Mezzo milione di articoli sequestrati:
in manette i falsari dell’Hotel House

BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA - Arrestati due cittadini senegalesi, coinvolti nel più grande sequestro di prodotti contraffatti avvenuto negli ultimi anni in provincia. La merce avrebbe fruttato 1 milione di euro una volta immessa sul mercato. Confiscati anche un furgone e un appartamento
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Alcune delle scarpe sequestrate

Alcune delle scarpe sequestrate

di Filippo Ciccarelli

Una vera e propria mannaia si è abbattuta sul commercio di capi contraffatti in provincia di Macerata:  la Guardia di Finanza ha stroncato il “grossista” dell’Hotel House, che da solo riforniva tutti gli ambulanti della costa maceratese. Imponente il numero di articoli confiscato dalle Fiamme Gialle: sono 545.097, e rappresentano dunque il più grande sequestro mai effettuato nel nostro territorio negli ultimi anni. Disparata la tipologia: scarpe, borse, giacconi, maglie, occhiali, portafogli e accessori in genere delle più note case di moda perfettamente imitate e pronte per essere vendute.  Il valore reale della merce, destinata agli ambulanti, si aggira intorno al milione di euro; l’organizzazione messa in piedi da due cittadini senegalesi era davvero imponente. Gli uomini, entrambi sotto ai trent’anni di età, sono stati arrestati durante il blitz: uno dei due era munito di regolare permesso di soggiorno sul suolo italiano. All’interno dell’abitazione era stato allestito un vero e proprio laboratorio clandestino colmo di etichette, bottoni, marchi delle case di moda più

Il Colonnello Paolo Papetti (a sinistra) e il Maggiore Gianluca Ferraro

Il Colonnello Paolo Papetti (a sinistra) e il Maggiore Gianluca Ferraro

prestigiose. I finanzieri hanno sequestrato anche una macchina per applicare i punzoni, utilizzata dai falsari per rendere gli articoli praticamente indistinguibili dagli originali.

I destinatari della merce, che si ritiene prodotta per gran parte nei laboratori clandestini della Campania, erano gli ambulanti della costa maceratese, mentre molte etichette e marchi contraffatti arriverebbero dalla Cina. Gli articoli falsi venivano fotografati e inseriti in un catalogo disponibile su Ipad, in modo da non destare sospetti con ingombranti borsoni una volta in strada. L’operazione ha richiesto mesi di indagini, tanto che i primi elementi utili per le investigazioni sono stati raccolti nell’estate 2012: “Fare un’irruzione in un appartamento dell’Hotel House richiede un lavoro di intelligence, perché il condominio è grandissimo, i corridoi sono al buio e trovare la porta giusta in quel labirinto non è facile – spiega il Colonnello Paolo Papetti – ma una volta accertati tutti gli elementi abbiamo provveduto a far scattare l’operazione. Il sequestro è stato imponente, la merce era stivata anche in un furgone parcheggiato nei pressi dell’Hotel House oltre che nell’appartamento”.
Proprio per le difficoltà di operare in un contesto ad alta densità criminale come quello dell’Hotel House, l’operazione ha richiesto finanza_prodotti_contraffatti (5)cautele particolari: “Una volta sicuri dell’appartamento in cui entrate – dichiara il Maggiore Gianluca Ferraro, che ha condotto l’intervento sul campo – dovevamo garantirci una certa superiorità numerica, perché non sapevamo quante persone ci fossero all’interno. Per questo motivo abbiamo avuto il supporto dei colleghi dei Baschi Verdi di Ancona; in ogni caso la criticità maggiore non è stata tanto l’irruzione, quanto il portar fuori da un appartamento del quinto piano così tanta merce. Si erano radunate 300 persone mentre facevamo la spola tra la casa e i nostri mezzi, in quei casi basta poco per far esplodere dei disordini”.

Con le nuove leggi entrate in vigore nel 2009, i finanzieri hanno potuto confiscare l’appartamento ed il Renault Master utilizzato dai falsari: oltre alla merce, sono stati posti sotto sequestro un computer, un Ipad, sei cellulari e dieci schede sim.
Dai primi riscontri sembra che la mente dell’organizzazione fosse il giovane privo del permesso di soggiorno e dunque clandestino sul suolo nazionale: con un passato da finanza_prodotti_contraffattiambulante sulle spalle, il senegalese aveva ingrandito la propria attività diventando a tutti gli effetti il polo d’attrazione dell’Hotel House con il suo outlet del falso. Il giro d’affari garantiva un cospicuo guadagno agli arrestati; risulterebbero infatti versamenti su conti bancari e carte ricaricabili Postepay ancora da quantificare con precisione, ma che si stima siano nell’ordine delle migliaia di euro.

Il proprietario dell’appartamento utilizzato dai due è un cittadino extracomunitario che ha affittato l’abitazione in nero: oltre al reato contro il fisco, rischia l’accusa di favoreggiamento se dovesse venire provato un collegamento con l’attività criminosa svolta all’interno dell’immobile. A rischiare grosso, comunque, sono anche i clienti: oltre al pericolo della tossicità dei materiali con cui spesso vengono realizzati gli articoli contraffatti, è prevista una sanzione da 100 a 7.000 euro per chi si ferma a comprare articoli falsificati.

 (Foto Cronache Maceratesi – Vietata la riproduzione)

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