“La Traviata” incanta l’Arena
con una straordinaria Mariella Devia
Sferisterio Opera Festival

di Maurizio Verdenelli
Alla terza “mano” il Sof pesca finalmente l’asso. Che sta tutto nelle eccezionali corde vocali di Mariella Devia nel ruolo di Violetta Valery e in un cast (a cominciare da Gabriele Viviani, Alfredo Germont) che supporta bene l’unica vera star di questa stagione lirica allo Sferisterio.
“La Traviata? Grandiosa!”. Parola di mons. Pio Pesaresi, vicario vescovile (mons. Claudio Giuliodori era stato invece alla ‘prima’ di Butterfly) presente in Arena, accompagnato dal prof. Paolo Matcovich. Un settore di entusiasti, quello in cui mi sono trovato, perché davanti a me (insieme con Stefano Giustozzi, già vice a Morrovalle, del sindaco Sara Giannini) c’è un notissimo volto televisivo: il giornalista sportivo Gigi Garanzini. Che divide la passione per il calcio e per l’indimenticabile Nereo Rocco –lunedì sera ai Giardini della Biblioteca Filelfica di Tolentino, presenta il libro che ha dedicato al “paron”_ con quella per la lirica. Per l’intera durata, Garanzini ha accompagnato con le mani quasi fosse un direttore d’orchestra “La Traviata” esplodendo in un tifo…da stadio per la Devia che a Macerata era accompagnata da parenti giunti da Imperia insieme con amici romani. “Lo Sferisterio è assolutamente sorprendente, non pensavo potesse esistere un’Arena così. Per me è la prima volta, ma non sarà assolutamente l’ultima. Giuro che diventerò un habitueè di Macerata e della Stagione lirica” dice Garanzini stregato dall’Arena e dalla notte magica marchigiana frequentata anche dal presidente della Provincia, Franco Capponi, accompagnato dalla moglie Paola, dalla consigliere Isabella Parrucci con al seguito il fidanzato Luca Pioli.

Ad un tiro …di fionda il presidente vicario, Antonio Pettinari. Entrambi, treiesi, non hanno voluto mancare a quest’altro grande appuntamento maceratese, nonostante la concomitante inaugurazione della 31° Disfida del Bracciale, di cui Capponi è un presidente particolarmente legato.
Nel parterre de roi dell’Arena, frenetico come sempre anche il prof. Giulio Silenzi. Un po’ più decentrato l’assessore comunale alla Cultura, Massimiliano Bianchini che annuiva soddisfatto ai complimenti per il successo dell’opera e quindi al buon fine dell’investimento sopportato per avere Mariella Devia sul palcoscenico dello Sferisterio. Quello stesso che fu in altri anni palestra di trionfi per i Grandi della Lirica e della Danza.
Soddisfazione anche nel palco d’onore dove hanno trovato posto il sindaco di Macerata, Giorgio Meschini e l’on. Mario Cavallaro, segretario provinciale del Pd.
Tra i commenti conclusivi, la generale convinzione che forse il successo artistico conseguito da “La Traviata” avrebbe più compiutamente rappresentare il Sof nella serata inaugurale dell’Arena. Tant’è. Bravi, dunque tutti, con menzione pure di merito (oltre ai citati) per Alejandro Roy (papà Germont), per il giovane direttore Michele Mariotti e per il regista Massimo Gasparon che, sulle orme del “maestro”, ha utilizzato il bianco “pizziano” per la struttura mobile che via via è stata lì a significare l’interno delle grandi sale da the parigine e il frontale della villa di campagna dei Germont. Un omaggio doveroso ed apprezzato, Gasparon l’ha voluto proporre al ricordo del grande Joseph Svoboda e a quell’invenzione miracolista che fu agli inizi degli anni 90, lo “specchio” di “Traviata”: un artificio che rimarrà per sempre consegnato alla storia di Macerata e della Stagione lirica, insieme alla scenografia cinematografica di Ken Russell (per “Boheme” nell’84). Ci ha piaciuto in modo particolare la scena finale: Violetta rivolgendosi nell’ultimo anelito di vitad al grande specchio verticale a capo del letto di morte, riversa ingigantita la propria immagine all’intera platea in delirio dell’Arena. Un finale degno, nel segno di Svoboda e nel sigillo della superba interpretazione della Devia. Ospite, poi, d’onore con Pieriluigi Pizzi alla cena di gala nei giardini dell’ex Distretto, organizzata pur nel clima di stretto austerity. Capponi, neo presidente, è stato al solito gettonatissimo. Poche battute con i giornalisti: “Dobbiamo registrare una carenza di circa 130-150mila euro sul fronte delle sponsorizzazioni, rispetto alle precedenti stagioni. Il quadro è cambiato e con questo bisogna fare i conti, anche se ritengo che il Sof abbia tutte le risorse per avere vita autonoma ed andare avanti senza tutors particolari”.
Il clima, per tutta la serata, è stato quello tipico delle piccole “guerre fredde” provinciali, con i due campi (Destra e Sinistra) perfettamente omogenei e senza “passaggi”. L’attenzione, passate le Provinciali, è ora puntata a Macerata sulle grandi operazioni primaverili quando saranno di scena elezioni regionali e comunali.
Dalla parte della Destra, sabato sera, erano stati preparati i tavoli riservati agli sponsors: sarà stato per questo che Maurizio Mosca (ad esempio) vi ha preso tranquillamente posto?
Foto di Alfredo Tabocchini.