“Chiaramagica”, il primo romanzo
di Ascanio Marinelli

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L’ultimo “enfant prodige della narrativa spericolata” è nato a Camerino, 51 anni fa, da un’importante famiglia di Pievetorina. Il suo nome: Ascanio Marinelli. Il suo primo romanzo: ‘chiaramagica’, edito da Fazi editore in Roma. Subito un successo, certificato dalla critica (vascorossi.net) con quella definizione  di cui sopra: enfant prodige.

“Avevo una famiglia meravigliosa: moglie, due bellissimi figli, maschio e femmina, ed ero un dirigente superpagato in una fabbrica di Darmstadt, in Germania. Per superare lo stress, ogni mattina, prima di sedere alla scrivania, al bar, mi facevo un boccale di birra ed un bicchiere di vodka…poi non mi è bastato più. Ed una mattina ho lasciato tutto: moglie, figli, lavoro ed il ricordo della mia meravigliosa famiglia marchigiana: mia madre, le mie quattro sorelle. Niente aveva più importanza per me se non ‘farmi’ di cocaina ed eroina insieme, convinto subito dopo di poterlo non fare più”.

Anni di ‘strada’, anni durissimi. A spezzare il gorgo, l’arresto, dopo averlo evitato abilmente decine e decine di volte, e dunque il forzato ritorno in Italia. Due falliti tentativi di recupero poi quando anche il terzo stava per concludersi come il precedente, come in un fotofinish, la fine dell’incubo, la salvezza. Anni a San Patrignano, a Botticella, (“uno dei pochi centri, tre in tutto, in Italia che serve davvero”, dice lui). Poi la completa conversione per quest’uomo ancora bellissimo, un ercole dallo sguardo buono e rassicurante che è stato all’inferno ed è ritornato per raccontarcelo.

A San Patrignano, negli ultimi tempi, ha cominciato a scrivere il suo romanzo-verità “Chiaramagica”. Cosa ne pensi, Maurizio? “Penso, mannaggia! che tu Ascanio sei uno scrittore vero, uno che sa raccontare, non come noi cronisti vagabondi dell’oggi e basta, buoni per 30 o 40 righe tanto per non farla lunga e non annoiare il lettore…” la risposta.

Ascanio è andato avanti fino a 300 pagine. Ed adesso pensa ad un secondo lavoro, nella sua residenza di Porto Sant’Elpidio. Dopo aver assolto al suo debito di riconoscenza (“loro hanno fatto tanto per me….gli devo almeno qualcosa”) dando più di una mano ad un centro di recupero dalla tossicodipendenza, a Tolentino. Salvando concretamente molti ragazzi, alcuni dei quali sono stati presenti intorno a lui, come ad un padre ed insieme un fratello maggiore, al lancio del suo libro in un’importante libreria di Ascoli Piceno, dove ora vive la sua foltissima famiglia d’origine senza dimenticare la natia Pievetorina (e Montecavallo).

‘Chiaramagica’ del libro è Claire, l’anziana vicina di casa che Skipper, il protagonista, chiama Chiaretta. Due vite distanti mille miglia, epperò vicine come la coscienza buona in un’anima disperata e persa. Lui aiuta l’anziana a portare la spesa lungo le scale, lei gli apre le porte e lui ne approfitta per nascondere la ‘roba’. E lei per evitargli dei guai, addirittura salterà la barricata della legalità. Una storia vera raccontata come una favola.Ma in questa storia vera, che racconta di come un uomo sia stato salvato dal suo angelo custode, la ‘magia’ non sta in niente di soprannaturale, risiedendo piuttosto nel valore estremo e nella rarità della comprensione, della solidarietà, dell’istintiva apertura all’altro strumento per la conoscenza di sé.

Il libro è dedicato: “A Katrin. Mi sfuggì”.

Maurizio Verdenelli


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