La politica è la grande protagonista
del terzo weekend di Tuttoingioco
La Biennale

Dopo arte e musica, con il tutto esaurito in tutte le postazioni della Biennale, sarà la politica il filo conduttore del prossimo weekend di Tuttoingioco.
Da venerdì 24 luglio toccherà dunque al gioco della politica, in un week end realizzato con la preziosa collaborazione del Centro di Documentazione dei Partiti Politici nelle Marche in Età Contemporanea.
Gli appuntamenti clou della tre giorni saranno coordinati dall’editorialista de “Il Foglio” Marina Valensise, dal docente di Storia presso l’Università di Macerata Angelo Ventrone e dal giornalista Luca Falcetta. Protagonisti nella prima serata
(venerdì) sono i due columnist de “il Giornale” e di “Libero”, rispettivamente Luca Telese e Marcello Veneziani, entrambi in libreria con due recenti saggi sulla politica italiana, “Qualcuno era comunista”, di Telese (Ed. Sperling & Kupfer), e “Rovesciare il ’68, pensieri contromano su quarant’anni di conformismo di massa”, prima di “Sud, un viaggio civile e sentimentale” di Veneziani (Ed. Mondadori).

Sabato 25 luglio invece sarà l’editorialista della Stampa, nonché autore televisivo Bruno Gambarotta ad aprire la serata alle 21.30 sotto il fuoco di fila delle domande del duo Ventrone-Valensise, in “Polli per sempre”, un’intervista che si trasformerà sicuramente in uno show tra il serio e il faceto, considerando l’ironia british del personaggio e il tono della sua
ultima fatica letteraria, l’apologia intitolata appunto “Polli per sempre” (Ed. Garzanti).
A proposito di ironia british, l’ultima serata del week end di Tuttoingioco dedicato alla politica vede come protagonista un vero intenditore, visti i suoi trascorsi presso il regno di sua Maestà la regina Elisabetta. Domenica infatti Antonio Caprarica, attuale direttore dei Giornali Radio della Rai e – nella memoria di molti – elegantissimo inviato dalle cravatte sgargianti ritratto con
il Big Ben sullo sfondo sarà protagonista dello show “Papaveri e papere”, intervista sulle più clamorose gaffe compiute dai potenti.
Ma oltre agli ospiti principali che animeranno lo spazio spettacoli del chiostro di Sant’Agostino, sono molti gli appuntamenti del corposo programma di questo weekend di Tuttoingioco dedicato alla politica. Venerdì 24 alle ore 19.00, nonostante l’assenza dell’On. Valentina Aprea per la conferenza sulla “Scuola di oggi e quella di ieri” è confermato l’incontro con il rettore dell’Università di Macerata alle ore 19.00. la presentazione sarà accompagnata dalla voce e dalla bravura di marco di Stefano che leggerà brani tratti dal libro “Cuore” di Edmondo de Amicis. Alle 21.00 sempre di venerdì inizieranno i lavori del Teatro della comunità, le cui prove registiche condotte da Marco di Stefano sono aperte al pubblico. Nella stessa serata sarà aumentata l’offerta musicale che da questo venerdì occuperà gli spazi della piazza e del cortile dell’ex liceo classico. Sabato, oltre all’intervista a Gambarotta, andrà in scena la seconda parte dello spettacolo ideato da Piero Cesanelli, art director di Musicultura Festival, “Protestar cantando, canzoni e canzonette”. Dopo il successo di pubblico di sabato scorso, in cui Cesanelli in un chiostro di Sant’Agostino stracolmo ha proposto la prima parte del suo show “Ricordar Cantando”, ora tocca alla seconda parte in cui propone un fedele ritratto musicale su “Il Sessantotto. Un
evento, tanti eventi, una generazione”, come recita il titolo del libro da cui è tratto, scritto da Vincenzo Vita e Carlo Latini (Ed. Franco Angeli). Il progetto musicale vede la partecipazione dei musicisti e dei vocalist de “La Compagnia” e la regia luci di Allì Caracciolo.

Una domenica molto ricca è quella che propone Tuttoingioco il 26 luglio, quando accanto all’intervista al direttore Caprarica, nello spazio spettacoli alle 22.30 andrà in scena , Giorgio Felicetti, fresco vincitore del premio “Franco Enriquez per il teatro civile 2009” proporrà il suo spettacolo “Scarpagnante”, tratto dal romanzo Saltatempo di Stefano Benni: un viaggio della memoria a cavallo degli anni ’60 e ’70.
Un week end molto intenso aspetta dunque gli ospiti e gli appassionati della Biennale realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, che ad ogni week end si arricchisce di nuovi spunti a colorare l’estate maceratese, riuscendo a coinvolgere nell’accogliente borgo antico di Civitanova Marche Alta sempre più visitatori.
Tra gli appuntamenti ormai classici di tutte le serate di Tuttoingioco molto apprezzato è il Caffè letterario sapientemente coordinato da Lucrezia Ercoli.
Nel clima rilassante e allo stesso tempo colto della mensa di Sant’Agostino, tra degustazioni di ottimo vino offerto dalle Cantine Fontezoppa, intermezzi musicali e letture, si susseguiranno ogni sera a partire dalle 23.30, la docente di Storia dell’Università di Macerata Paola Magnarelli con letture dal suo ultimo libro “Il ricordo del viaggio, un carteggio familiare di Luigi Albertini 1921-22” (venerdi); Massimo Gezzi con “L’attimo dopo” (sabato) e domenica “La Sbandata” di Annalisa Cegna (domenica).
Poi l’”insolito itinerario” di musica classica, proposto ogni sabato e domenica a partire dalle 22.00 presso la chiesa di Madonna Bella, e realizzato in collaborazione con il conservatorio musicale di Fermo e con l’associazione Ut-Re-Mi . In questo week end saranno prima Daniela Cammarano e Michele Torresetti a cimentarsi su Piazzolla, Mazas, Morricone e Rolla, seguiti la domenica dal duo Cammarano ma stavolta con Alessandro Deljavan ad esibirsi sui classici Debussy e Schumann.
E come ogni sabato e domenica, si attiveranno gli intrattenimenti. Dal Giardino della Scienza curato dal professor Bolondi dell’Università di Bologna, che raccoglie uomini di scienza e pubblico attorno ad una tema giocoso, al Laboratorio della Mente, realizzato da una collaborazione inedita tra l’Istituto Sant’Agostino e l’Università di Bologna, fino al Laboratorio
Creativo, ideato dalla Clementoni con i giochi di ieri e le novità di oggi in tema di svago creativo. Poi ancora Punto musica, il ritrovo amichevole e confidenziale nel giardino dell’ex liceo che propone musica jazz e musica anni trenta, e L’Angolo del Gusto, con i cocktail del Lido café.
Ma Tuttoingioco non è solo happening, interviste e conferenze. Tuttoingioco è anche le cinque mostre permanenti che si dispiegano nelle diverse location del borgo antico. Da Razza Umana/Italia, di Oliviero Toscani allestita presso la chiesa di San Francesco, a Novecento, con i suoi oltre sessanta capolavori assoluti nella chiesa di Sant’Agostino. Dai Piccoli teatri nella pinacoteca civica, con gli antichi burattini della collezione Zanella-Pasqualini, fino a Nemici per gioco?, presso la Galleria Centofiorini, con le immagini e i simboli della lotta politica in Italia, in un allestimento curato dal professor Angelo Ventrone del Centro di Documentazione dei Partiti Politici nelle Marche in Età Contemporanea. Infine, Tra i banchi di Scuola, curata dal professor Roberto Sani, illustra la vita della scuola elementare e popolare dell’Italia unita del primo Novecento, attraverso un’ampia offerta di arredi scolastici originali, materiali didattici e scientifici, giochi e giocattoli.
Nelle foto: Marcello Veneziani e Antonio Caprarica.
…….A proposito di ironia british, l’ultima serata del week end di Tuttoingioco dedicato alla politica vede come protagonista un vero intenditore, visti i suoi trascorsi presso il regno di sua Maestà la regina Elisabetta. Domenica infatti Antonio Caprarica, attuale direttore dei Giornali Radio della Rai e – nella memoria di molti – elegantissimo inviato dalle cravatte sgargianti ritratto con
il Big Ben sullo sfondo……
Ricordo che quando faceva l’inviato dall’Inghilterra spesso (probabilmente perchè vi era l’obbligo di mandare almeno 2/3 servizi la settimana) i suoi servizi erano assolutamente non-servizi (cioè costruiva un caso dove il caso era inesistente) oppure erano soltanto copiature di servizi giornalistici che la stampa inglese aveva già dato in precedenza.
Ricordo ancora quando, con allarme, un estate avvisò che nel Galles erano stati contagiati degli animali, per non so quale malattia (addiritturta disse con enfasi anceh gli animali di una proprietà del Principe Carlo!!!), ed informava con allarmismo che era quasi una epidemia…
Poi vai a leggere sui giornali inglesi e scopri che gli animali contagiati non erano più del 5% e che l’epidemia (e le misure sanitarie che il corrispondente vagheggiava) non esistevano…
Un’altra volta riportava una notizia che era già stata riportata dal Corriere della Sera il giorni prima del servizio televisivo… Notizia che era già apparsa 3 giorni prima sui giornali inglesi…
Quindi era una notizia “vecchia” di 4 giorni.
Tanto che telfonai alla RAI per chiedere se il corrispondente non sapesse l’inglese (e quindi era costretto ad attendere le notizie dai giornali italiani per poi fare il servizio) perchè contrabbandare una notizia vecchia, per fresca, mi sembrava veramente ridicolo.
Ma in generale, per chiunque conoscesse un minimo l’Inghilterra e le sue consuretudini, i servizi di Caprarica erano spesso inconsistenti: come sia arrivato ai piani alti della RAI resta un mistero, visto che come corrispondente inglese (a mio modestissimo avviso) non valeva una cicca e, spesso, dava l’impressione che, dell’Inghilterra, avesse soltanto compreso come abbinare le cravatte alle camicie.
bé, il commento di gianfranco mi offre l’occasione per una riflessione su tutto in gioco che esce dallo schema trionfalista che si sente in giro.
ci sono dei problemi, molti problemi, con questa manifestazione che, da una parte, si ammanta di eleemnti di alta cultura e, dalla’ltra, mortifica la cultura.
E’ evidente il pressappochismo di chi l’ha organizzata: non c’è un filo logico tra le sue varie parti e – questo dovrebbe fare indignare – la selezione delle opere di palazzo ricci, oltre che bruttina ed incompleta, è a pagamento (normalmente, invero sempre, l’ingresso a palazzo ricci è free). Per di più, mancano importanti opere legate al territorio di macerata (colpisce soprattutto l’assenza di tulli, monachesi e peschi, che hanno reso famosa macerata in italia e per molti aspetti nel mondo).
Più che cultura mi sembra cul…tura, nel senso che antonio caprarica così come altri illustri ospiti sono stati chiamati per far aumentare le presenze (“sbigliettare”) piuttosto che fare cultura. (L’essenza del provincialismo e della grettezza maceratese sta tutta in questo punto).
Infine, più che cultura mi sembra di poter parlare di parentele. Che Masino Ercoli organizzi anche le pause – bagno nella provincia di macerata è un dato di fatto (e la chiamano cultura). ma che sua figlia poco più che ventenne possa scrivere un saggio critico sul catalogo generale e TUTTE LE SERE introdurre gli ospiti dello spocchioso caffé letterario, l’apice di una manifestazione autocelebrativa che avrebbe dovuto chiamarsi “ercoli in gioco. con buona pace della cultura”