Ruba un farmaco per suicidarsi
Inseguito e salvato dai carabinieri
E' successo a Recanati. I militari, con l'aiuto di un amico, sono riusciti a fermarlo prima che mettesse in atto l'insano gesto
Ruba un farmaco letale in uno studio medico con l’intenzione di togliersi la vita, ma viene inseguito e salvato dai carabinieri. E’ successo a Recanati dove i carabinieri sono stati impegnati nelle ricerche di un uomo che, a bordo della sua auto, aveva asportato un medicinale letale, dando segnali preoccupanti che lasciavano temere intenzioni suicide.
Tutto si è svolto nell’arco di pochi minuti. Uno strano furto di medicinali in uno studio medico viene denunciato alla Stazione dei Carabinieri di Recanati. Il sottufficiale che raccoglie la denuncia nota la paura dipinta sul volto del medico che segnalava il fatto e, apprendendo il rischio di morte certa che avrebbe comportato l’assunzione del farmaco, cerca di approfondire l’evento. I carabinieri individuano subito un uomo sul quale si concentrano i sospetti. Viene contattato al cellulare dal sottufficiale e i dubbi vengono subito confermati dall’atteggiamento di rifiuto di aiuto offerto ai Carabinieri, palesando le sue malsane intenzioni. Attimi di paura, viste le terribili conseguenze che si stavano vivendo in diretta.
Immediatamente partono le ricerche dalla centrale operativa della Compagnia civitanovese mentre, attraverso una persona di fiducia dell’uomo, viene attivato un immediato contatto prima che la situazione possa degenerare.
Sotto la regia dell’Arma, viene organizzato un incontro a Recanati fra l’aspirante suicida e l’amico. Si appostano i carabinieri che provano a fermarlo prima che riparta con la sua auto, ma il tentativo non riesce e parte l’inseguimento per le strade di Recanati, Loreto e Chiarino.
Viene bloccato dalla pattuglia della Stazione di Recanati. L’uomo viene subito affrontato con il giusto tatto. I militari si mostrano collaborativi verso il suo “problema”, lo invitano a fare outing e a non rifiutare il loro aiuto. Si tranquillizza. Accetta di essere accompagnato in una struttura sanitaria della Provincia di Macerata dove si sottopone, volontariamente, alle cure.
Sul sedile della sua auto i militari rinvengono una fiala del medicinale trafugato con accanto una siringa monouso, a testimoniare che le intenzioni palesate al telefono erano reali e che l’intervento tempestivo e brillante si era rivelato risolutivo.