La commozione di Unimc
per la scomparsa di János Sándor Petöfi

Docente emerito dell'Ateneo, conosciuto a livello internazionale come una delle figure di maggior spicco nel campo della semiotica e della linguistica
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János Sándor Petöfi

 

Con profonda commozione, l’Università di Macerata ha appreso la notizia della scomparsa, ieri a 82 anni, di János Sándor Petöfi, docente emerito dell’Ateneo, conosciuto internazionalmente come una delle figure di maggior spicco nel campo della semiotica e della linguistica. “E’ stato un innovatore tanto nel campo della ricerca che in quello della didattica, rappresentando una delle punte di diamante del nostro corpo docente – lo ricorda il rettore Luigi Lacchè -. Le sue lezioni erano sempre molto seguite dai ragazzi, perché egli dimostrava estrema dedizione per la sua professione e per i suoi studenti, coniugata a quella disponibilità, nel far dono del proprio sapere con umiltà, tipica dei grandi uomini.”.

Nato in Ungheria nel 1931, Petöfi, dopo la laurea in Matematica e Fisica nel 1955 e quella in Lingua e letteratura tedesca nel 1961 a Debrecen (Ungheria), ha ottenuto nel 1971 il PhD e l’abilitazione in Linguistica generale all’Università di Umea in Svezia. Ha insegnato all’Università di Goteborg fino al 1971, all’Università di Costanza, Germania, nel 1972 ed è stato ordinario di Linguistica generale a Bielefeld, Germania, dal 1972 al 1989. Le sue innovative teorie sono arrivate fino in Spagna e in Giappone. L’Italia lo ha accolto all’inizio degli anni Settanta nelle settimane estive organizzate dal Centro di Semiotica di Urbino diretto da Paioni. Qui si sono stabiliti i primi contatti con Giuseppe Galli, docente e ricercatore di psicologia, che ha invitato Petöfi all’Università di Macerata. Nel 1989 l’Ateneo lo ha chiamato per chiara fama nel proprio corpo docente. Nel 2007 l’Università lo ha nominato Professore Emerito, ha creato il “Centro di documentazione e ricerca sugli approcci semiotico-testologici alla multi ed intermedialità” e ha nominato Petöfi suo primo direttore. L’Accademia Ungherese delle Scienze lo ha eletto come membro esterno.

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Janos Sandor Petöfi, John Meurig Thomas e Carlo Rubbia durante il conferimento della laurea honoris causa a Torino

Nel 2011 Unimc ha salutato con una cerimonia in Antica Biblioteca il suo congedo dalla carriera accademica (leggi l’articolo). “Come per Leopardi, sempre caro mi sarà quest’ermo colle”, disse Petöfi in quella occasione, ricordando pensieri, emozioni e legami della sua vita accademica maceratese.  “Mi dispiace molto, ci eravamo sentiti giusto pochi giorni fa – testimonia il prof. Giuseppe Galli, oggi in pensione – Ha continuato a venire nel nostro Ateneo fino a poco tempo fa, a Scienze della formazione c’era ancora lo studio con il suo nome. Quando l’ho conosciuto era ancora un apolide. Per noi era un docente all’avanguardia anche nei metodi. Con i suoi interessi, spaziava dal significato della danza a quello del cinema fino al Cantico dei cantici. Per averlo, dovemmo assegnargli la cattedra di filosofia del linguaggio, anche se lui non era un filosofo, perché non avevamo cattedre di semiotica o linguistica. Fu un grande acquisto”.  All’interno dell’Ateneo oggi continuano a insegnare allievi eccellenti di Petöfi, come Marcello La Matina, docente di filosofia del linguaggio, e Francesco Orilia, delegato del rettore alla ricerca. “Era un maestro – dice La Matina – che sapeva indicarti la giusta via senza mortificarti qualora non la trovassi”.



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