Dall’immobilismo dinamico
alla necessità di fare sistema

I problemi da risolvere e le proposte per Macerata
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macerata

di Matteo Zallocco

Cosa serve a Macerata? Lo abbiamo chiesto ai nostri lettori e sono arrivati 49 commenti. Ora pubblichiamo gli interventi da cui sono uscite le proposte secondo noi più interessanti.
Silvano Iommi (Pdl)  prima e Guido Garufi (Idv) poi parlano di “immobilismo dinamico”:
“La città – scrive l’architetto Iommi – è sottoposta alla pressione di domande che, pur legittime, richiedono uno sforzo particolarmente coraggioso per il superamento di evidenti contraddizioni accumulatesi nel tempo; si chiede dinamismo e sviluppo ma anche quiete e sicurezza; conservazione paesistico-ambientale ma anche competitività territoriale; attrattività funzionale, estetica e culturale del centro storico ma anche la sua museificazione; l’efficienza della macchina burocratica e dei servizi ma anche la sua funzione di ammortizzatore sociale e occupazionale. Una cosa mi sembra certa, la scommessa sulla risoluzione di queste e altre problematiche della città non è stata nemmeno avviata sino ad oggi”.
Molti i punti elencati da Maurizio Mosca (Città Viva): “Credo che bisognerà intervenire prima possibile sulla meccanizzazione per il raggiungimento del centro storico e prevedere il bisogno di un ulteriore parcheggio e la pedonalizzazione totale del centro. La definizione con qualsiasi partner (Quadrilatero, Provincia, Regione) dell’asse Potenza/Chienti con uscita della supestrada alla Pieve a servizio della nuova strada. Rapporti sempre più collaborativi per la nascita di progetti comuni di interesse per i giovani con Università e Fondazione. Puntare sul progetto “cultura” con convenzioni con alberghi e ristoranti per i turisti. Pensare da subito ad un nuovo Tribunale, ad un nuovo stadio, ad un nuovo cimitero con servizi ormai indispensabili per una realtà come Macerata( forno crematorio,celle frigorifiche ecc.). Favorire la pratica sportiva per giovani ed adulti con convenzioni ed organizzazione di eventi sportivi. Un progetto “anziani da difendere” per la “difesa della dignità” dei nostri padri, nonni con la collaborazione dell’Asl di zona. La creazione di una società a costo zero per il comune e totalmente gestita dallo stesso per l’assegnazione di case popolari a chi ne ha veramente bisogno e a prezzi superstracciati. Toglierei “Macerata città della pace”(non mi è mai capitato di leggere una che inneggia alla guerra) e punterei sull’amore per gli animali. Ecco Macerata dovrebbe essere un esempio di come si aiutano gli animali. Via la pista ciclabile per le mura frutto di menti malate e facciamone una seria nel progetto sport. Via quel malefico “palo della telefonia” che ha rovinato Via Roma e lo sfondo dei monti. E magari una collaborazione per riportare la nostra Maceratese nel calcio professionistico”.
Su un punto sono d’accordo Placido Munafò e Gianfranco Cerasi: mancano i soldi. “La prossima amministrazione non avrà i soldi se non per gestire l’ordinaria amministrazione – scrive Munafò del Comitato Menghi-. Abbiamo un sogno, “sblindare Macerata” dando la possibilità di collegarla alle grandi vie di comunicazione, per intenderci da Villa Potenza a Piediripa. Sappiamo anche che questo sarà possibile solo se si concretizzerà una forte alleanza politica che potrà forse a Roma drenare soldi per la sua realizzazione. Il problema della viabilità è stata un’occasione persa per l’attuale amministrazione. Se ci si riesce possiamo catalizzare interventi come la riqualificazione del Centro Fiere di Villa Potenza e insediamenti produttivi che possono creare nuovi posti di lavoro. Una priorità assoluta: il centro storico maceratese muore perché non è l’unico e il solo problema maceratese, il vero problema è perché si deve venire a Macerata ad investire? Dobbiamo dare risposta a questa domanda che non può prescindere da un impegno concreto sulla viabilità. Allo steso tempo crediamo che i servizi attualmente erogati ai cittadini da Società ed Enti partecipati dal Comune debbano garantire servizi migliori a prezzi contenuti e parlo dell’Apm, della Smea, del Cosmari. Basta relegare all’esterno le responsabilità della politica creando ogni volta Enti, Istituzioni e Società che costano ai cittadini, è ora che la politica si assuma finalmente, dopo anni, la propria responsabilità nei loro confronti. Chiudiamo gli Enti e le Società che non servono a niente ma sono solo fonte di spesa. E’ ora di mettere mano al piano regolatore per programmare una crescita armonica e condivisa per la Città. Chiediamo di bloccare la cementificazione di Macerata senza che si sia raggiunto un regolare mercato immobiliare che permetta di calmierare i prezzi oggi artificiosamente sostenuto, con il meccanismo di sbloccare di tanto in tanto le lottizzazioni per tenere sostenuto il prezzo, il Comune in tal senso ha la possibilità di assumere una parte attiva. Basta assegnare gli alloggi pubblici solo sul reddito, o garantire sullo stesso criterio l’accesso agli asili nido e ai sevizi sociali, perché con questo criterio si avvantaggiano solo gli extracomunitari. Non è un discorso razzista, ma di giustizia sociale, vogliamo che gli alloggi , l’accesso agli asili nido e ai servizi sociali siano prioritariamente assegnati ai Cittadini italiani. Ho visto famiglie italiane escluse dalle graduatorie sorpassate da extracomunitari con molti figli e con un reddito che se un cittadino italiano l’avesse dichiarato, il giorno dopo avrebbe visto la Guardia di Finanza fargli visita”.
Scrive Gianfranco Cerasi: “La prossima amministrazione (qualunque sarà il colore politico) dovrà fare i conti con un “economia di guerra”. Questo perché negli ultimi 7-8 anni (anno dopo anno) da parte del Governo vi è stata una precisa scelta di ridurre i finanziamenti alle amministrazioni e, ogni anno, far quadrare i conti è diventata un’impresa sempre più difficile. Questa non felicissima situazione patrimoniale sarà presumibilmente aggravata dalla crisi (tutt’ora in atto e che durerà almeno i prossimi 18-24 mesi, anche se il Governo –mentendo- dice che ne siamo fuori). Pertanto la prossima amministrazione sarà costretta a chiedere ai cittadini “lacrime, sudore e sangue. Ed è per questo che si discute di programmi, Sindaci, scelte politiche per rilanciare la città, giovani, parcheggi, costruzioni, ambientalismo, sicurezza, strade, anziani, associazionismo, ma tutti si guardano bene dal fare i conti della serva. Perché a livello teorico si possono programmare, prevedere, proporre tante cose eccezionali, sulla carta si può prevedere un ecocompatibile sviluppo urbano, si può cercare di migliorare le politiche sociali, si può rendere migliore lo scambio associazioni/amministrazione. A livello programmatico si può decidere di chiudere lo Sferisterio, di costruire nuove strade, di migliorare la mobilità urbana, possiamo immaginare una città ricca di avvenimenti culturali, iniziative artistiche, programmi educativi.  Ma tutto questo costa ed è difficile, se hai in cassa solo 60 lire, poter allegramente spenderne 150 o addirittura 200 lire, come se nulla fosse.Sarebbe più onesto dire ai cittadini che molto si potrà fare ma che altrettanto (per tutto questo fare) sarà necessaria una politica di rigore e di aumento delle tasse locali. Ma chi è quel matto che, prima delle elezioni, va a dire che i cittadini dovranno pagare di più per avere i servizi?”
Sette le necessità indicate da A. Prati:
– Una politica di maggior sostegno per le realtà associative (sportive, culturali, etc…) che sono/saranno la vera ricchezza di Macerata;  – Azioni volte a sostenere l’integrazione dei migranti che vivono/vivranno in città; – Porre un freno al concorso “costruisci anche tu un palazzo a Macerata”;  – Fare in modo che tutti i quartieri di Macerata abbiano la disponiblità di internet a banda larga (ADSL) e possibilmente gratis, l’idea del wi fi in città “a gratis” proposta dai Verdi mi sembra ottima; – Una gestione ecosostenibile del territorio comunale, a partire dalla gestione dei rifiuti che va ripensata fino alla mobilità;  – Contrasto ad alcune politiche nazionali assurde (come la privatizzazione della gestione dell’acqua); – Dare una “botta di vita” ai maceratesi ricordandogli che città della Pace non deve trasformarsi in città della pace… eterna.

Roberto Cherubini ha elencato le proposte del programma della lista Maceratiamo: “niente di trascendentale, tutte esperienze già fatte in altre città più “sistenibili della nostra”.
Peppe Dantini ha aggiunto: “La scommessa sulla risoluzione delle problematiche della città (per usare le parole di Iommi), noi di MaceraTiAmo l’abbiamo basata su due pilastri: andare a vedere le soluzioni più innovative già applicate in altri comuni, e discutere delle varie ipotesi con i cittadini. La partecipazione è l’elemento che può, da un lato far saltare le clientele a cui la politica dei partiti ci ha abituato, dall’altro avvicinare i cittadini alla politica”.
Fabio Marcelli nel suo lungo intervento dice anche: “Siamo restati fermi per 40 anni e ora è impossibile cambiare, c’è troppo lavoro da fare e non ci sono fondi. Decidiamo cosa fare tutti insieme  e attuiamolo senza scopo di lucro tutti insieme come una grande famiglia. Ma prima di tutto dobbiamo aprire le nostre menti altrimenti non riusciremo mai a costruire niente di buono”.
Per Ivano Tacconi, capogruppo dell’Udc in Consiglio comunale “Serve una Giunta forte e decisa sulla scia del Governo Merkel, dobbiamo mettere da parte tutto questo rancore politico, Come dice il Prof. Munafò la politica bisogna farla più a Roma, Ancona, Provincia, reperendo fondi per realizzare e terminare le opere in corso nella nostra città. Rendiamola un vero capoluogo di provincia cambiando atmosfera politica lavorando per una legislatura insieme con il rispetto delle regole. Come gruppo Udc siamo pronti a proseguire il nostro lavoro che in tante decisioni comunali importanti ci ha visto insieme a tutte le forze politiche e civiche presenti in consiglio. Cultura, Sport, Occupazione giovanile, Viabilità migliore per la qualità della vita nei quartieri, Sanità (già in via di nuovi traguardi specialistici e logistici) possiamo realizzarlo solo con una nuova politica di emergenza e soprattutto di tregua. Lavorare, Lavorare, Lavorare”.
Interviene anche Jenniffer Ruffilli: “Da non maceratese credo che  a Macerata serva poco:
1. valorizzare la “propria grande cultura”: continuare sulla strada che ha portato Musicultura a Macerata, valorizzando tutte le forme artistiche e culturali legate al territorio (dai futuristi maceratesi – dimenticati in maniera ignobile da Comune e Provincia – alle case editrici locali; dalla musica, allo Sfersiterio, dall’Università alla poesia, a dante Ferretti; e allo sport.
2. interrompere i finanziamenti a quelle manifestazioni che “riempiono la pancia” (penso alle feste di quartiere e alle sagre, sempre presenti sul vostro territorio);
3. rivitalizzare il centro storico;
4. come in molti altri comuni, bisognerebbe favorire la creazione di un registro comunale per le unioni civili;
5. come in molti altri comuni, bisognerebbe ribadire che l’acqua è un bene non privatizzabile;
6. investimenti in infrastrutture sporticve che – mi dicono – scarseggiano
7. un coordinamento permanente tra Comune, Università e istituti di ricerca (magari anche un assessore all’università, che mi sembra mancare).
Questo, invece, l’intervento di Gian Mario Maulo, ex sindaco e ora presidente del Consiglio comunale: ” Credo che al di là delle singole proposte siano necessarie due scelte per la città: 1) uscire dall’isolamento completando la rete delle strade già avviata, col minimo impatto ambientale, e la rete dei parcheggi con l’area a raso sotto Fontemaggiore e la revisione del sistema di sosta che privilegi la sosta ad orario su strisce bianche (realmente controllata) e disposta su tutte le strade, riducendo quella a pagamento al necessario per garantire accessi rapidi e finanziare con il ricavato il sistema dei controlli delle strisce bianche a disco orario (così il sistema della sosta diventa un servizio e non un affare)
2) Ma quello che è più importante per la città è creare lavoro: a) nel settore della conoscenza e della formazione (con il suo indotto), realizzando uin’integrazione fra scuole, università, attività culturali , sistema museale, strutture formative della città e della provincia (fare sistema); b) nel settore produttivo: sviluppando al più presto l’area del P.i.p. di Valleverde  (con garanzia ambientale e qualità delle costruzioni) e realizzando un’area produttiva ad alto contenuto tecnologico nell’area strategica delle Casermette (alternativa allo sviluppo abitativo previsto dal Ministero); c) realizzando nel Centro Fiere il progetto di sviluppo (palazzetto polifunzionale, area espositiva, area dei prodotti del territorio, area ludica per il tempo libero). Sono due scelte stretegiche, di sviluppo, realistiche, possibili, di cui sono già state poste le premesse”.

Infine il commento di Lorenzo Molinari: “Trasferito da 6 anni a Roma e ivi residente, non potrò votare alle prossime elezioni comunali. Vorrei dare un suggerimento a tutti i candidati: chi diventerà sindaco provi a costruire un “sistema”. Faccia sistema con altre città della nostra provincia: a livello culturale (se Civitanova è importante per la danza e ha “scippato” a Macerata l’evento “Tuttiingioco”, non facciamone un dramma campanilistico ma si collabori con ciò che Macerata ha, ossia Macerataopera, Musicultura e il rinato Palazzo Bonaccorsi); a livello occupazionale (il Comune e la provincia come tramite tra l’Università e il mondo imprenditoriale del territorio maceratese per studiare la gravità crescente del problema occupazionale locale); a livello ambientale (la città come “capogruppo” dei maggiori centri della provincia per impostare un programma di tutela e salvaguardia ambientale, riprendendo per grandi linee quanto indicato da Roberto Cherubini nel suo intervento); a livello di mobilità e trasporti (spingere la provincia e Trenitalia a potenziare la Civitanova-Fabriano come sistema di metropolitana leggera). Credo che il nuovo sindaco non possa non operare in un ambito di sistema che faccia capo, per lo meno, al territorio provinciale. A tutti chiedo il superamento del bieco campanilismo provinciale. Questo è il vero dramma del nostro territorio. Superarlo significherebbe avere un territorio, e un capoluogo, di qualità”.

Nella foto di Guido Picchio: Macerata dall’alto.



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