Il giorno di Mario Crucianelli
Ricordi, racconti, emozioni
La "sua" Specola è stata il teatro del convegno organizzato da La Destra
di Alessandra Pierini
E’ il giorno di Mario Crucianelli. Tutti i suoi amici di destra e i suoi avversari “non nemici” come ha sottolineato Evio Hermas Ercoli, si sono ritrovati questo pomeriggio alla Biblioteca Mozzi Borgetti, al piano inferiore di quella Specola da lui tanto voluta e realizzata. La sala è lunga e stretta e il tavolo dei relatori ha solo lo spazio per ospitare il professor Evio Hermas Ercoli e Pierpaolo Simonelli Paccacerqua de “La destra” alla quale Crucianelli aveva aderito e che ha promosso il convegno di questo pomeriggio. I ricordi e le parole di quanti hanno conosciuto Mario Crucianelli nelle sue tante vesti, il politico, l’ architetto e l’ uomo si sono susseguti intermezzati dagli interventi mai casuali diMasino Ercoli che ha ricordato le sue telefonate alle 5 della mattina quando Crucianelli si svegliava nonostante il consiglio della sera prima fosse durato anche fino alle 3 di notte: “All’epoca funzionava così”.
Franco Gazzani Presidente della Fondazione Carima ne ha sottolineato la battaglia di Crucianelli per tenere la Banca delle Marche a Macerata e la sua vicinanza al territorio, Thamel Marini ha ricordato come “non abbandonava mai il cantiere e se diceva che c’era da battersi lo faceva fino in fondo”, Carlo Cingolani ne ha parlato come “esempio di sostegno privato all’opera pubblica”, Silvano Iommi lo ha definito “un uomo dell’800,con una formazione artigiana di fondo e grande concretezza.”
“In cantiere era irriconoscibile ma era impensabile un consiglio senza Crucianelli. Com’è invece il Consiglio oggi?” così Ercoli ha presentato Romano Carancini, attuale Sindaco di Macerata. “Forse sono tra tutti – ha precisato Carancini – quello che l’ha conosciuto meno ma lo ricordo come una persona trasversale. Una volta, in una pausa del Consiglio, nei corridoi mi ha detto ‘Se ci deve essere un sindaco dell’altra parte, mi piacerebbe che fossi tu’. Sono appassionato degli uomini che hanno passione e lui lo era e ritengo che la Specola sia il luogo della passione di Crucianelli.”
E’ stata poi la volta del grande amico Giulio Conti che ha condiviso con lui gran parte del cammino politico. “Si parlava in Consiglio del piano regolatore – ha raccontato – lui era capace di parlare per ore. Un giorno chiese una sospensione perchè doveva fare pipì. Altro momento vissuto insieme è la raccolta di firme per fare il parcheggio a Rampa Zara. Che voi sappiate è stato fatto?” ha concluso ironico.
Significativo l’intervento dell’ex Sindaco Giorgio Meschini: “Mario era un uomo profondamente di parte ma libero. A proposito delle polemiche sul suo conto, sollevate in questi giorni, io sono convinto che quella frase non la disse con cattiveria ma mosso da passionalità. Per lo Sferisterio ci ha salvato più volte e il fatto di essere di destra non gli ha impedito di giudicare in modo obiettivo i problemi della città. La sua retorica affascinava e ad ogni suo intervento finalmente il Consiglio Comunale ascoltava.
Ha concluso Pierpaolo Simonelli Paccacerqua, suo amico, anche politicamente, ricordando un aneddoto divertente.: “Nel 1992 Mario era candidato al Senato e aveva come avversario Forlani padre, girò uno spot in cui la telecamera arrivava in un cantiere polveroso e rumoroso. Mario usciva dalle costruzioni sporco e impolverato e diceva ‘ Chi Forlani? No qui se fadiga, qui c’è Crucianelli.” E gli episodi parlano più di tante parole.
Foto di Guido Picchio







Ma vergognatevi!!! Intotolate la specola ai disabili e almeno salvereste la faccia con un minimo di dignità. Da questa Macerata di cosiddetti benbensanti, di colti (non si sa bene di cosa), di storici del nulla o meglio delle piccole cose, di amanati dei modi perbenisti più di maniera e cioè ipocriti, nonchè di esperti del tutto (forse sarebbe il caso di dire di dilettanti) è bene prendere le distanze con un sano “razismo culturale”.
Che vergogna Carancini tu eri in consiglio in colpevole silenzio quando Crucianelli additò i disabili come storpi.
Per il Signor Munafo: Crucianelli si è mai scusato per quella battuta che ha citato sopra ??
Grazie
Fabio