Sarà sepolto a Recanati Lucio Magri, fondatore de “Il Manifesto”

La moglie Mara Caltagirone era di Macerata
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20111129_magri_lucio_ter-300x237Sarà sepolto a Recanati, Lucio Magri, morto ieri in Svizzera. Magri, nato nel 1932 a Ferarra, fu tra gli animatori del gruppo di dirigenti comunisti dissidenti che nel 1969 diede vita al “Il manifesto”, rivista e successivamente quotidiano comunista. Voce critica dall’ interno del Pci, gli esponenti di quel gruppo furono radiati dal partito nel novembre di quell’anno. Riferiscono stamani la notizia in prima pagina il Manifesto e Repubblica, che ricorda Magri con due pagine e spiega che l’esponente politico ha deciso di morire fuori dai confini italiani con il «suicidio assistito». Lucio Magri è partito per la Svizzera «venerdì sera», per recarsi da un «suo amico medico».

La decisione, secondo il quotidiano, sarebbe arrivata ieri mattina, con un Magri «sereno, lucido, determinato» e un’ultima telefonata fatta nel pomeriggio alle 16. «La vita – così il Manifesto ricorda oggi in prima pagina Lucio Magri con un corsivo – gli era diventata insopportabile, sia sul piano politico che su quello personale», in particolare dopo la morte della moglie, Mara, per un tumore. E scrive che «senza di lui non sarebbe nato il gruppo del manifesto dopo i fermenti del ’68». Magri sarà seppellito a Recanati vicino alla sua Mara, «nella tomba che con cura aveva predisposto dopo la morte della moglie».

I genitori di Mara, i Caltagirone, erano di origine siciliana e dopo la guerra si trasferirono a Macerata nell’attuale via Valadier, il padre in forza all’aeronautica e la madre come dipendente della Cassa di Risparmio. Mara nacque a Macerata nel 1946 e vi fece il liceo classico dopodiché si trasferì a Roma, dove, laureata in lettere, ebbe contatti con l’ambiente della sinistra capitolina e conobbe Lucio Magri, col quale successivamente si sposò. Tre anni fa, colpita da un male incurabile, morì a Roma e il funerale si tenne a Macerata, nel cui cimitero fu inizialmente tumulata. Ma Lucio Magri volle per sua moglie una diversa ultima dimora e ricordando i rapporti amichevoli e di stima che lui e Mara avevano avuto con esponenti della sinistra recanatese, fra i quali, in particolare, Carlo Latini, e amando le atmosfere della città leopardiana, Magri fece costruire per lei una tomba proprio a Recanati, dove ora sarà sepolto anche lui.

(redazione Cm)

 



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