscuro del fatto che molti godano del proprio impegno pro-immigrati mediante una gestione ordinaria che consente affari straordinari). Mi fido solamente di chi, per aiutare gli stranieri, ci rimette di tasca propria. Oppure di chi li tratta pariteticamente, in forza della loro umanità e basta: senza vessazioni ma anche senza privilegi. Gli stranieri onesti meritano ampiamente di prendere la cittadinanza al posto degli italiani disonesti (che potremmo spedire senza ritorno nei loro paesi d’origine). E vedrà che, considerando i problemi e le necessità partendo dal fattore umano, indipendentemente da quelli geografici e culturali, sarà molto più semplice (addirittura elementare) individuare le soluzioni più opportune. Senza intaccare le nostre radici che, anzi, ne uscirebbero più rafforzate. Ma forse è proprio questo che, da una parte e dall’altra, non si vuole.