Giovane trovato morto in casa,
arrestata una donna nigeriana
con l’accusa di aver fornito la droga
Di seguito il comunicato della Questura di Macerata sulla sviluppo delle indagini per la scomparsa del 27enne Nicola Bommarito, il giovane trovato morto nella casa di via Cioci. Una vicenda drammatica che ha commosso la città di Macerata.
“Nel pomeriggio di ieri – si legge nella nota della Questura – , a conclusione di serratissime indagini avviate da questa squadra mobile a seguito del decesso di Bommarito Nicola, avvenuto in data 22 giugno, verosimilmente, a causa di una overdose da sostanze stupefacenti, gli investigatori riuscivano a ricostruire in nemmeno 48 ore dal fatto le ultime ore di vita del giovane maceratese e quindi ad individuare ed arrestare l’autrice della cessione della dose poi rivelatasi letale per il giovane. Fondamentale per il buon esito dell’attività sono state le numerose verbalizzazioni redatte negli uffici della squadra mobile dagli investigatori che, senza sosta alcuna, sin dalla scoperta del corpo del ragazzo, hanno identificato decine di giovani in grado di riferire circostanze utili alle investigazioni; molti di questi peraltro orbitanti nel mondo della droga. Proprio la raccolta e la successiva analisi di tutte le informazioni avute dalle verbalizzazioni ha consentito all’esito di individuare in una giovane cittadina nigeriana, da tempo residente in questo capoluogo e nella sua coinquilina,anch’essa nigeriana e clandestina, le responsabilità della cessione della dose poi rivelatasi letale. Individuati i possibili responsabili, gli investigatori hanno quindi approntato, nella serata di ieri, una serie di servizi mirati alla localizzazione dell’esatta ubicazione delle donne al fine di poter poi irrompere nella loro abitazione per la cattura delle stesse e la ricerca di sostanza stupefacente. Così, nel pomeriggio di ieri, dopo ore di appostamenti e pedinamenti gli agenti della mobile riuscivano a localizzare la base operativa individuandola in un appartamento sito in un signorile condominio nei pressi del Convitto Nazionale. Avuta la certezza della presenza delle due all’interno dell’immobile, immediatamente si decideva di irrompere all’interno e perquisire l’abitazione. All’esito, l’attività di ricerca confortava in pieno tutte le ipotesi investigative già formulate da questo ufficio alla locale Procura della Repubblica in merito alla responsabilità delle donne. Le operazioni di perquisizioni infatti permettevano il rinvenimento e sequestro di circa 15 grammi di sostanza stupefacente purissima tra cocaina ed eroina, già suddivisa in dosi e quindi pronta ad essere immessa sul mercato, nonché tutto l’occorrente per il taglio e confezionamento della stessa e oltre 3000 euro in contanti.