Mari presidente del Consiglio
I Comunisti escono dall’aula:
“Ci opponiamo al Pd asso pigliatutto”

Clima molto caldo al primo Consiglio comunale. Deborah Pantana vice presidente
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di Alessandra Pierini

Movimentato e concitato, il primo consiglio comunale dell’amministrazione Carancini si è concluso con l’elezione di Romano Mari nel ruolo di presidente del Consiglio comunale di Macerata al termine di tre votazioni a scrutino segreto. Alla terza votazione ha ottenuto i ventuno voti sufficienti. Vicepresidente è stata eletta Deborah Pantana (Pdl).

Romano Mari era seduto al posto del presidente del consiglio sin dall’inizio della seduta come consigliere anziano e ha già sperimentato quindi, prima ancora della certezza della sua elezione il nuovo incarico. Presenti in sala anche ex eccellenti e rappresentanti autorevoli quali Giulio Conti, Placido Munafò, Angelo Sciapichetti e Paola Giorgi che ha rapidamente scambiato qualche battuta con Guido Garufi, consigliere dell’Idv, il suo stesso partito. Intanto qualcuno ha fatto arrivare un omaggio floreale ai 3 assessori donna, trascurando però le consigliere.

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La seduta si è aperta con i consiglieri Pdl  che hanno contestato la convalida di un consigliere Pd, Marco Menchi, perché non ufficialmente dimissionario dalla carica di vicepresidente della Smea (vi è incompatibilità tra le due cariche). Secondo Claudio Carbonari (Pdl), Menchi non era nemmeno eleggibile e la questione potrebbe inficiare persino i lavori dell’intera aula. Ricotta ha replicato che in realtà le dimissioni sono state presentate al protocollo del Comune lo scorso 12 aprile e sono quindi operative. L’istanza è stata respinta con 24 voti contrari, 13 favorevoli e quattro schede bianche.
Si è poi passati al momento più caldo del pomeriggio con l’elezione del presidente del consiglio.   Il Pdl ha rinunciato a proporre un proprio candidato alla carica di presidente: “Il presidente deve essere il rappresentante di tutti ma visto che non c’è stata una discussione preliminare, voteremo scheda bianca perché la maggioranza ha deciso di avocare a se la carica, chiediamo che la maggioranza faccia lo stesso nell’elezione del vicepresidente”, ha esordito Fabio Pistarelli.

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A sorpresa, ma se ne sentiva già parlare da giorni, è arrivata per voce di Alessandro Savi la candidatura alla presidenza del Consiglio di Michele Lattanzi: “Il partito dei comunisti italiani per la federazione di sinistra ha cambiato il suo nome in seguito alla rottura dei rapporti con Rifondazione Comunista. Chiediamo da tempo quel riconoscimento del nostro risultato elettorale che il Pd continua a sottovalutare; proponiamo quindi il nostro candidato e auspichiamo che non si vada ad una sorta di monocolore Pd in Comune formato da sindaco, vicesindaco, assessori e presidente del consiglio comunale; quanto all’assessore Pantanetti, il suo mancato rispetto degli accordi non gli consente di essere nostro candidato di riferimento.”

Successivamente sono intervenuti anche Narciso Ricotta (““Offriamo a tutto il consiglio una candidatura istituzionale (Mari), non una figura di compensazione tra i partiti”), Ivano Tacconi dell’Udc (“Assistiamo ad una maggioranza non compatta ma non facciamo gli avvoltoi e ci asteniamo in attesa che la maggioranza raggiunga una intesa”), Anna Menghi del Comitato Menghi (“Scelta difficile anche sul piano personale; non prenderò parte alla votazione”), e Guido Garufi dell’Idv (“equidistanti dai due candidati, ci asteniamo”).Quindi la gara si è svolta tra due candidati del centrosinistra: Mari, appunto, e Michele Lattanzi, candidato della Federazione della sinistra.

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Le prime due votazioni hanno visto prevalere Mari con 18 voti e 17 nella seconda mentre Lattanzi ha ottenuto 4 voti. Nella terza votazione Mari si è affermata ottenendo 21 voti. La scelta ha però sollevato la polemica uscita dall’aula di tutti i componenti della Federazione della Sinistra che sono poi rientrati in un secondo momento per le successive votazioni.

Mari, medico chirurgo, è sposato con due figli. Ha iniziato a fare politica attiva a sedici anni con la Democrazia cristiana. E’ stato assessore a Colmurano, e sindaco dal 1985 al 2000. Dal 2000 al 2010 è stato consigliere comunale a Macerata. E’ appassionato di filatelia, sci e pesca.

Mari ha ringraziato anche coloro “che non mi hanno potuto votare per comprensibili motivazioni politiche”. Riconoscimenti poi al sindaco Romano Carancini, che nella stessa seduta ha prestato il giuramento di rito, e ai predecessori Pojaghi e Maulo.

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La vicepresidente Deborah Pantana (Pdl) ha ottenuto invece trenta voti (dieci schede bianche).

Nel corso della prima seduta della nuova assise comunale sono stati indicati anche i capigruppo delle varie forze politiche in Consiglio comunale. Queste quelle con più consiglieri comunali: Pd: Narciso Ricotta (vice: Andrea Netti); Pdl: Fabio Pistarelli (vice: Francesco Luciani); Federazione della sinistra: Michele Lattanzi (vice: Luciano Borgiani); Udc: Ivano Tacconi; Pensare Macerata, Massimiliano Bianchini; Italia dei valori: Guido Garufi; Macerata è nel cuore: Fabrizio Nascimbeni.
Nominati infine i membri della commissione elettorale comunale: Marco Guzzini per la minoranza, Luigi Carelli e Gabriella Ciarlantini per la maggioranza.

Al termine della seduta, nel corso di una conferenza lampo, il Partito dei Comunisti Italiani per la federazione di sinistra ha ribadito la sua posizione.

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“Non è possibile che il Pd assuma le cariche più importanti e, visto che gli elettori ci hanno chiesto di lottare, abbiamo chiesto per noi una maggiore visibilità che ci è stata negata. Pantanetti non ha rispettato gli accordi in base ai quali chiunque fosse nominato avrebbe dovuto passare attraverso il partito prima di accettare. Non l’ha fatto perciò non ci rappresenta. Per quanto riguarda le partecipate, non indicheremo un nome. In concreto non sia mai che saremo noi a far cadere la maggioranza, siamo in una condizione di appoggio esterno e saremo le sentinelle del programma.”

Romano Carancini è sereno: “In base alla mia esperienza questo primo consiglio è stato abbastanza normale, non c’è stato alcun confronto aspro e si sono già espresse in maniera netta le diverse posizioni. La candidatura di Lattanzi è legittima e naturale, la situazione sarà anomala se sarà traslata anche sul piano politico. Per quanto mi riguarda ho rispettato gli impegni presi e Pantanetti faceva parte della rosa che mi è stata presentata.”

Foto di Guido Picchio

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