“Il futuro è dei giovani e del lavoro”
La Cgil scende in piazza
Settanta pullman e un treno speciale dalle Marche per la manifestazione di sabato a Roma contro il Governo
di Lucia Paciaroni
No alle politiche del Governo che continua nel sistematico attacco ai diritti, che nega il contratto nazionale e le contrattazione nei settori pubblici, che produce tagli che cancellano centinaia di migliaia di posti di lavoro, che impoverisce il sistema d’istruzione e formazione.
Sabato, a Roma, la Cgil scende in piazza per rivendicare una politica di redistribuzione del reddito in favore dei lavoratori e dei pensionati. Alle 9,30 partiranno i cortei da piazza della Repubblica e Piazzale dei Partigiani per arrivare poi al comizio conclusivo in piazza San Giovanni.
Forte la mobilitazione a livello regionale: sono previsti 70 pullman e un treno speciale. Quindici sono quelli che partono da Macerata per la manifestazione nazionale “Il futuro è dei giovani e del lavoro”.
“I giovani saranno precari, con meno diritti e meno tutele, con uno stato sociale ridimensionato e pensioni inadeguate. Stanno vivendo la crisi e ne pagheranno i costi”. E’ il quadro presentato da Aldo Benfatto, segretario generale Cgil Macerata, che dice: “Chiediamo una svolta alle politiche che il Governo sta portando avanti”.
“Il quaranta per cento dei pensionati ha una pensione inferiore ai 700 euro, così non si va avanti – afferma Antonio Marcucci, segretario generale Spi – Cgil Macerata – Chiediamo il rifinanziamento del fondo per non autosufficienti, l’incremento dei centri diurni per malati di Alzheimer, in Provincia ne abbiamo solo due, uno a Recanati e l’altro a Macerata, più risorse agli enti locali, in un periodo di tagli, sono soprattutto i pensionati a rimetterci. E ancora, la riduzione dell’aliquota Irpef dal 23 al 20 per cento, bonus fiscali per incapienti, l’introduzione di un’imposta sulle grandi ricchezze, un’efficiente rete dei servizi ospedalieri. Deve essere garantita una pensione più dignitosa per tutti”.
“La situazione sul territorio, rispetto ad alcuni mesi fa, registra qualche segnale di miglioramento, ma non per questo stiamo tranquilli” dice Benfatto. E spiega: “I settori più in difficoltà sono quello dell’edilizia e il metalmeccanico, anche se qui registriamo una lieve ripresa. I precari sono soprattutto giovani e donne tra i 45 e i 50 anni espulse dal mondo del lavoro”.
“I dati che abbiamo registrato fino al 31 ottobre 2010 sono questi: i lavoratori in mobilità sono passati da 3838 a 4313, ma cala il flusso di questi del 19 per cento, vuol dire che meno lavoratori vanno in mobilità, ma non escono da questa condizione – continua Benfatto – Il sistema della cassa integrazione straordinaria in deroga tampona le situazioni di crisi, infatti scende la mobilità nelle piccole imprese ma, appunto, aumenta la cassa integrazione straordinaria. Diminuiscono i contratti di assunzione e aumentano quelli intermittenti, sono 5865. Scende il numero di contratti per badanti, così come quello dei bambini negli asili nido perché mamme o papà stanno a casa perché in cassa integrazione o mobilità”.
Sulla situazione dei contratti, Benfatto afferma che “in questi primi dieci mesi del 2010 sono stati 4007 i contratti a tempo indeterminato, 17280 quelli a tempo determinato”.
