Ma il “burlesque”
c’è solo ad Arcore?

No, il travestimento va di moda pure a Macerata. Poco erotico ma spassoso per chi lo fa
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liuti-giancarlodi Giancarlo Liuti

Il “burlesque” esordì nell’Inghilterra del quattordicesimo secolo come genere letterario parodistico e poi, nell’Ottocento e negli Stati Uniti, diventò spettacolo di travestimenti, donne seminude e balli sexy. Infine, venendo ai giorni nostri, esso dilaga nei programmi televisivi d’intrattenimento esaltando l’ideale estetico del “tette e culi”. Ultimamente, però, c’è stato un salto di qualità. Adesso, infatti, il termine “burlesque” indica qualcosa di più specifico, vale dire le serate che Silvio Berlusconi organizzava nella villa di Arcore invitandovi, a pagamento, anche “escort” di varie etnie la cui specialità consisteva nel saper praticare con maestria professionale quel più avanzato settore del “burlesque” che va sotto il nome di “bunga bunga”.

E ce l’ha spiegato lo stesso Cavaliere nel corso del processo per prostituzione minorile che sta affrontando a Milano: “Il mio”, ha detto, “era nient’altro che un giocoso e innocente burlesque”. Solo un lapsus freudiano, nel senso che voleva dire “berlusque”? Chissà. In quelle festose riunioni, comunque, lo spirito del “burlesque” c’era e non possiamo negarlo, specie se riflettiamo sul consigliere regionale Nicole Minetti travestita da suora che poi si spoglia ed esibisce le grazie donatele da madre natura e sul ruolo altrettanto da “burlesque” della diciassettenne marocchina Ruby Karima, che allora, ma a sua insaputa, si travestiva da nipote di Mubarak e in seguito, infelice ragazza ridotta in miseria dalle “toghe rosse”, è stata cristianamente aiutata a sbarcare il lunario con oboli da migliaia di euro alla settimana.

Ma basta con l’ormai trito argomento degli stili di vita del nostro ex premier e torniamo al vero significato del “burlesque”, che, ripeto, è finzione scenica, trasformismo e spassosa trasgressione delle noiose regole etiche dei benpensanti. E’ proprio vero, insomma, che il “burlesque” si faceva solo ad Arcore? No, ce ne sono esempi anche da noi e attengono a varie circostanze della nostra esistenza quotidiana. Esempi che magari non hanno finalità erotiche ma, attenzione, la psicoanalisi ci dice che la pulsione dell’eros è alla base di qualsiasi bramoso comportamento, nel privato, nel pubblico, nel sociale e nel politico.

Come s’è visto, il “burlesque” si basa soprattutto sul travestimento, sul sembrare ciò che non si è, sul far credere di essere altri. Non a caso il “burlesque” di Arcore prevedeva che prima di spogliarsi quelle “escort” si travestissero da monache, infermiere, poliziotte, danzatrici del ventre e fatine di favole. Prendiamo allora quegli uomini e quelle donne in uniforme da vigile urbano che sembrano controllare il traffico in corso Cavour e in altre vie di Macerata. Eccessi di velocità? Motorini spaccatimpani? Auto che non danno la precedenza ai pedoni sulle strisce? Biciclette contromano sui marciapiedi? Niente, loro si limitano a guardare. Non sarà allora che sono persone comuni travestite da vigile e stanno inscenando un divertente, per loro, “burlesque”?

E ancora. Come non pensare a un “burlesque” quando imprenditori edili travestiti da pubblici amministratori o pubblici amministratori travestiti da imprenditori edili modificano il piano regolatore a sostegno di certi interessi? E ancora. Non è forse per allietarsi con un pittoresco “burlesque” che alcuni agiatissimi professionisti si travestono da poveri e non pagano i ticket sanitari dichiarando di essere pressoché nullatenenti? E ancora. Non sono forse protagonisti di un ameno “burlesque” quei consiglieri comunali di opposizione che si travestono da maggioranza – o di maggioranza che si travestono da opposizione – e giorno dopo giorno seminano trappole sul cammino della giunta? E ancora. Non è forse da “burlesque” il fatto che in queste elezioni amministrative i partiti, afflitti da uno scarsissimo credito popolare, si siano travestiti in un’infinità di liste civiche? E infine. Non è forse un palcoscenico di “burlesque” questa nostra Macerata che ama passare da principessa di bellezza ma in realtà si concede alle colate di cemento e alla misteriosa e mai doma sovrabbondanza dei supermercati?



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