Storie sotto l’albero di Natale:
Dante Ferretti scopre Evangelista

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Ho una gran voglia (a differenza di Ungaretti ma guarda tu chi scomodo!) di tuffarmi nel gomitolo di strade del centro di Macerata per vedere che effetto che fa a Natale. E, come tanto tempo addietro, ho gran voglia di scrivere una letterina a Gesù Bambino. Una letterina è ovvio, di “Cattivi pensieri”.

IL RITORNO DI DANTE. Il figlio più illustre di Macerata nel mondo cui Macerata ha rimesso i peccati passati (di assessore comunale) assicurandosi che prima avesse vinto due Oscar, è in città per Natale. Ferretti è ospite dei nipoti Renata e Federico Lelli. Sabato facendo capolino nella corniceria di famiglia in Piaggia della Torre, è stato attratto dalla dirimpettaia mostra d’illustrazione agli Antichi Forni. In esposizione i lavori di Mauro Evangelista Premio Andersen per l’illustrazione e Premio Luzzatti”. Insomma tutti i requisiti per essere fino a ieri anch’egli un illustre sconosciuto per Macerata come lo è stato Dante, prima d’essere incoronato da Hollywood. Tanto ignoto il bravissimo Mauro che non lo conosceva neppure Dante: tra “non profeti in patria” mal comune, mezzo gaudio. Tuttavia a Ferretti è bastata un’occhiata per capire quale talento avesse di fronte (al Resto del Carlino ancora di meno visto che Evangelista è nella poule del “Maceratese dell’anno”). Una folgorazione per il due volte Premio Oscar che già al terzo disegno – una città blu notte con la luna alta in cielo – ha compreso di trovarsi di fronte ad un alter ego. E giù un …sonoro sorriso di compiacimento. Eleonora Sarti curatrice della mostra e presidente dell’Associazione “La fabbrica delle favole” ha avuto un sobbalzo: “Scusi, perché?”. “Ma perché per un film sulle origini del cinema, sto ora disegnando il viaggio fantastico sulla Luna di uno dei pionieri della ‘lampada magica’: questo disegno è meravigliosamente in tema”. Ferretti ha continuato la visita della mostra e a conclusione assente l’interessato, ha detto: “Accidenti, non lo conoscevo questo Evangelista: è eccezionale!”. Ha voluto per sé il catalogo promettendo che sarebbe tornato. In mostra poco dopo si è affacciato trafelato Federico Lelli, al quale il celebre zio aveva tirato la giacchetta: “Ma come?! hai davanti a te una tale mostra e non te n’eri accorto tu che vivi nel mercato dell’arte?!”. Il buon Federico si è scusato col dire che lui, fino a ieri, gli artisti locali “non li trattava”.

Vuoi vedere che il “Mauro scoperto” da Dante si ritroverà a disegnare per Martin Scorsese e per Hollywood? Peraltro Ferretti è notoriamente un talent scout: fu proprio lui ad indicare a Federico Fellini il suo ex compagno di Accademia Valeriano Trubbiani che s’illustrò nella collaborazione con il grande regista nel film “E la nave va”.

BABBO NATALE NON VA DAI POMPIERI. Mentre Ferretti “scopriva” agli Antichi Forni Mauro Evangelista, al piano di sopra in Piazza della Libertà Babbo Natale arrivava con i mezzi dei Vigili del Fuoco al centro dell’iniziativa promozionale dell’Avis. Non c’è stato altro mezzo …per contattare Babbo Natale perché lui dai pompieri non va… Mangio con loro alla mensa di una caserma marchigiana e l’aria è di sconforto, nonostante il Natale. E’ recentissima l’intenzione di andarsene annunciata dal Capo della protezione Civile, Guido Bertolaso -ma, tranquilli, forse ritornerà come candidato anti- Spacca alla Regione visto che ha moglie da queste parti: a S.Vittoria in Matenano. Il rancio è buono seppure non abbondante. C’è da capire: 6,62 euro a testa per fare pranzo e cena. Non è molto. Invece i debiti sono tantissimi: circa 100 milioni di euro per i VF in Italia. Affitti di sede, luce ed acqua, la manutenzione dei mezzi, carburanti etc. etc. Ed ora questa tegola: Bertolaso si dimette il 5 gennaio per protestare contro il taglio dei fondi della Protezione Civile. Eppure mai come in questi anni abbiamo constatato un affollamento nel campo del soccorso pubblico che hanno determinato anche il fenomeno di enti doppioni. Tanto che il sindacato autonomo, il Conapo, parla di una marea di finti soccorritori. La situazione dei Vigili del Fuoco italiani, Corpo nato nel 1941, è così critica che rischia per debiti di non celebrare il centenario! “Siamo pochi ed insufficienti” dicono. La sofferenza di questi miei amici pompieri sotto l’albero di Natale, non più rigoglioso della solidarietà civica, è palpabile. Ma la professionalità, il fatidico attaccamento al dovere non ne sono intaccati: suona l’allarme! E’ il momento di partire anche se ci sente un pò abbandonati da quello Stato che richiede la quotidiana fetta di eroismo quotidiano. E via, nella notte scura.

IL CAFFè NEGATO. Se ne vanno i pompieri da piazza della Libertà dopo l’ennesima acrobazia, stavolta per rendere omaggio all’icona della Civitas Mariae. Sabato 20: niente movida ma negozi aperti fino alle 24. Molto si è fatto per il Natale del commercio in Centro, alle Scalette e ai Cancelli: anche una bella pubblicazione con testi pure dell’amico Mauro Perugini. Tanto glamour e tanta accoglienza nel nome del patrono ospitaliere. Probabilmente non ancora perfettamente al corrente della tradizione, si sarebbe dimostrata qualche giorno fa l’addetta di un bar di una piazza del centro nei riguardi di un noto professionista di Caldarola, il geometra Vincenzo Ricca. Invalido, Ricca si era sentito improvvisamente male: violenti dolori allo stomaco da dare il capogiro. Trovando la forza appena per entrare nel primo bar aveva chiesto l’accesso al bagno. “Ecco la chiave”. Entrato, poco dopo il professionista ha sentito bussare alla porta ed invitato bruscamente ad uscire per inquinamento dell’ambiente: la classica, umanissima “puzza”. Umiliato ma ancora sofferente, il geometra caldarolese ha chiesto un caffè per riprendersi. Macchè!. Al “puzzone” niente tazzina! “A lei proprio no!”. Ricca è filato dai carabinieri. Grande solidarietà, un consiglio a trovarsi un avvocato ed anche un chiarimento: così come l’ingresso al bar è libero, altrettanto lo deve essere l’accesso alla toilette che non deve essere regolato neppure dalla concessione della chiave. “Farò querela, non ho dormito per l’umiliazione cui sono stato sottoposto in quel bar” promette Ricca.

PENSIERINO FINALE. Considerato che a Babbo Natale non credono neppure più i bimbi appena svezzati, al prossimo Natale vestiamo i volenterosi da San Giuliano l’Ospitaliere …per portare tanto carbone a chi non lo è.

Maurizio Verdenelli


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