I cittadini maceratesi
parlano di Matteo Ricci

di Tommaso Venturini
Continua il nostro viaggio tra la gente per conoscere meglio la loro opinione sulle celebrazioni del prossimo anno sul quattrocentenario dalla morte di Padre Matteo Ricci.
Ribadendo che il sondaggio principale (“Padre Matteo Ricci è il personaggio più importante della storia della città?”) sta riscuotendo un notevole successo (al momento su un campione di 128 abitanti, 96 hanno risposto sì, 28 hanno optato per il no e solo in 4 non hanno espresso una preferenza), nel secondo giro di interviste abbiamo cercato di capire il reale coinvolgimento dei cittadini maceratesi sulle prossime celebrazioni.
Per Elisa, studentessa di 19 anni, “bisogna far rientrare il bel progetto su Padre Matteo Ricci all’interno di un intervento complessivo sulla cultura maceratese. Io sono nata e vivo da sempre a Macerata e sarebbe bello vedere un’unità intorno ad una figura importante che potrebbe costituire in futuro un notevole punto di riferimento per noi giovani: sono contenta di sapere che in molti si stanno attivando per far sì che le celebrazioni del 2010 riescano bene. Io ci credo”.
Anche Elisabetta, universitaria di 23 anni, esprime “apprezzamento verso l’Istituto Matteo Ricci, che da anni sta lavorando a questo progetto. Il prossimo anno la città di Macerata celebrerà una figura molto importante: sarebbe un vero peccato continuare a litigare intorno ad un evento comunque storico”.
Guarda più in là Franco, artigiano di 48 anni, che spiega come “noi maceratesi siamo molto bravi a rovinare tutte le cose belle, che possono garantire un vero salto di qualità per la città stessa. Sono anni che a livello culturale non proponiamo nulla, credo sia giunta l’ora di costruire attorno alla figura di Padre Matteo Ricci un progetto di ampio respiro che anche nei prossimi anni possa attrarre turisti”.
Anche Maddalena, insegnante di 52 anni, spiega come ci sia “la necessità di cambiare rotta per quanto riguarda la cultura locale. Da anni io con le mie colleghe cerchiamo di istaurare un rapporto con le istituzioni locali, con l’obiettivo di unire le realtà culturalmente più rilevanti del nostro territorio e metterle alla portata dei giovani studenti. Credo che già il prossimo anno si possa iniziare una collaborazione con le scuole medie-superiori di Recanati per unire la figura di Padre Matteo Ricci a quella di Leopardi”.
Di parere totalmente opposto Carlo, commerciante di 43 anni, che apprezza “il Comune di Macerata per il taglio di fondi effettuato qualche settimana fa. Credo che in un periodo di crisi bisogna prima guardare alle cose concrete, poi dare spazio ad altro. In questo caso poi si andrebbe a spendere dei soldi per una persona che è stata nella nostra città per pochi anni e che non possiamo considerare maceratese doc”.
Carlotta, commerciante di 38 anni, apprezza invece “l’operato dell’Istituto Matteo Ricci, che con caparbietà e dedizione sta portando avanti un progetto molto interessante. Devo ammettere che sino a poco tempo fa non conoscevo bene la figura ricciana: dal momento in cui ho cominciato ad entrare nel suo mondo ho capito la straordinarietà di quest’uomo. Da maceratese sono orgogliosa di partecipare il prossimo anno alle celebrazioni per i 400 anni dalla sua morte”.
Infine Mauro, commerciante di 45 anni, si è detto “sorpreso in positivo su quello che le varie istituzioni stanno facendo per ricordare Padre Matteo Ricci. Dare la possibilità a tutti di conoscere la vita e le opere di un personaggio di questo spessore è qualcosa di molto importante. In assoluto credo che la mostra permanente oltre ad attrarre un buon numero di turisti, servirà a noi maceratesi per approfondire la conoscenza su Padre Matteo Ricci. Mi auguro con tutto il cuore che le celebrazioni del prossimo anno portino molta gente a Macerata: ne abbiamo bisogno, visto che per anni siamo arrivati troppo spesso secondi in questi ambiti, anche al cospetto di piccole realtà provinciali”.