Sei mesi e venti giorni di reclusione
alla mamma di Cingoli
che aggredì la vicepreside

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Sei mesi e venti giorni di reclusione, con la sospensione della pena. E’ questa la condanna che è stata comminata a Ornella Uggè, la donna di 42 anni che quindici giorni fa aveva aggredito la vicepreside dell’alberghiero di Cingoli.
La donna aveva spintonato Cristina Leoni, dirigente della scuola frequentata dal figlio, per una discussione sorta dopo che l’alunno, non ancora sedicenne, si era chiuso nel bagno della scuola per una nota avuta poco prima da un’insegnante. Il ragazzo, che era già stato sospeso nei giorni precedenti, non voleva saperne di uscire dalla toilette e, temendo una reazione inconsulta, la vice-preside aveva chiamato i carabinieri.
Nel frattempo però il giovane aveva avvisato i genitori con il telefonino, e padre e madre si erano precipitati a scuola, dando in escandesenza. In particolare Ornella Uggè se l’era presa con la vice-preside e con un carabiniere: per questo era stata arrestata con l’accusa di lesioni (22 giorni di prognosi per la Leoni) e resistenza a pubblico ufficiale.
Processata con il rito abbreviato, la donna si era poi scusata, ma questo non aveva intenerito il procuratore Mario Paciaroni che aveva chiesto che venisse condannata a otto mesi.
Alla fine però la pena è stata più mite.
Nel frattempo anche il ragazzo è finito nei guai ed è stato sospeso fino alla fine dell’anno scolastico.
L’avvocato Domenico Biasco, difensore della famiglia, annuncia battaglia: secondo il legale, il provvedimento lede il diritto allo studio obbligatorio fino a 16 anni. Biasco ha annunciato che si rivolgerà al tribunale dei minori e al Tar.

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