Stranieri in Consiglio

L'INTERVENTO - Macerata può attendere
- caricamento letture

 

L'avvocato Andrea Marchiori

L’avvocato Andrea Marchiori

 

di Andrea Marchiori

In settimana si sono succedute due notizie, per la verità tutt’altro che inaspettate, le quali apparentemente non hanno alcuna attinenza l’una con l’altra.

La prima è che in Consiglio Comunale si sono registrate forti tensioni nella discussione sulle competenze tra Commissione e Giunta, conflitto che, al di là della materia trattata, ha fatto emergere in modo ancor più evidente le divisioni interne tra i partiti di coalizione così come, all’interno dello stesso PD (leggi l’articolo).

L’altra notizia è che dal recente censimento della popolazione è emerso il notevole aumento degli stranieri nella nostra provincia ed una, sia pur lieve, flessione degli italiani (leggi l’articolo).

Ebbene, a dispetto dell’apparenza, tra i due argomenti c’è un legame di origine teleologica che, forse, sfugge proprio perché il risultato scaturisce anche e soprattutto dalle gesta inconsapevoli degli umani. Come autorevolmente ricordato dal Consigliere Garufi, citando Metternich, “la parola Italia è un’espressione geografica”.

Presentato in Prefettura il Rapporto Immigrazione (clicca sull'immagine per guardare il video)

Presentato in Prefettura il Rapporto Immigrazione (clicca sull’immagine per guardare il video)

L’operazione di raccordo tra le due notizie, richiede un piccolo sforzo di memoria, bisogna tornare infatti al 13/2/2012 quando nell’assise cittadina si discuteva di un ordine del giorno che rimarrà nella storia della legislazione mondiale: riconoscimento della cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri (leggi l’articolo).

Dopo la suggestiva illustrazione dell’ordine del giorno da parte del consigliere Del Gobbo, l’Assessore Monteverde aveva apertamente plaudito all’iniziativa sottolineando che Macerata poteva ritenersi all’avanguardia in tema di accoglienza, tanto da affermare con particolare orgoglio che il 50% delle 453 famiglie assegnatarie di alloggi popolari erano straniere. Una Amministrazione che aveva seguito senz’altro l’insegnamento del nostro Patrono San Giuliano ospitatore.

L’euforia della seduta veniva un po’ smorzata dall’intervento del Consigliere Carbonari il quale, con molto garbo, va detto, faceva rilevare che la questione non aveva alcuna attinenza con le competenze del Consiglio comunale e che sarebbe stato meglio per i colleghi della maggioranza dedicare le energie politiche ai problemi della città.

Al fine di scongiurare un calo di interesse sulla questione, interveniva il Capogruppo Ricotta per riaffermare il pregio dell’iniziativa, la quale non doveva considerarsi finalizzata ad introdurre una improbabile novità normativa ma a sensibilizzare il legislatore che, sicuramente, avrebbe avuto una scossa da tale deliberazione.

Si susseguivano altri poderosi interventi a sostegno dell’iniziativa fino a che un’altra tegola si abbatteva sull’aula, quando la Consigliera D’Alessandro faceva notare che il problema vero della città e del Paese era il sensibile calo delle natalità e che un’amministrazione virtuosa avrebbe dovuto preoccuparsi di garantire servizi e sostegno alle donne lavoratrici.

A questo punto il Consigliere  Ballesi proponeva un emendamento teso ad aggiungere il requisito della stabile residenza da parte dei genitori stranieri. Mentre il consigliere Meschini chiedeva si facesse un approfondimento sul regolamento, anche la Consigliera Pantana preannunciava il voto contrario, osservando che la Giunta aveva dato addirittura incarico ad un legale di agire per il recupero delle rette della mensa, non pagate per il 99% proprio dagli stranieri; interveniva subito dopo, guarda il caso, proprio il Consigliere Tacconi il quale proponeva allo Stato di raddoppiare gli investimenti sulle case popolari in modo da accontentare sia gli italiani che gli stranieri. Ma sull’emendamento Ballesi si giocava la vera partita ed allora c’è voluto l’intervento dell’Assessore Valentini a sgombrare il campo da equivoci, “bisogna mantenere inalterato l’ordine del giorno”, perché tanto non si stava approvando un “atto” ma un “atto di indirizzo generale” che neppure tale era, dal momento che sarebbe dovuto passare in discussione anche in Commissione ed in quella sede magari si poteva modificarlo.

Ecco di cosa si era discusso quel giorno, ed il Consiglio, dopo aver respinto l’emendamento, ha approvato la deliberazione con 18 voti favorevoli, ovvero con tutta la maggioranza compatta. Quando si discute di argomenti evanescenti e dei diritti degli stranieri, la maggioranza consiliare è granitica per il resto… Macerata può attendere.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X