Riordino Province: lettera di Pettinari
ai consiglieri regionali

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Antonio Pettinari, presidente della Provincia di Macerata

Domani, lunedì 22 ottobre, si riunirà il Consiglio Regionale delle Marche per discutere e votare, fra gli altri punti all’OdG, la proposta di riordino delle province e presentarla al Governo; come è noto la proposta scaturita dal CAL (Consiglio Autonomie Locali), che l’ha votata a larga maggioranza, suggerisce per le Marche un’organizzazione territoriale con 4 province.

Tale proposta, sostenuta e presentata in sede di CAL dal presidente Pettinari, è quella che dovrà approdare sul tavolo del Governo, non prima, però, di essere passata al vaglio del voto del Consiglio regionale.

Proprio per questo motivo Pettinari ha inviato una lettera ai consiglieri regionali evidenziando i punti focali che sostengono l’ipotesi fondata sulle 4 circoscrizioni provinciali. Si sottolineano, in particolare, alcuni motivi di estrema razionalità, quali:

“L’obiettivo della prefigurazione di quattro Province marchigiane, come previsto nell’ipotesi di riordino approvata dal CAL Marche, risulta ampiamente giustificato da salde ragioni di ordine sociale, geografico, demografico, economico, produttivo e infrastrutturale che caratterizzano, sulla base di processi storicamente consolidati, il territorio della Regione Marche. Nello stesso tempo, l’obiettivo delle quattro circoscrizioni è del tutto coerente con i principi di buona amministrazione che devono presiedere ogni riforma delle istituzioni, e risulta corrispondente  con gli ambiti di area vasta che sono già individuati e sperimentati dalle normative   regionali”.

E più avanti scrive ancora Pettinari:

“Il riordino responsabile e costituzionalmente corretto, insomma, dovrà tener conto non solo della normativa vigente con i conseguenti criteri e requisiti, ma anche delle ipotesi formulate dai CAL e dalle proposte approvate dalle Regioni. Sicché è ragionevole ritenere che la proposta che il Governo presenterà alle Camere non sarà mera attuazione della pregressa legislazione, ma si configurerà come il naturale epilogo di un iter che, impostato sugli base degli obiettivi posti dall’iniziale provvedimento di legge, si concluda, con il concorso degli Enti Locali e della Regione, con una nuova e finale legge del Parlamento, che definisca compiutamente i modi e i tempi di realizzazione del riordino stesso.

Il riordino, pertanto, non può caratterizzarsi come meccanica applicazione dei requisiti minimi rispetto alle Province già esistenti, ma si configura come un percorso articolato in cui un ruolo fondamentale, anche eventualmente nella riconsiderazione dei requisiti e dei limiti del riordino medesimo, spetterà alla legge finale di riordino.

In tale direzione, il contributo della Regione è un momento essenziale e costruttivo nella definizione della proposta del Governo e della successiva legge del Parlamento”.

Infine:

“È mio augurio – scrive il presidente Pettinari – che la Regione faccia proprie le indicazioni provenienti dal CAL, così rappresentando al Governo della Repubblica la concorde posizione delle autonomie territoriali marchigiane rispetto ad una questione che, sono sicuro, sarà affrontata tenendo conto del “carattere policentrico della società marchigiana ed in particolare il suo esprimersi nelle diverse articolazioni democratiche delle autonomie locali, funzionali e sociali”, così come è felicemente sanzionato nei principi fondamentali del nostro Statuto regionale”.



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