Panettone inquinato: Cittaverde
chiede un supplemento d’indagine
CIVITANOVA
Ormai è stato ribattezzato “panettone di ghiaia”, nome simpatico che nasconde l’inquinamento da idrocarburi: la vicenda è nota a Civitanova, dal momento che l’enorme massa di materiale fa “bella” mostra di sé nei pressi dell’area portuale ormai da qualche anno. Alcuni anni fa dopo delle analisi effettuate dall’ Arpam i tecnici avevano rilevato un inquinamento diffuso per la presenza di idrocarburi (ipa) e di alcuni metalli pesanti. L’area interessata era stata transennata e solo in seguito messa in sicurezza e “nascosta” sotto la cerata a ridosso del porto. Lo scorso anno poi era partita anche un’indagine da parte della Procura di Macerata per omissione di atti di ufficio imputabili alle modalità e ai tempi relativi alla messa in sicurezza. Ma tra lungaggini burocratiche, bonifiche da effettuare e consulenze, Cittaverde chiede di risalire alle cause con un supplemento d’indagine: “le reti da pesca ed il materiale tecnico non inquinano, non producono IPA e non disperdono Idrocarburi a meno che nel lontano passato quel sito non venisse usato per stoccare combustibili e oli. E palese che gli IPA la sotto c’erano – dice Cittaverde – e un elemento certo è che l’arenile è inquinato.
La logica vorrebbe che in tutta quell’area che comprende anche i depositi di carburanti dell’IP e dell’Agip venisse effettuata una meticolosa caratterizzazione del suolo e del sottosuolo e se necessario un supplemento di indagine per capire quale nesso c’è fra le attività a terra e l’inquinamento dei suoli ,del sottosuolo e dell’arenile. Crediamo che questo nodo che ha prodotto una emergenza ambientale turistica e d’immagine vada sciolto nella chiarezza e con trasparenza”. Ma a preoccupare l’associazione è anche il silenzio della politica: “se assieme alle resistenze cavillose ci si mette anche la politica a confondere le “acque”a minimizzare, sottovalutare si capisce bene che le resistenze hanno profonde radici che saranno dure da estirpare”.
l. b.