Ppe e Pdl: “Le linee di mandato dimostrano il fallimento del modello Marche versione Pettinari”

PROVINCIA - Le 47 proposte di emendamento della minoranza sono illustrate senza i consiglieri di maggioranza in aula e poi bocciate in un'unica votazione.

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Giuseppe Pezzanesi, Franco Capponi, Nazzareno Agostini e Noemi Tartabini

 

di Beatrice Cammertoni

Arriva a qualche giorno di distanza dal Consiglio provinciale dello scorso mercoledì il commento del Partito Popolare Europeo e del Popolo della Libertà al voto sulle linee programmatiche di mandato presentate dal Presidente Pettinari e dalla sua giunta. Sono 12 su 25 i voti che hanno permesso al documento di essere approvato in sede di Consiglio ed alla votazione non ha partecipato l’Italia dei Valori, parte della maggioranza. Franco Capponi (capogruppo del Ppe), Nazzareno Agostini (capogruppo PdL) ed i consiglieri Noemi Tartabini e Giuseppe Pezzanesi (Ppe –Pdl), del programma presentato salvano ben poco. Nel corso della conferenza stampa convocata questo pomeriggio, si comincia dalla forma: “In contrasto con quanto previsto dallo statuto, la presentazione del documento è avvenuta ora quando era prevista entro il 22 ottobre 2011. I consiglieri hanno inoltre avuto solo sei giorni per prendere visione del testo.” Franco Capponi è entrato poi nel merito del programma: “Si tratta di un esercizio letterario del Presidente, un potpourri di buone intenzioni senza scelte concrete. Una tecnica per cui non è stato scritto niente per poter poi fare quello che si vuole. Pettinari si fa grande con cose fatte da altri: per esempio per quanto riguarda gli interventi per la formazione professionale e per le imprese in crisi (quando la provincia è competente solo per quelle che sono le funzioni di assistenza con il centro per l’impiego) o per il piano su case di riposo e case protette, che discende da un progetto avviato anni fa.” Su cosa manchi al programma, l’analisi è ancora più approfondita: “La strategia Europa 2020 dell’Unione Europea propone iniziative rivolte alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva prevedendo nella programmazione progetti locali come quelli avviati nel precedente mandato. La “vecchia” provincia ha stretto un accordo per la creazione di tre ITS, ha sfruttato i fondi dell’FSE per favorire la creazione di impresa e per progetti formativi di stage della durata di un anno per neo-laureati con il tutoraggio delle Università. Per quanto riguarda il turismo Pettinari parla a vanvera e tralascia il sistema turistico per la Provincia di Macerata mentre noi eravamo ad un passo dal raggiungere le percentuali richieste dalla regione anche se siamo stati boicottati da alcuni comuni della sinistra. Noi avevamo inoltre avviato progetti per l’area dei Sibillini e per la zona medio collinare. La nuova giunta non da continuità ad alcune esperienze positive come il “Taxi sociale” annunciato da Silenzi ma di fatto concretizzata da noi ed il “100% Made in Italy”. Non parla di interesse di questa provincia per il Progetto Domotica o di casa tecnologica. Non ci sono iniziative per il settore agricolo e rurale e non si sa se troveranno seguito i festival Raci e Assaggi di Raci. Cosa grave è anche che non di siano risposte a temi specifici del territorio, come per esempio la metropolitana in superficie con la quale Pettinari cercava di guadagnare i voti della sinistra radicale nel corso della campagna elettorale.”

 

Capponi

Franco Capponi

A proposito di elezioni, è il “modello Marche versione Pettinari” a tornare sul banco degli imputati. Capponi aggiunge: “Ma quale regione e provincia insieme, la regione Marche ci deve quasi 15 milioni di euro derivanti da contenziosi relativi alla vecchia gestione delle strade ex Anas (tra i 10 ed i 12 euro), fondi che le altre province hanno già ricevuto e dalla questione Hotel Marche, ora abbandonato a se stesso in stato di abbandono e vandalismo ma che sarebbe dovuto essere già stato messo in vendita. La provincia avrebbe dovuto avere il 50% di quanto ottenuto. Sono risorse che potrebbero essere investite in opere pubbliche di cui il territorio ha bisogno, come gli interventi sulle scuole (in particolare, all’IPIA di Corridonia, all’IPSART di Cingoli, per il liceo Scientifico di Macerata, al professionale ed al liceo di Recanati) e per la viabilità. Io e Pettinari, che era vicepresidente della mia giunta, avevamo elaborato nel 2010 un piano triennale per le infrastrutture, che prevedeva lo svincolo di San Claudio, la variante Mattei-Pieve ed il completamento a fino a borgo Pertinace dello snodo viario di Villa Potenza. Per quest’ultimo progetto mi fa ridere pensare ad una fase successiva a quella in corso quando ancora non sono ultimati i primi lavori. Le risorse, infine, potrebbero andare alla realizzazione di un’opera ad alta valenza architettonica a Civitanova, il cavalcavia a due corsie leggero.”

Si parla infine di tassa sulla disgrazia e della protesta di Spacca e dei presidenti di provincia ed i sindaci marchigiani a Roma lo scorso mercoledì: “Prima di partecipare abbiamo voluto sapere quale sarebbero stati i criteri di riparto tra enti locali dei fondi ottenuti. Essi saranno totalmente gestiti dalle province. La tassa sulla disgrazia è stata introdotta in modo scorretto dalla regione dopo una speculazione incredibile di Spacca, Pettinari e Ucchielli sulla sua “non introduzione” in campagna elettorale”. 

La questione del turismo viene ripresa anche da Giuseppe Pezzanesi, che torna sulla mancata previsione di un sistema turistico provinciale ma anche del ritardo su quella di un nuovo piano faunistico. Interviene anche Noemi Tartabini sul modo in cui le 47 proposte di emendamento presentate da PPE, PDL e Lega siano state fatte illustrare senza che i membri della maggioranza fossero in aula e poi respinte congiuntamente con una sola votazione, dando il “la” poi al capogruppo del PdL Nazzareno Agostini per una forte critica al presidente del Consiglio Paolo Cartechini: “Non ha difeso i diritti dei membri del consiglio e dei gruppi. Per presentare i 47 emendamenti sono stati concessi solo tre minuti e non è stato permesso il voto sul singolo emendamento. Abbiamo chiesto la sbobinatura degli  atti per poterli presentare al Prefetto. Pettinari rappresenta una vecchia politica del potere locale. Il decreto “Salva Italia” renderà le province un organo si con funzioni di indirizzo e coordinamento ma soprattutto demandato a quelle amministrative. Il modello Macerata non c’è più, l’Italia dei Valori è uscita dall’aula e la situazione delle elezioni comunali che si terranno in provincia lo dimostrano. Accettiamo il risultato elettorale, ma Pettinari di fatto è stato eletto da un quarto degli elettori provinciali. La provincia è ferma e proprio non facendo nulla crea dei danni.” 

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Mario Lattanzi e Francesco Massi

 

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Francesco Acquaroli e Deborah Pantana, presenti alla conferenza

 

 

 

 

 

 


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