Minacce con un “nunchaku”
dopo la lite per il parcheggio

MACERATA - Un 56enne ha estratto l'arma marziale che è stata sequestrata, insieme ad uno sfollagente telescopico. Denunciato
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La Polizia ha sequestrato un NUnchaku e uno sfollagente telescopico

di Alessandra Pierini

Ha rischiato di trasformarsi in qualcosa di molto più grave una lite scoppiata per motivi banali ieri sera in piazza della Libertà a Macerata. Uno dei contendenti, infatti, ha estratto un “Nunchaku”, attrezzo utilizzato nelle arti marziali, costituito da due corti bastoni uniti mediante una breve catena, per intenderci l’arma usata con maestria nei film di Bruce Lee. Se fosse stato usato, avrebbe potuto provocare gravi conseguenze.
La causa scatenante è stato un problema di viabilità, come ne sorgono spesso, in quanto la piazza non è provvista di segnaletica che indichi le modalità di sosta: un furgone, infatti, non consentiva ad un’autovettura di uscire dal parcheggio.
Erano circa le 22 quando  “Volante” della Polizia è intervenuta in seguito alla segnalazione di  un’accesa lite tra tre persone. Una volta intervenuti gli agenti hanno accertato la ragione della lite e hanno identificato due dei contendenti che hanno riferito di essere stati minacciati da un uomo che, con un bastone e con fare piuttosto aggressivo, si stava avviando a piedi verso la propria auto parcheggiata poco distante.
Gli agenti si sono avvicinati quindi all’uomo, un italiano 56enne residente in provincia, il quale, tenendo ancora in mano il  “Nunchaku”, ha confermato il battibecco di poco prima. Il comportamento aggressivo dell’uomo ed il possesso del particolare attrezzo che teneva in mano ha spinto gli agenti ad approfondire il controllo.
Dalla perquisizione del maceratese  e della sua autovettura dell’uomo,  gli agenti di polizia hanno trovato  anche uno sfollagente telescopico. Quest’ultimo, insieme al nunchaku, è stato sequestrato. L’uomo è stato  denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica, oltre che per reato di minaccia aggravata, dovrà rispondere anche del reato di porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere.



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