Da Nina Caccamo, amministratore unico della Alba srl, riceviamo:
Quale amministratore e legale rappresentante della ALBA S.r.l. avverto l’esigenza di fornire doverose puntualizzazioni riguardanti alcuni articoli e commenti – apparsi negli ultimi tempi sul giornale on line Cronache Maceratesi – che del tutto avventatamente hanno adombrato sospetti in ordine al modus operandi della predetta società nella procedura amministrativa concernente l’opera, impropriamente denominata Centro Commerciale, che dovrà essere realizzata all’interno della zona industriale Nord di Corridonia.
Per quanto un siffatto argomento potrebbe risultare non indispensabile, nondimeno – anche al fine di meglio confutare talune pretestuose ed inveritiere affermazione presenti negli stigmatizzati libelli – voglio ricordare che nessuno dei soci della ALBA S.r.l. o delle innumerevoli ditte che collaborano all’esecuzione delle opere, risiede fuori dalla Provincia di Macerata. Inoltre i bilanci ed i movimenti finanziari della società sono assolutamente trasparenti e certificati a tutti i livelli.
I soldi che vengono spesi o se si vuole investiti – sempre che questa espressione non urti la sensibilità di chi considera spregevole investire (e quindi creare posti di lavoro!) – sono il frutto di quei risparmi personali che i soci dell’ALBA hanno faticosamente e gradualmente accumulato in almeno un ventennio di lavoro che si è svolto (anche tramite altre società ben conosciute ed
apprezzate nel settore che qui interessa) per la pressoché totalità nel territorio Maceratese. Per questo, reputo allora profondamente lesivo dell’immagine della società e di quella dei membri della compagine societaria lanciare accuse tanto infamanti quanto sfornite di qualsivoglia serio riscontro e surrettiziamente prospettanti l’impiego di capitali di dubbia provenienza nonché di anomale procedure asseritamente poste in essere dalla società da me amministrata. Ho conferito quindi mandato al nostro legale, Avv. Paolo Rossi, perché adotti le risoluzioni più opportune per contrastare dinanzi alle competenti sedi simili sconsiderate iniziative”.
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– L’intervento del sindaco di Corridonia Nelia Calvigioni (leggi l’articolo)
– La replica del consigliere Sandro Scipioni e dell’ex presidente della Provincia Capponi (leggi l’articolo)
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Gent.ma Sig.ra Caccamo,
purtroppo in queste pagine molti utenti hanno la cattiva abitudine di vedere sempre dietrologie in qualsiasi opera che viene realizzata. E’ una brutta abitudine maceratese quella di criticare senza nessuna base realistica. Le auguro buon lavoro e non si curi di costoro.
Una attestazione SOA, per un’impresa affidataria di una lottizzazione del genere sembra il minimo.
Nell’elenco delle imprese dell’Autorità di vigilanza per i contratti pubblici non esiste l’azienda Alba s.r.l.
http://casellario.avcp.it/SOA/Soa3.nsf/IndexWeb?OpenFrameSet&Frame=Body&Src=%2FSOA%2FSoa3.nsf%2F54447eb449b98030c1256e7f00342526%3FOpenForm%26AutoFramed
E queste ditte che collaborano chi sono?
Faccio presente al Sig. De Candia ,che qui mi precede,che la ditta ALBA srl e la proprietaria della lottizzazione, mentre le ditte che operano all’interno,ed a quest’ultime va eventualmente richiesto il certificato S.O.A. ne sono tutti in possesso.Se vuoi sapere i nomi delle ditte appaltatrici basta guardare il cartello di cantiere.
Perdoni la precisazione
Caro Mario, mi permetta la supposizione del nome, anche se la sua risposta avrebbe meritato una firma con nome e cognome, giusto per togliere almeno un dubbio dei molti ormai in circolo. La trasparenza, anche se non vorrei farle una lezione su questo, in genere paga, sopratutto in queste situazioni. Tornando in merito alle vicende di cui si parlava, premetto che ho pregiudizi che esulano dalle aziende promotrici ma piuttosto emersi dal modo con cui tale progetto è affiorato nel dibattito pubblico. Forse l’aspetto procedurale che ha portato alla definizione della convenzione di lottizzazione ha fatto acqua, chiaramente era l’ente locale che aveva l’onere di coinvolgere la parti interessate.
Il resto viene quasi da sé con frazionamenti di lotti e altri piccoli escamotage, come l’attualizzazione fatta per l’incremento della volumetria con una fallace formula statistica su dati demografici spuri (che ora non sarebbe più necessaria con la perequazione urbanistica e cessione di diritti edificatori).
Questo non giustifica alcuna diffamazione ed è chiaro che non c’è niente di illegale in questo. Molta forzatura sì, giustificata con i posti di lavoro. Qualsiasi onesta analisi dell’impatto economico non dovrebbe dire queste sciocchezze popolari. Magari il sindaco ha fatto la social accounting analysis…
Una cosa vorrei suggerigliela, con la speranza che lei sappia usare una serie di algoritmi dei motori di ricerca. Da questi infatti, inserendo varie key world (in relazione alla società, proprietari e soci) compaiono delle informazioni. Nessuno di chi le ha lette potrebbe avere certezza che siano riferite alla stessa società, gli stessi soci o proprietari di cui trattasi, infatti il mondo è pieno di omonimie, internet le moltiplica con l’aggravante che si vede anche quello che viene cancellato. Prima di prendervela con chi legge è divampa spropositi, sarebbe il caso che prendete atto e distanza da quello che gli altri leggono se tali espressioni sono riferite ad altri destinatari.
Perdoni la pillola di crisis management