Santalucia: “No alle sterili polemiche
A Treia l’impegno di tutti verso la normalità”

Il sindaco risponde al consigliere Medei e dall'opposizione arrivano nuove critiche sulla gestione dell'emergenza neve
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Treia - Andrea Venanzetti

 

Nota del Comune di Treia:

A ripresa in corso delle copiose nevicate che hanno interessato il territorio del Comune di Treia, il sindaco Luigi Santalucia informa la cittadinanza di aver già effettuato formale richiesta dello stato di calamità alla Regione Marche. Lo stesso primo cittadino ha inoltre emanato, così come in accordo e in stretta sinergia con i comuni limitrofi e le imprese di trasporto, l’ordinanza di chiusura degli istituti scolastici per le giornate di oggi, venerdì 10, e di domani, sabato 11 febbraio, data l’impossibilità dei mezzi competenti di garantire il servizio pubblico necessario. La natura di tale decisione è da comprendersi nella conseguente lettura delle attuali condizioni atmosferiche e delle previsioni meteorologiche, le quali annunciano il proseguire delle forti nevicate per tutto il fine settimana. Una condizione di emergenza che non si manifestava in tale entità da oltre vent’anni ma che non ha tuttavia trovato impreparata l’Amministrazione e la stessa organizzazione comunale. «Da oltre una settimana gli uomini e le donne incaricate di gestire l’“emergenza neve” hanno svolto un’encomiabile ed efficace opera al fine di risolvere in tempi rapidi la delicata situazione che si andava progressivamente aggravando per il perdurare delle avverse condizioni meteo – afferma il sindaco Santalucia – tutto ciò considerando le difficoltà derivate dall’ampio territorio comunale (93 km2) e l’elevato numero di carreggiate di interesse pubblico da dovere rendere di nuovo agibili (ben oltre 100 km, ai quali si aggiungono le vie del centro storico e dei centri abitati).

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Treia - Andrea Venanzetti

In questo senso – continua il sindaco – si sono seguiti termini di priorità che hanno visto rivolgere una principale attenzione verso le strade di collegamento e le aree maggiormente colpite, come San Lorenzo, Santa Maria in Piana e Santa Marina in Paterno. In queste zone la perturbazione unita al continuo forte vento, ha reso notevolmente più difficoltosa l’opera di ripristino, tanto che in alcuni punti la neve ammassata ha superato la quota dei 3 metri. Ci scusiamo perciò se alcuni ritardi sono stati riscontrati in alcuni centri abitati del capoluogo e delle frazioni, dove tuttavia la logica dei soccorsi ha determinato un’attività prolungata destinata alle abitazioni di campagna che avrebbero corso il rischio di rimanere isolate. Oltre alle strade comunali, quando possibile e consentito dall’urgenza in corso per le abitazioni ditali zone, tuttavia i mezzi a nostra disposizione sono intervenuti, in caso di effettiva necessità sanitaria e di salvaguardia dell’incolumità fisica dei cittadini, anche in quelle private (si effettuato un servizio di supporto per la spesa, la consegna dei medicinali, e si è consentito l’effettuarsi di alcune esigenze specifiche come la dialisi). Il lavoro svolto è stato possibile grazie al rapido intervento degli uffici competenti che hanno provveduto a contattare e rendere così operativi sul territorio, uniti ai mezzi in nostro possesso (i mezzi cosiddetti “spargisale”, ad esempio, sono stati sempre attivi) e quelli provinciali per la viabilità di loro competenza, ben 18 mezzi da parte di aziende private.  Alla disponibilità di queste va ovviamente la nostra gratitudine, così come è doveroso ringraziare i volontari e il personale reperito secondo termini di legge per affrontare l’emergenza. Si informano perciò coloro i quali versino attualmente in stato di cassa integrazione o in mobilità di continuare a contattare, come già fatto precedentemente, la segreteria comunale per segnalare la disponibilità, grazie ai voucher messi a disposizione dalla Regione. In merito alla polemiche espresse, ormai ritualmente, da un esponente dell’opposizione – conclude infine il primo cittadino – prendo nuovamente atto dell’impossibilità di questi a un confronto veritiero e rispettoso.

Treia - di Fabio M.

Treia - di Fabio M.

Le parole espresse dal consigliere di minoranza Medei (leggi l’articolo), infatti, evidenziano come quest’ultimo non si sia effettivamente reso conto delle condizioni a dir poco eccezionali alle quali la città di Treia è andata incontro e dell’enorme mole di lavoro svolto in questi giorni, offendendo l’operato dei nostri dipendenti, dei nostri operai, dei privati e soprattutto l’intelligenza dei treiesi. Cittadini ai quali in primis va ovviamente un profondo ringraziamento per l’impegno civile ancora una volta dimostrato per liberare gli accessi privati. Impegno al quale richiamiamo anche in questi giorni, al riprendere delle nevicate, scusandoci qualora vi fossero stati dei comprensibili ritardi per le ragioni già espresse. A sua parziale discolpa, forse Medei è rimasto troppo tempo in casa a pensare alla polemica di turno, mentre il resto della città si adoperava per affrontare efficacemente l’eccezionale emergenza in corso. Polemiche strumentali e a dir poco imbarazzanti, come quella riguardante le scuole e, in particolare, il nostro cimitero. La decisione di custodire la salma a Macerata anziché effettuare la tumulazione a Treia è stata difatti presa dall’agenzia contattata dalla famiglia del defunto, alla quale rivolgiamo le più sentite condoglianze. Il cimitero di Treia, chiuso per ovvie ragioni al pubblico dato il maltempo, è altresì attivo per lo svolgimento delle eventuali e necessarie attività di sepoltura. Ai “sospetti” di Medei, sintomo di scarsa informazione anche in campo amministrativo oltre che di rinnovata malafede, ribattiamo come sempre con la verità dei fatti».

***

FOTO-TREIAIntanto Massimo Medei, assieme ad un altro consigliere di minoranza, Alessandro Ciccardini, critica l’Amministrazione sull’emergenza neve:

Dopo le pesanti critiche ricevute dall’opposizione sulla gestione dell’emergenza neve fatta a suon di ordinanze e in attesa del sole che sciolga la neve, in data 9 febbraio 2012 al fine di prevenire le ulteriori nevicate previste per il fine settimana, il sindaco ha emesso l’ordinanza n. 7 del 2012 ( questa volta in via eccezionale la stessa è consultabile integralmente sul sito del comune ) che taglia la testa al toro e risolve tutti i problemi che fino ad oggi hanno pesato sulle spalle dell’amministrazione comunale scaricandoli sui cittadini treiesi.

Secondo quanto si legge nel documento, il cittadino “ha l’obbligo”, il cittadino “deve” o “non deve”… altrimenti incorrerà in sanzioni anche di tipo penale.

Comune vuol dire che è di tutti e di fronte ad un problema comune dovrebbe scattare tra cittadini e amministrazione una sorta di solidale collaborazione e non un atto di arroganza unilaterale.

Forse il Sindaco non sa o fa finta di non sapere che è stato eletto per servire i cittadini e non per essere servito da questi ultimi.

Forse ignora che era suo preciso “dovere” approntare in tempi utili un piano antineve, prevedendo risorse economiche e mezzi capaci di affrontare una eventuale emergenza e non sperare nella “provvidenza”.

Il Sindaco sa benissimo che il buon senso dei cittadini li ha portati a spalare il pezzo di strada o di marciapiede antistante la propria abitazione (punto 2 ordinanza), ma il resto dei marciapiedi è rimasto innevato per giorni impedendo il passaggio di chi doveva muoversi anche semplicemente per fare la spesa.

Essendo suolo pubblico chi avrebbe dovuto ripulirlo?

La cosa curiosa per non dire assurda è l’imposizione della ordinanza al cittadino di rimuovere anche la neve accumulata davanti ai propri accessi dai mezzi spartineve chiamati dal Comune per rimuoverla. Ma con quali soldi il Sindaco paga quel servizio? Con i nostri ed in più dobbiamo rimediare all’operato di un “soggetto” già pagato?

Il cittadino deve provvedere a rimuovere pericolosi cumuli di neve formatisi sui tetti o ghiaccioli sulle grondaie (punto 4 ordinanza). Come? Trasformandosi in “supereroe” e volando su tetti e grondaie visto che neanche i Vigili del Fuoco intervengono in certe zone del Centro storico per problemi di spazio nelle manovre?

Piccolo lapsus: è stato detto ai cittadini che in caso di impossibilità personale, possono rivolgersi all’Ufficio Tecnico per avere il nome di ditte (o ditta) da poter contattare.

Che fornitore di servizi “fortunato” quello che ha come “agente commerciale” addirittura l’Ufficio Tecnico di un Comune!

Se anche il cittadino riuscisse nella operazione di sgombero neve da solo, (punto 8 ordinanza) non deve occupare suolo pubblico e ostacolare la circolazione (in un centro storico?), quindi non gli resta che raccogliere la neve accumulata, caricarla nella sua auto e magari…portarla in Comune.

Alcune considerazioni finali:

È evidente che questa ordinanza è un vero e proprio scaricabarile con cui il Comune vuole nascondere le proprie inadempienze.
Non tiene minimamente conto degli anziani che vivono da soli e che in una situazione del genere non riescono a provvedere nemmeno a se stessi, dimostrando scarso senso etico e di solidarietà sociale.
Ancora una volta chi ha i soldi fa da sé, chi non li ha rischia di incorrere nelle sanzioni dell’ordinanza comunale.
E’ evidente la mancanza di ogni forma di coordinamento tra istituzione e cittadini.

Una piccola nota finale. La Giunta Regionale delle Marche (6 febbraio 2012) ha stanziato un fondo di 1 milione di euro per integrare l’indennità di Cig o mobilità per i lavoratori che si presenteranno ai comuni per collaborare con i lavori di rimozione di neve e ghiaccio. Si tratta di 50 euro lordi al giorno per il lavoratore che aderisce all’appello.

La domanda è: un cassaintegrato treiese che avrebbe voluto guadagnare onestamente 50 euro lordi al giorno, se si fosse recato al Comune di Treia, cosa avrebbe ottenuto?

Verosimilmente gli sarebbe stato intimato di andare a spalare la neve davanti la propria abitazione, di far cadere quella del tetto, senza sporcare il suolo pubblico, e di rimuovere i ghiaccioli dalle grondaie, gratuitamente si intende, se non voleva incappare nelle sanzioni dell’ordinanza del Sindaco Santalucia.

P.S. – Se per caso Il Comune di Treia avesse deciso di utilizzare i fondi regionali all’ultimo momento, quando le nevicate erano terminate da giorni, ed il sole aveva ormai fatto il suo dovere di scioglimento, che dire: meglio tardi che mai”.



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