Costamagna: “Sono pulito, Mobili e Carassai lo sanno”

CIVITANOVA - L'esponente socialista affonda contro la precedente amministrazione, rea di aver permesso la costruzione di decine di ipermercati e protagonista della cosiddetta "Parentopoli"
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COSTAMAGNA

Ivo Costamagna

 Continua il botta e risposta tra il presidente del Consiglio Comunale di Civitanova, Ivo Costamagna, e l’opposizione di centrodestra, dopo la replica a firma di Massimo Mobili, Ermanno Carassai, Sergio Marzetti, Erminio Marinelli, Giovanni Corallini e Fabrizio Ciarapica (leggi l’articolo). L’esponente socialista ricorda ai suoi avversari politici 

“Mobili e Carassai, indaghino pure sulle assunzioni fatte durante il periodo in cui io ero sindaco e, magari, anche in quello in cui lo è stato mio nonno, Luigi Costamagna, primo sindaco socialista di Civitanova, dal 1919 al 1922, cacciato ed ucciso dai fascisti!  Mobili e Carassai  erano allora in consiglio ed in giunta con me (uno è stato anche il mio vice-sindaco) e sanno bene che io, a differenza loro, sono già stato… “rivoltato come un calzino” ed ho dimostrato la mia onestà ! Indaghino pure ma non troveranno mai mogli, mariti, figli e fratelli, assunti dal Comune o dalle allora municipalizzate, mentre loro e la loro maggioranza di destra hanno fatto finire Civitanova sulla stampa nazionale come esempio di “Parentopoli”. La destra risponde alle nostre considerazioni amministrative solo con l’attacco personale. Così facendo rendono evidente che per loro non si e’ trattato di perdere normali e democratiche elezioni ma di una vera e propria “astinenza da potere” con gravi effetti collaterali! Minacciano, sulla casa popolare, di denunciare penalmente il sindaco poi ci accusano di “sviare l’attenzione concentrandoci sulla legittimita’ del provvedimento”.  Allora basta ! Escano da questa sorta di… “delirio” e svolgano in modo costruttivo il ruolo che loro compete ed a cui mi sono già appellato più volte: controllate, criticate, proponete! Non limitatevi a tentare soltanto di distruggere! Possibile, ad esempio, che approvando gli atti necessari per l’apertura di decine di ipermercati, alcuni mostruosamente grandi, in una zona ormai piu’ che satura non vi siate chiesti “come mai tutti qui ?”  Possibile che non vi sia rimbonbata nel cervello l’affermazione di tanti giudici dell’antimafia che tali anomale concentrazioni di supermercati possono nascondere delle “lavatrici” di denaro sporco con tutte le conseguenze annesse? Possibile? E sapete quanti ne avete aperti o preparato gli atti per l’apertura ?  La commissione consiliare d’indagine è uno strumento serio, non sviliamolo per sciocche ritorsioni ed attiviamola per verifiche e controlli che, come in questo caso, dovrebbero essere condivisi da tutti”.



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