“La città non può chiudere per lutto”
Raccolta firme per sostenere la cultura

Ad una settimana di distanza dal dramma che ha colpito Civitanova, un gruppo di cittadini chiede di andare avanti e mantenere i fondi per gli spettacoli: "Sobrietà ma investimenti"
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di Laura Boccanera

“La città non può chiudere per lutto”. Ad una settimana dalla tragedia che ha sconvolto Civitanova i residenti e cittadini chiedono di ricordare, ma di non abbandonare i progetti per la stagione turistica come proposto da alcuni consiglieri. L’ultima proposta in ordine di tempo è stata quella del consigliere Livio de Vivo che ha depositato anche una mozione per chiedere di devolvere i fondi destinati alla cultura (Futura festival in primis) ai servizi sociali. Una proposta che il sindaco ha subito rispedito al mittente sottolineando invece il valore economico e di investimento riposto nella cultura. E così anche un gruppo di cittadini si è mobilitato e sta raccogliendo firme, un appello partito da alcuni commercianti come Gaetano Coppola di Romaoggetto per chiedere all’amministrazione di non far morire la città. I cittadini chiedono di “rispettare gli impegni assunti riguardo alla programmazione di eventi e manifestazioni dell’imminente stagione estiva. Con ciò non vogliamo entrare nel merito delle scelte fatte sia dal punto di vista economico che artistico – si legge nel volantino –  fiduciosi che questa iniziativa sia una prima risposta all’attuale crisi invitiamo la cittadinanza tutta a firmare”. Sull’argomento interviene anche Natalia Tessitore, membro del cda dei Teatri e scrittrice: “Il dibattito che si è aperto in questi giorni in città sulla opportunità di investire fondi in iniziative inerenti il turismo e la cultura piuttosto che destinare gli stessi fondi al sociale fa capire quanto tutti siano stati profondamente toccati dai recenti tragici avvenimenti e sempre più affaticati da una crisi che attanaglia non solo il corpo, cioè il lavoro, ma anche la mente, cioè il pensiero, e che ormai coinvolge tutto il nostro vivere. Ma si tratta di questo:  non arrendersi.  Il futuro non potrà che essere quello che noi vorremmo che sia e senza investimenti non c’è futuro possibile. La cultura è sempre stata un ottimo investimento, in grado di portare grande ricaduta sul territorio in termini economici e quindi di essere sostegno alla crescita di tutti e per tutti. E per cultura non si intende solo un percorso di conoscenza intellettuale che a volte appare distante dalla realtà, ma cultura è soprattutto capacità di valorizzare le moltissime risorse che contraddistinguono il nostro territorio e le nostre capacità: ambiente, accoglienza, enogastronomia, paesaggio, tradizione, clima, ingegno. Con la dovuta sobrietà, credo si debba proseguire il percorso intrapreso che è sinonimo di speranza e futuro possibile”.



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