La Sglavo bacchetta gli uffici e il centrodestra attacca: “E’ contro il regolamento”

CIVITANOVA - Al centro della polemica una missiva inviata dall'assessore ai dipendenti per chiedere maggiore riservatezza
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L’assessore Antonella Sglavo

 

di Laura Boccanera

“Un grave fatto di natura istituzionale e una lettera lesiva della professionalità dei dipendenti comunali”. Così la federazione del centrodestra definisce un intervento datato 10 ottobre e protocollato dall’assessore ai servizi sociali Antonella Sglavo. L’assessore, in una lettera inviata a tutti gli uffici e fatta arrivare in qualche modo nelle mani dell’opposizione, richiede ai dipendenti una maggiore riservatezza sulle decisioni e sulle iniziative in capo all’assessorato al fine di evitare fughe di notizie e tutelare maggiormente le decisioni degli uffici. In un passaggio la Sglavo parla di “mancanza di correttezza e di necessaria discrezione professionale nel trattare le informazioni relative all’assessorato dei Servizi Sociali, tanto da alimentare fughe di notizie per la stampa e richieste di accesso agli atti”.

E subito il centrodestra attacca: “Tali affermazioni sono gravemente lesive della professionalità dei dipendenti comunali e inopportune – dicono i membri della minoranza – e lasciano intendere che la trasparenza della pubblica amministrazione, obbligatoria per legge, dipenda dalla volontà del politico di turno. Ricordiamo all’assessore Sglavo, che l’art 43 del TUEL Dgls 267/00, nonché l’art.37 del regolamento di consiglio comunale afferma che i consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune, nonché  dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato”. Nella lettera in verità non si fa riferimento ad episodi precisi in merito  , ma si sottolinea che nel caso di violazioni verranno poste in essere sanzioni disciplinari.  “L’Amministrazione Corvatta  che ha sbandierato ai quattro venti che informazione e  trasparenza sono i punti cardine del proprio modo di amministrare – continuano – di fatto al chiuso di Palazzo Sforza, lavora per blindare e controllare l’informazione, anche attraverso l’intimidazione perpetrata ai danni dei dipendenti. Ci auguriamo che il Segretario Comunale, i Dirigenti chiamati in causa, le Rappresentanze Sindacali, nonché il Sindaco anche assessore al personale, prendano provvedimenti verso un atto intollerabile come quello verificatosi,  e difesa dei dipendenti accusati ingiustamente”.



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