Acquaroli: “Non ha senso accorpare le Province di Macerata, Ascoli e Fermo”

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Francesco Acquaroli

Sul taglio delle Province (leggi l’articolo) e sul sempre più probabile accorpamento di Macerata con Fermo e Ascoli (leggi l’articolo), interviene il consigliere regionale del Pdl, Francesco Acquaroli:

“Per capire meglio il dibattito di questi giorni sul riordino delle Province ritengo necessario domandarsi qual è l’intenzione di questa riforma: alle Province sarà chiesto di svolgere una funzione politica o amministrativa? La riforma deve innanzitutto chiarire questo aspetto, per non creare discriminazioni e confusione sul territorio. E non si tratta di una semplice differenza formale in quanto se dovrà essere un ente amministrativo è logico anche accorpare più territori o addirittura abolire tutte le Province ridistribuendone le funzioni ad altri enti come le Regioni; se, invece, continuerà ad essere un ente di governo, allora la questione cambia radicalmente. Da una prima impressione sembra che anche questa volta si stia per compiere una scelta all’italiana, l’ennesima riforma improvvisata, insensata e vigliacca. Se le Province servono, servono a tutti, se esse non servono allora vengano abolite con coraggio, perché non c’è cosa peggiore di lasciare in piedi organismi o enti dopo averli delegittimati e vuotati di funzioni.

Rispetto alla questione Macerata, Fermo e Ascoli si tratta sicuramente di grandi realtà con bagaglio storico, culturale ed economico rilevantissimi, e con città come San Benedetto del Tronto o Civitanova Marche che valorizzano un territorio, quello del centro-sud delle Marche, ricco di peculiarità ed identità, anche molto diverse tra loro. Per questo penso che una tale macro-provincia, se chiamata a svolgere una funzione politica, risulterà un pastrocchio incapace di intercettare e sintetizzare tutte le così diverse ma legittime esigenze ed aspettative.

Ma allora, ha senso accorpare un territorio così ampio ed eterogeneo per giunta lasciandogli così poche funzioni? Non ci sono già le Regioni? Perché se l’intenzione è quella di estendere la funzione amministrativa è meglio allargarla all’intero territorio regionale, evitando non solo gli accorpamenti ma anche le lacerazioni territoriali del tutto innaturali, visto che si parla anche di assegnare alcuni comuni del maceratese alla provincia di Ancona.

Il primo obiettivo della riforma è la riduzione della spesa pubblica; tuttavia in nome di tagli e giusto risparmio non è possibile giustificare errori di valutazione che rischiano di trasformare un giusto strumento equo e futuribile nell’ennesima riforma dannosa ed insensata.

Accorpare come è nelle intenzioni della riforma rischia solo di portare a inutili tensioni e di mescolare le diverse identità che invece vanno valorizzate come ricchezza di un territorio e patrimonio da cui ripartire. Se infatti l’intenzione fosse invece quella di estendere la funzione politica e di governo, allora risparmiare non significa per forza accorpare. Si potrebbe intervenire sulle indennità e gli sprechi senza togliere partecipazione ai cittadini, perché l’identità e l’orgoglio di ognuno di questi territori ritengo siano medicine importanti per vincere la sfida della globalizzazione. Non ci possiamo permettere di perdere questa sfida. Per questo tutti i territori vanno messi in condizione di dare il massimo alla stessa maniera, cosa che questa riforma, confusa e discriminante, è incapace di fare”.



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