Munafò: “In vista delle elezioni
Comunali di Macerata è ora di parlare
e di confrontarsi sui programmi”

Placido Munafò del Comito Menghi scrive a proposito delle prossime elezioni amministrative al Comune di Macerata.
C’è un gran parlare sui nomi e ipotesi di candidati Sindaci, ma non c’è un ben che minima ipotesi di confronto tra le diverse formazioni politiche per parlare di proposte per la nostra Città. Tutti parlano di rilancio, ma nessuno dice come questo deve essere fatto. Alcune idee semplici: completare i piani di ricostruzione garantendo un collegamento tra Villa Potenza e Piediripa, solo così si può pensare di realizzare la cosiddetta “riqualificazione del Centro Fiere” di Villa Potenza; gli Enti controllati dal Comune (per intenderci SMEA, CEMACO, APM, ecc.) o garantiscono ai cittadini un migliore servizio a costi minori o vanno chiusi e i loro servizi affidati con gara di appalto a evidenza pubblica o gestiti direttamente dal Comune (solo nella ipotesi di un miglioramento del servizio a costi minori); rilanciare l’area dell’ex “casermette” per concretizzare un centro di attrazione per le attività produttive volto a rilanciare l’occupazione e il commercio in Città (area sostenuta dal potenziamento della viabilità come sopra detto); un migliore utilizzo tutto l’anno dello Sferisterio che molti giovani maceratesi nemmeno conoscono (fatto allarmante di cui nessuno parla), magari con una copertura mobile; pensare ad un piano regolatore per una crescita armonica ed equilibrata della Città; risolvere il problema CONSMARI che se continua a “infestare” di cattivi odori la frazione di Sforzacosta, dovrebbe vedere una presa di posizione decisa del Comune che potrebbe prevederne la fuoriuscita dal consorzio, oppure imporre lo spostamento delle lavorazioni “puzzolenti” in altra sede e pensare di chiudere la linea di incenerimento che ritengo una potenziale fonte di inquinamento.
Solo piccoli accenni di programmi, ma parlo di idee su cui confrontarsi e su queste siamo disposti a parlare con chiunque, anche se dispiace l’attuale atteggiamento del centro destro, più interessato a strumentalizzare elettoralmente alcuni problemi (vedi ad esempio la mozione sui Salesiani, quando il Sindaco ha dichiarato che il progetto sarà presentato prima dell’estate) che a parlare di programmi, un centro destra, che devo sottolineare in questi dieci anni di opposizione ha dormito.
Placido Munafò
Circa 20 anni fa (20 ANNI FA!!!), pressappoco in questo stesso periodo dell’anno, gli studenti universitari proposero la riconversione delle ex-casermette (già Scuola Avieri) di Via Roma in un Campus Universitario dove si avrebbero avuti tutti gli spazi necessari (oltre 4 ettari) per biblioteche, centro sportivo, alloggi per studenti (e docenti!!), cinema, laboratori, ecc. ecc.
In questo modo si avrebbe avuto in città 2 poli universitari: uno dentro le Mura e l’altro nell’immediata Periferia.
Questo avrebbe consentito (in un momento in cui l’Università di Macerata era ai suoi massimi storici come iscritti) di aumentare ulteriormente la popolazione universitaria con la conseguenza di avere più persone che avrebbero speso in città sia indirettamente (acquisto di derrate alimentari per le mense) che direttamente (bar, ristoranti, abbigliamento, mercerie, ecc.)
Ovviamente tale progetto (invece di essere realizzato in sede politico/economica) venne immediatamente cassato per 3 semplici motivi.
a) l’Università avrebbe acquistato tropo peso in città, con la conseguenza che i nostri mediocri amministratori avrebbero dovuto sviluppare la città per l’Università.
b) Secondo taluni sull’area delle casermette (e la zona intorno) già c’erano, da anni, (nascosti in qualche cassetto) progetti di speculazione edilizia e pertanto meglio per i nostri palazzinari costruire (per vendere a prezzi da capogiro dando una qualità abitativa mediocre) piuttosto che ristrutturare le casermette (e guadagnarci poco)
c) La classe baronale universitaria era fortemente contraria in quanto si sarebbero ricavati alloggi per i docenti.
Cosicché i docenti che non avrebbero avuto scuse per non fermarsi in città (con la conseguenza di dover rinunciare ad altri lautamente pagati incarichi universitari in altre città e dover rinunciare a lavorare privatamente) e non avrebbero pertanto avuto scuse per non lavorare.
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……………..Ora parlare delle casermette, come ulteriore polo commerciale, significa non aver ben compreso quanto ti accade intorno.