Romoli: “Sulla Turbogas ristabiliamo la verità storica”
Rifondazione Comunista rivendica all'ex assessore Amagliani il piano energetico regionale
Dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato (leggi l’articolo) che ha bocciato la costruzione di una centrale turbogas a San Severino riceviamo e pubblichiamo l’intervento in merito del segretario provinciale di Rifondazione Comunista Mauro Romoli:
“Il 16 Febbraio 2005, entrava in vigore il Protocollo di Kyoto, la convenzione internazionale che impegnava i Paesi aderenti alla stessa a ridurre le emissioni di gas-serra, responsabili del surriscaldamento del Pianeta, in misura percentuale varia, fissata per l’Italia al 6,5% in meno rispetto ai valori del 1990 entro il 2012, quindi entro l’anno appena trascorso.
Lo stesso giorno, nella sua ultima seduta utile, prima del suo scioglimento, il Consiglio Regionale delle Marche, dopo un confronto aspro e serrato, tra i vari gruppi consiliari ed anche all’interno della maggioranza di centro-sinistra della seconda Legislatura D’Ambrosio, approvava uno degli strumenti che certamente caratterizzò i lavori dell’intera legislatura, il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), unica regione d’Italia a rispettare gli impegni in tal senso presi nel 2002, in un’apposita Conferenza svoltasi a Torino, da parte di tutti i Presidenti Regionali d’Italia. Il governo delle Marche, sulla spinta e la determinazione politico-amministrativa del Partito della Rifondazione Comunista, allora in maggioranza e quindi nell’esecutivo regionale con la delega all’Ambiente, assegnata all’Assessore Marco Amagliani, concretizzò attraverso il voto del Consiglio regionale un impegno fortemente voluto e centrale nella sua azione politico-amministrativa.
Di fatto il PEAR, attraverso le sue previsioni ed indicazioni progettuali si muoveva e ancora oggi (fino a quando ?) si muove su tre filoni fondamentali: 1) il risparmio energetico; 2) la coogenerazione distribuita sul territorio; 3) il ricorso alle energie rinnovabili. In particolare, per quanto attiene il 2° punto, una scelta rivoluzionaria, e cioè la produzione di energia e calore, fissando la produzione di energia entro i limiti di distribuzione del calore stesso. Quindi produzione di energia distribuita sul territorio, dove serve, quando serve e quanta ne serve! Per questa via si è riusciti a bloccare il ricorso ai grandi impianti di produzione di energia quale quello che oggi viene definitivamente stoppato dal Consiglio di Stato in località Rocchetta. Siamo pronti a scommettere che come sempre accade, soprattutto in questo periodo di campagna elettorale, i detrattori d’allora e fra questi innanzitutto l’ex Forza Italia (oggi PDL) e l’UDC con il suo segretario regionale e presidente della provincia Pettinari, saranno pronti a saltare sul carro del vincitore a fronte dello sventato pericolo e nel contempo quali paladini della sicurezza e della tutela ambientale. Occorre quindi ristabilire la verità storica e magari attraverso i resoconti delle discussioni delle sedute dei Consigli Regionali d’allora riconoscere tali false ricostruzioni e al contrario accertare che proprio queste stesse forze politiche furono le più acerrime nemiche del PEAR e le più attente rappresentanti di interessi particolari che non corrispondono certamente a quelli delle popolazioni residenti ma molto più concretamente a quelle dei grandi gruppi industriali.

Sicuramente ci ammaleremo e moriremo tutti, sarebbe meglio non fare inceneritori o discariche almeno i rifiuti ce li possiamo mangiare. Energie rinnovabili?? Le pale eoliche sono brutte i campi fotovoltaici sono brutti si ruba terreni “incolti” all’agricoltura però intanto sorgono zone industriali e capannoni quelli si che sono belli figuriamoci poi biomassa e turbogas è pazzia pura rischiamo la morte in 5 minuti, io propongo che ognuno metta una girandola in balcone magari 1 kwp si riesce a produrre. Ho 32 anni ci sono progetti, strade fermi almeno da 60, preserviamo i nostri bellissimi paeselli mediovali ma per favore non rimaniamo al medioevo anche noi…compriamo energia elettrica per milioni di euro perchè non riusciamo a produrla “soprattutto dalla Puglia”, qualsiasi progetto di sviluppo viene proposto è sempre un “NO”,no al raddoppio della linea ferroviaria interna( w la littotina anni 50) non si crea sviluppo non si crea nulla se continuiamo così i rifiuti bisognerà smaltirli al nord. Nell’altitalia probabilmente saranno tutti una massa di stupidi visto che sono pieni di impianti di questo tipo. Bhà fate un pò voi