I lavoratori pubblici incrociano le braccia per dire no alla soppressione dell’Inpdap

Il segretario provinciale dell'Ugl critica la scelta del governo Monti di tagliare un ente senza garantire la ricollocazione del personale
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Il segretario provinciale dell'Ugl Salvatore Zizzi

Dopo lo sciopero di lunedì scorso in piazza della Libertà a Macerata, L’Ugl è pronto a tornare in piazza questa volta per protestare contro la soppressione dell’Inpdap di dichiarato” Ente inutile” dall’articolo 21 della manovra “ salva Italia ” .
«Questa decisione – sottolinea il segretario provinciale Salvatore Zizzi –  suscita indignazione e legittima preoccupazione nel personale Inpdap tutto, quindi anche nella sede Provinciale di Macerata, per tutti gli aspetti giuridici ed economici del personale nonché sulla gestione dei servizi a favore attualmente erogati, che comporterà nei confronti è dei pensionati è dei dipendenti pubblici iscritti all’ente
L’articolo 21 del decreto Monti apre la strada alle procedure di mobilità ( anticamera del licenziamento) del personale Inpdap dichiarato in esubero non assicurando nessuna forma di garanzia per la futura ricollocazione. La soppressione dell’Inpdap è stata disposta al termine di una campagna denigratoria cominciata da Ichino e sostenuta dal Ministro Brunetta, in disprezzo all’impegno che i dipendenti hanno profuso nel percorso che dal 1994 aveva portato l’Ente a porsi come punto di riferimento per migliaia di lavoratori e pensionati del settore pubblico. In Inpdap ci sono 700 lavoratori la cui posizione non è mai stata perfezionata poiché non sono mai stati inseriti nella pianta organica dell’ente nonostante ne siano alle dipendenze, con contratti a tempo indeterminato da oltre un decennio; si tratta di personale precedentemente addetto al servizio di portierato o di custodi e vigilanza degli immobili svenduti, di proprietà degli enti previdenziali che poi è stato inserito nei ruoli e nelle relative qualifiche amministrative Inpdap. In questo decennio- continua Zizzi- tale personale, che rappresenta il 10% della forza lavoro dell’Inpdap  si è professionalizzato e si è inserito perfettamente nei processi produttivi dell’Ente, contribuendo attivamente alla puntuale erogazione dei servizi ai cittadini, si tratta di personale inquadrato nelle più basse qualifiche professionali, con conseguenti basse retribuzioni che incidono minimamente sui risparmi attesi dalla manovra; per effetto dell’art. 21 comma 2 tale personale è spostato in altre amministrazioni anche al di fuori del territorio regionale per poi entrare, per 24 mesi, nei meccanismi si sostegno al reddito di cui art. 33 del decreto legislativo 165/2001
L’Ugl ritiene veramente scandaloso, ed immorale che nella grave condizione economica in cui ci troviamo si dia uno “schiaffo morale” verso tutti i lavoratori, lavoratrici , disoccupati e pensionati italiani che si vedranno defalcare euro dagli stipendi e dalle pensioni, con la creazione di nuovi disoccupati , senza toccare poltrone e stipendi alla “casta” esistente anche è soprattutto negli enti pubblici.
L’Ugl chiede che, se riorganizzazione deve esserci, si devono includere tutti i dipendenti nessuno escluso, devono essere bandite le parole come esuberi e/o riduzioni di organico; se mobilità deve esserci deve essere sempre su base volontaria con incentivo all’esodo .
L’Ugl chiede la garanzia, in questo momento di difficile di situazione economico-finanziaria, affinchè non venga vanificato il ruolo dell’Inpdap come soggetto di ammortizzatore sociale diretto a sostegno delle famiglie e la continuità dei servizi erogati dall’ente (i Piccoli Prestiti; Prestiti Pluriennali; Mutui Ipotecari; Vacanze in Italia e all’estero per i figli; Vacanze per i pensionati; Borse di studio ; Master; Stage; Dottorati di ricerca; Esperienze lavorative all’estero per i figli; Prestazioni dell’Enam; Convitti; Sostegno a favore di disabili ed ipovedenti; Assistenza domiciliare a favore dei non autosufficienti; case di riposo) onde evitare che la gestione di questi servizi di grande impatto sociale (non prevista in Inps ) possa essere appaltata ai privati, e passi da un costo di pochi centesimi di euro a fonte di speculazione l’Ugl Intesa ; per quanto sopra espresso e per combattere le iniquità contenute nella manovra Monti, ha dichiarato per il 19 Dicembre sciopero del Pubblico impiego» .



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