Il calcio marchigiano
sempre più in difficoltà

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di Alessandro Porro

Sono sempre stato un ottimista, più che verso il futuro, sugli eventi che mi circondano e quello che di positivo possono dare.

Se dovessi però interpretare le varie classifiche di fine campionato per le squadre di calcio delle nostre zone, partendo dalle professionistiche, scivolando veloce e vorace in cerca di soddisfazioni verso quelle dilettantistiche, mi verrebbe da pensare che questa volta la sfida potrebbe essere improba.

La serie A è “non pervenuta”, mancando presenza regionale da alcuni anni, quindi le prime otto pagine dei quotidiani sportivi le saltiamo a piè pari fino ad atterrare pesanti nella serie B.

Pesanti perché a guardar tabelle arriviamo fino alle sabbie mobili del fondo classifica dove l’Ascoli (penalizzazione inclusa) ha la testa appena fuori e respira ancora, mentre l’Ancona annaspa disperatamente cercando di aggrapparsi a qualcosa per tirarsi fuori. Ma io sono di Macerata, non ho di che preoccuparmi.

Scendo di una categoria e trovo la Sambenedettese, nella stessa conclamata e triste posizione delle nobili cugine, anche qui quindi mi appello allo sforzo mentale fatto poco sopra e passo oltre.

Sono sereno allora, e la Sangiustese mi conforta con la sua posizione in graduatoria alla prima esperienza nel calcio professionistico; meno con la situazione finanziaria sempre incerta legata a doppio filo con un futuro tutto da decidere.

Prima che sfumi questa pagina di sottile piacere passo ai dilettanti in cerca di emozioni forti.

Le suggestioni ci sono, il batticuore sale, ma le tinte non sono quelle che volevo.

Il Fano ha visto sfumare il campionato all’ultimo minuto o qualche secondo oltre, a favore degli abruzzesi di Vasto involontariamente favoriti dall’aiuto beffardo nonché autolesionista del Tolentino, che a guardar bene è in buona compagnia su un fondo classifica di profumo marchigiano.

Nelle ultime sei posizioni, che interessano la retrocessione, leggo cinque squadre marchigiane, con Maceratese e Grottammare già condannate alla discesa in Eccellenza, mentre le altre, Elpidiense Cascinare, Tolentino e Montecchio lotteranno in sfide fratricida con il solo Luco Canistro a fare da intruso. Tutte appese ad un filo sottile che ho timore nel muovere la pagina per paura si spezzi lasciandole cadere nella categoria inferiore per colpa mia.

Mal comune mezzo gaudio, e poi c’è il Centobuchi che è appena sopra le pericolanti e salvo, rimango positivo.

La fame di soddisfazioni e successi però non trova realizzazione, rimane latente, ma comincia a pretendere attenzione.

Ecco che in soccorso compare la Civitanovese, baluardo e alfiere alla conquista di Romagna e Sardegna, generosa e testarda nei play-off verso il CND al termine di un campionato di Eccellenza tenacemente combattuto.

Cascinare e Citanò sono rimaste il metro della forbice che taglierà il nuovo campionato di interregionale, quello regionale d’Eccellenza e di Promozione, lasciando con la loro missione ancora spazio ai sogni di tanti avversari storici.

Tutti sotto col naso in su, una provincia a guardare, parteggiare e sperare in una scaletta di ripescaggi e movimenti chiara a chi vive solo di calcio ma…

Se tra i “pistacoppi” c’è chi tifa “pesciarolo” non tutti i mali vengono per nuocere, attendo così con fiducia grandi risultati per scoprire se poi ci sarà un unico grande abbraccio.

Ottimista sempre, anche questa volta ce l’ho fatta.



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