L’aplomb di Mobili, la scortesia di Romanski e il coraggio di Di Fabio

SOMMA ALGEBRICA - Considerazioni del post Maceratese-Tolentino
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SCATTOLINI-2-300x225di Enrico Maria Scattolini

STORICA (MA SOFFERTA) DOMENICA (+++) Strepitose Lube e Maceratese, che hanno regalato un’indimenticabile giornata di sport alla nostra città. Percorsi difficilissimi per ambedue: la prima in straordinaria rimonta a Milano, contro l’Itas Trentino; l’altra, all’Helvia Recina, di fronte ad un fortissimo Tolentino (leggi la cronaca). Eppoi capaci anche di assestare il colpo del ko. Non mi intendo di volley (per fortuna, commenteranno in molti), per cui mi limito ad esprimere orgoglio e riconoscenza per lo scudetto conquistato dalla Lube. Riguardo alla Maceratese, invece, riconosco che mi ha sorpreso la sua reazione, psicologica oltre che tecnica, dopo una frazione iniziale dominata dai cremisi e conclusa con il vantaggio dei medesimi. Provvidenziale la tempestività del pareggio di Piergallini, geniale nella conclusione ma anche abilissimo nell’approfittare, con un‘improvvisa ripartenza in tandem con Rosi, dell’unica  disattenzione difensiva degli avversari. Coraggioso, ed anche… autocritico, Di Fabio nel ridisegnare il centrocampo – sin lì sofferente – con la correzione di Biancucci al posto di un Bucci sinora intoccabile. Ed infine giustamente… riconoscente il mediano sambenedettese nell’azzeccare il colpo vincente.

maceratese_tolentino_111-300x199FESTEGGIAMENTI/1 (+) Libertà di festeggiare per i biancorossi, dopo la gran paura del primo tempo con il Tolentino e l’incontenibile esaltazione della ripresa per il trionfo. L’ok arriva naturalmente da Di Fabio, il quale però (giustamente) si affretta subito a mettere paletti ai suoi contenuti: “Ohè, senza esagerazioni! Mercoledì dovete giocare a Castel di Lama che ci attende con il coltello fra i denti. Non possiamo sbagliare nulla”. L’importante è che l’impegno venga mantenuto dai giocatori anche lontano dagli occhi dell’allenatore.

FESTEGGIAMENTI/2 (+) I suoi ragazzi gli obbediscono, buoni buoni. Si raggruppano in una stanza degli spogliatoi dell’Helvia Recina e brindano alla vittoria con bibite rigorosamente analcoliche e un po’ di spremute di agrumi, molto gradite dopo l’enorme fatica dei novantasei minuti di battaglia contro i cremisi. Manca solo Carboni, impigrito ad asciugarsi la fluente chioma con il phon nei locali delle docce. E manchiamo anche noi (-), seppure cortesemente invitati, per l’assenza di caffè. Nervino indispensabile per farci riprendere dallo stress di una telecronaca mozzafiato soprattutto nell’interminabile recupero.

maceratese_tolentino_113-300x199FESTEGGIAMENTI/3 (+) Orta e Di Fabio cercano l’ubiquità fra spogliatoi ed antistadio per salutare un gruppo di tifosi della Valtordino, arrivati in città per sostenerli; non abbiamo capito se perché conterranei o ancora amati per precedenti militanze calcistiche. Non lo specifica il pannello da loro issato sulla rete di recinzione, che plaude ai due con scritte strappalacrime. Più esplicita, invece, la soddisfazione che si legge nei loro occhi per la concomitante sconfitta del Teramo.

TIFO FORESTIERO (+) Ma non c’era soltanto il manipolo di abruzzesi a dare una mano ai colleghi biancorossi. Ce ne dà conto, con comprensibile orgoglio, Glauco Giglioni, indiscusso guru della “Sportiva “ – associazione a cui fanno capo i supporters biancorossi -, a fine contesa: ”in tribuna c’erano molti spettatori di San Severino Marche e perfino di Mestre, con cui abbiamo rapporti di fraterno, reciproco aiuto fin dai tempi della Maceratese di Pagliari e Morbiducci”. Che bella memoria ha Giglioni, dal momento che ai quei tempi doveva essere poco più che ragazzino! Non a caso è il documentatissimo “storico” del calcio nostrano.

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Guido Di Fabio

LA SCORTESIA DI ROMANSKI – Lui, l’ex biancorosso, fresco di doccia, attraversa il lungo corridoio dell’Helvia Recina per raggiungere l’uscita. Incrocia Cicchi, davanti alla sala stampa, pronto a salutarlo. Lui però tira dritto e se ne va, lasciando di stucco il DS maceratese, il quale evidentemente si attendeva ben altro atteggiamento. Ma giustifichiamo Romanski: per la sua età, per il trauma di aver dovuto giocare la gara più importante della sua vita contro i colori con  cui è nato e cresciuto e, non ultimo, per l’amarezza di non aver chiuso il derby nel finale di un primo tempo ben giocato (+), quando ha sfiorato il bersaglio con un velenoso rasoterra che ha terrorizzato Carfagna e l’intera tribuna biancorossa. Chissà se le stesse angosce le ha anche vissute chi ha preteso il trasferimento?

L’APLOMB DI MOBILI (+) Un giornalista se ne esce con questa testuale battuta, nelle affollate interviste del dopo partita: ”Allora, mister, chi ha il vantaggio a questo punto del campionato?”, dimenticandosi di premettere che la sua domanda riguarda il diverso coefficiente di difficoltà del calendario degli ultimi tre incontri della Maceratese rispetto a quello del Tolentino.

maceratese_tolentino_097-300x199Mobili lo guarda stranito, ma senza scomporsi grazie ad un evidente sforzo di autocontrollo, e se la cava con una risposta… tautologica: ”Chi vuole che stia meglio? I biancorossi hanno tre punti di vantaggio…”. Quando poi viene finalmente inquadrata la ratio dell’interrogativo, Mobili conclude salomonicamente” Per noi la battaglia riprenderà mercoledì prossimo, contro il Real Montecchio e proseguirà sino all’ultima giornata” Maceratese avvisata. L’Atletico Truentina nel recupero di mercoledì, l’Urbania domenica prossima e la Cagliese in chiusura di stagione si faranno sicuramente in quattro per accontentare le (legittime) attese dell’imperturbabile condottiero cremisi.



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