Ferrovie in tilt
La testimonianza di una pendolare

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Passeggeri davanti all'orario dei treni

“Il sistema informatico che gestisce i turni di lavoro del personale viaggiante delle Ferrovie continua a fare danni: treni regionali ancora cancellati. E aumentano i disagi per gli utenti”. Così, oggi le associazioni Adiconsum, Adoc, Acu, Federconsumatori e Cittadinanzattiva delle Marche hanno inviato una diffida a Trenitalia, in cui si chiede di ripristinare il servizio di trasporto e di garantire la pulizia dei convogli. Inoltre, le organizzazioni vogliono che sia avviata una procedura di conciliazione per indennizzare i passeggeri, anche per la carenza di informazione. Alla diffida potrebbero far seguito azioni collettive, nel caso Trenitalia non dia risposte soddisfacenti.

Risposta arrivata in serata: “Le cancellazioni dei treni regionali registrate negli ultimi giorni nelle Marche ”non sono conseguenti all’entrata in funzione del nuovo sistema informatico di programmazione dei turni del personale”, e Trenitalia ”si scusa con i clienti per il disagio”. La causa delle cancellazioni, spiega, e’ da attribuire ad un ”improvviso aumento delle assenze per malattia del personale di bord. Per questo Trenitalia ha mobilitato ‘risorse aggiuntive”

Anche la nostra lettrice  Alexandra Florescu si è trovata nel vortice dei disagi dovuti al cattivo funzionamento del sistema e ci racconta la sua esperienza: «Ora ho capito – scrive – fare il pendolare non è facile, anzi, è un’avventura. Soprattutto se il tuo mezzo di trasporto è il treno regionale soggetto ad inspiegabili ritardi e soppressioni. Come sta succedendo dalla scorsa settimana sulla tratta Fabriano – Ancona. Tutto è cominciato venerdì quando almeno tre treni che viaggiavano verso Ancona (passando dunque anche a Civitanova, stazione chiave per chi viaggia da Macerata) sono stati soppressi senza alcun preavviso. Il treno che io dovevo prendere per andare a Civitanova era quello delle 13.46 e ho scoperto che era stato annullato solamente una volta arrivata in stazione. Nessun preavviso, nessuna informazione. Nemmeno lo stesso sito web delle Ferrovie sapeva della soppressione. La cassiera della biglietteria aveva saputo le novità solo pochi minuti prima della cancellazione. Sembra che la colpa fosse della mancanza di personale. Sciopero spontaneo? Non lo sapeva nessuno. Non era l’unico treno cancellato, ma quel pomeriggio almeno altri tre non sarebbero più partiti. Per due di questi, le Ferrovie dello Stato aveva previsto un bus sostitutivo. Non per il mio. Il prossimo treno disponibile, quello delle 14.30,  tanto per non smentire la “reputazione” di FS, aveva già 9 minuti di ritardo. Totale tempo perso dal lavoro? Un’ora e mezza. Penso sia inutile ricordare il disagio recato a chi doveva viaggiare verso altre città d’Italia e sperava di non perdere le coincidenze. E’ stato molto interessante assistere alla confusione generale della folla che si era formata davanti alla stazione, pronta ad assaltare qualsiasi pullman in sosta,  sperando fosse quello giusto per loro. Altri treni sono stati soppressi anche questa settimana. Lunedì pomeriggio, ad esempio, il treno Ancona – Fabriano delle 18.11 non è più partito lasciando desolati e appiedati decine di pendolari e viaggiatori che si spostavano continuamente dai binari della stazione alla fermata dell’autobus. Dopo un’ora di attesa e incertezza, dal parcheggio della stazione la voce (piuttosto insicura) di un’autista informava tutti coloro diretti a Macerata o Fabriano che stava per partire l’autobus sostituivo. Il povero autista era stato chiamato in tutta fretta e furia per portarci a casa, ma non aveva nemmeno capito bene dov’è che doveva portare tutta quella massa di gente. Alla fine un pendolare, che era riuscito a non perdere le staffe, gli ha fatto da navigatore. Sono momenti in cui si accende l’istinto di sopravvivenza delle persone: spintoni, nervosismo, sguardi minacciosi tra i viaggiatori. Insomma…di tutto per essere sicuri di avere un posto nell’autobus.

Per quanto mi riguarda non ho vissuto altre avventure, ma dalle schermate della stazione ho visto che altri treni sono stati soppressi comunque. Tutto sempre senza alcun tipo preavviso o almeno spiegazioni. Una cosa interessante che ho scoperto è che il prezzo del biglietto comprato in stazione è più alto rispetto a quello che risulta online e non di poco. Un biglietto di corsa semplice per Civitanova comprato in stazione costa 2,30 euro, mentre online è 2,05. Sono 25 centesimi…non sono brava in matematica…10% in più? Comunque circa!»


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