Viaggio nella cultura Rave
“Non siamo drogati. Rispettateci”

Raduno a Chiesanuova di Treia, i ragazzi hanno lasciato il posto nel pomeriggio
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di Alessandra Pierini

Cos’ è un rave? Fino a ieri a Treia molti ne avevano solo sentito parlare e l’avevano immaginato come qualcosa di lontanissimo, organizzato da menti perverse alla ricerca di sensazioni uniche. Poi da sabato notte un rave è arrivato nella città del bracciale, luogo tranquillo e pacato, non consono a fenomeni di questo genere e l’invasione di macchine, la notizia di un party “sopra le righe” nelle vicinanze delle abitazioni ha creato non poco subbuglio. Il concetto di rave party si è concretizzato e ha preso forma nella ex fornace Bartoloni come vuole la formula tradizionale del rave che in origine, negli anni 80 e in un clima di generale contestazione, si svolgeva  nelle fabbriche abbandonate delle metropoli statunitensi, e più precisamente nelle fabbriche di Detroit, per poi espandersi in Gran Bretagna e nel resto dell’Europa. Con la momentanea invasione di un’area industriale ormai in disuso si voleva  stigmatizzare la condizione sociale di migliaia di operai disoccupati e celebrare la liberazione dell’uomo dalla catena del lavoro.

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Cronache Maceratesi ha trascorso la mattinata nei pressi della ex Fornace Bartoloni, entrando anche all’interno del luogo del rave. L’atmosfera è all’apparenza piuttosto calma e la sensazione è che il peggio sia passato. Le forze dell’ordine sono attente e pronte ad ogni evenienza ma non si ha l’impressione che possano esserci urgenze o necessità immediate di intervento. Sono rimasti in pochi e anche il volume della musica si è notevolmente abbassato. I ragazzi sono molto giovani, tanti portano piercing, hanno i capelli rasta e vestono  di nero. All’interno dell’area della Fornace ci sono ancora tende, furgoncini bene attrezzati, camper e tanti cani che se ne stanno sonnacchiosi accanto ai padroni. “Headquarters” è stato scritto con una vernice blu sulla porta di quella che in passato deve essere stata la centralina dell’Enel ma l’interno è vuoto, forse anche il quartier generale si è trasferito altrove.  Il grosso palco utilizzato in questi giorni è stato rimosso e oggi i ragazzi ballano all’aperto sulla musica emessa da casse istallate su un grosso furgone. Vari aspetti dell’organizzazione e la cura dei dettagli fa pensare che i promotori siano venuti qui per un sopralluogo e che, senza farsi notare, abbiano passato gli ultimi giorni all’interno della fornace per i preparativi. I ragazzi rimasti si agitano nel vedere macchine fotografiche e telecamere: “Andate a riprendere i drogati nelle discoteche, noi non lo siamo” ci dicono. Ce l’hanno con il mondo dell’informazione che in passato li ha definiti “cervelli in fumo” e ha parlato di loro senza tener conto delle loro opinioni.

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I residenti di Treia che, all’inizio, non sapevano che cosa aspettarsi e temevano il peggio appaiono oggi quasi rasserenati. Luana Renzi è la titolare del bar ristorante Antica Fornace che si trova nelle immediate vicinanze del rave: “Li abbiamo visti arrivare sabato sera in massa e non ce la siamo sentita di lasciare il locale incustodito perciò siamo rimasti aperti 24 ore su 24. Certo il loro stile di vita è pessimo e condanniamo ciò che fanno ma allo stesso tempo possiamo dire che sono educatissimi. Ci salutano cordialmente e buttano l’immondizia nei bidoni. Ieri sera mi hanno chiesto di cenare nel ristorante ma erano troppi per me. Ho venduto pizza a spicchi per tutti. Stamattina ci hanno chiesto la stazione più vicina e molti se ne sono andati a piedi.”
Tra il bar e la fornace è infatti un continuo via vai di ragazzi alla ricerca di ristoro. C’è un ragazzo del posto che si fa chiamare con il nickname Marcos con cui lo conoscono tutti in rete. In passato ha frequentato rave in altre parti d’Italia: “Questa non è un’organizzazione piramidale ma un coordinamento di diversi gruppi tra i quali i no global e gli appartenenti ai centri sociali. Ieri all’interno c’erano anche delle mostre d’arte e delle bancarelle di prodotti alimentari ed artigianali.”

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Il livello di preoccupazione rimane invece alto per le forze dell’ordine e per l’amministrazione comunale di Treia che continuano la loro azione di presidio e vigilanza. “L’amministrazione – ci dice il vice sindaco  Corrado Speranza – ringrazia le forze dell’ordine ma chiede continua assistenza fino al termine del rave. Dalla riunione del coordinamento tecnico pare che stiano smobilitando ma vogliamo esserne sicuri. E’ stata convocata d’urgenza la conferenza dei servizi in Comune perchè l’amministrazione vuole, in futuro, impedire fenomeni di questa portata nell’area. Inoltre attiveremo immediatamente delle misure perchè non persista lo stato di abbandono dell’area.”
La voce che circola è che non può essere finito così. Le opinioni sono discordanti: alcuni ritengono che nelle prossime ore potrebbero arrivare ancora altre persone a ripopolare il rave, altri invece pensano che sia già stata indicata una nuova destinazione, presumibilmente nel centro Italia dove un nuovo rave avrà inizio a breve per coprire il lungo ponte del 2 giugno.

Intanto è notizia di oggi l’imponente operazione dei Carabinieri contro centinaia di giovani ravers provenienti da Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto ed Emilia Romagna, radunatisi per un rave party a Bobbio, in provincia di Piacenza nella notte tra il 16 e il 17 maggio. Centosessantotto le denunce per invasione di terreni e disturbo della quiete pubblica, detenzione di droga, guida in stato di alterazione da stupefacenti.

(Foto di Guido Picchio)

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