Il Cosmari investe otto milioni per eliminare i cattivi odori

Entro 60 giorni sarà disponibile il progetto e si richiederà alla Provincia l'autorizzazione per procedere alla gara d'appalto
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Dal Cosmari, riceviamo:

Nell’ultima seduta del CDA del Cosmari è stato adottato un atto di grande importanza per il consorzio e per lo sviluppo impiantistico dello stesso.
Infatti è stato conferito l’incarico per il progetto definitivo di digestione anaerobica della frazione organica alla società specializzata Biogas Engineering di Noventa Vicentina. Con questo atto si concretizza, finalmente, uno degli impegni più importanti assunti dal Consiglio di Amministrazione del Cosmari per il potenziamento dell’impianto di compostaggio attraverso l’adeguamento dello stesso con il recupero dell’energia dalla stabilizzazione della frazione organica. Ma con tale progetto si potrà dare una risposta importante all’ammodernamento dell’impianto ed al suo impatto ambientale, in quanto il processo anaerobico assicura al meglio il controllo delle emissioni odorigene della fase di stabilizzazione.
I tempi saranno molto rapidi: entro 60 giorni sarà disponibile il progetto e si richiederà alla Provincia l’autorizzazione per procedere alla gara d’appalto.
Si ricorda che il programma del consorzio Cosmari prevedeva un primo intervento di potenziamento dell’attuale impianto di compostaggio per far fronte all’aumento della produzione a causa del forte sviluppo della raccolta differenziata, che ha subito un ritardo di diversi mesi a causa di problemi con le ditte appaltatrici: importo lavori circa 1,9 milioni, inizio dei lavori il 6 giugno, conclusione entro il prossimo 30 novembre.
Il secondo intervento consisteva proprio nell’inserimento della digestione anaerobica, per il quale si è già espletata la fase preliminare ed ora si è finalmente attivata la fase esecutiva.
Solo alcune cifre per rendere bele l’idea della complessità e dell’importanza dell’intervento:

1) importo del progetto pari a circa 8 milioni di euro che sarà finanziato con la cessione di energia elettrica, per cui non si attingerà, se non marginalmente, a risorse proprie;
2) Energia elettrica prodotta circa 7.600.000 KWh/a; 3) Ritorno dell’investimento in circa 8 anni.
Con tale impianto si potrà anche prevedere il vettoriamento (teleriscaldamento) di energia termica (calore o refrigerazione ambienti) verso utenze vicine di tipo industriale o di servizi.
L’importanza economica, ambientale e di risoluzione delle maggiori problematiche che l’impianto sta creando con le popolazioni vicine, nonostante gli interventi tampone di questi anni, è pertanto assicurata.

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Giovedì sera l’assemblea pubblica sul Comsari (leggi l’articolo)

 



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