Presepi in vetrina
nei piccoli centri

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Puntuali come in ogni dicembre compaiono presepi nelle case, nelle chiese  e mostre in varie località in attesa delle rappresentazioni viventi svolte in genere a Gennaio. Paesini del nostro entroterra, piccoli gioielli  medioevali pieni di vita durante l’estate , sfruttano questa  quasi millenaria tradizione per rompere la grigia monotonia invernale, mettendo a disposizione di presepisti i loro ambienti particolarmente suggestivi.  Facilmente visitabili entrambi in un solo pomeriggio, Ripe S.Ginesio e S.Angelo in Pontano espongono un centinaio circa di presepi di varia provenienza e costruiti con i più svariati materiali.
Cominciamo col visitare Ripe S. Ginesio  che, grazie ad un percorso organizzato a senso unico nel centro storico, ci presenta una cinquantina di opere provenienti da diverse località. Colpisce subito l’attenzione il presepio realizzato dalla Scuola Primaria del paese, in cui i personaggi sono graziosamente costruiti con sassi levigati  di mare, incollati e pitturati: non risalta solo l’originalità dell’opera, ma anche qualcosa di poetico. Ammiriamo poi presepi in stili diversi, provenienti dalla Sicilia, Germania, Spagna.  Notiamo come le rappresentazioni della Natività in stile palestinese siano le più corrette scenograficamente, sia per i personaggi che l’ambiente naturale. Molto spesso nei presepi tradizionali troviamo curiosi e ingenui anacronismi, come l’accostamento di scene di vita rurale tipica delle nostre zone con cammelli e beduini, ma non vogliamo pensare che  sia il risultato di superficialità costruttiva. Sforziamoci di cogliere quella che può essere la motivazione, forse inconscia,  di questi accostamenti: il messaggio che trasmette la Natività è di amore e di pace che non ha confini nello spazio e nel tempo. Non meravigliamoci quindi se un giorno qualcuno metterà,  insieme ad antichi soldati romani, astronauti e navicelle spaziali (mentre i trenini  qualcuno li ha già messi  , come in alcuni presepi di S.Angelo!).   Del resto, anche il presepio etnico dello Zanzibar, che spicca sicuramente tra tutti gli altri con indigeni neri e vari “tucul”,  non rientrando  negli usuali schemi, testimonia l’universalità del messaggio.
Lungo il percorso  nel centro storico di Ripe possiamo ammirare ancora  scenografie interessanti, soprattutto per il materiale usato: terracotta, sughero, cartapesta, e una imponente  Natività in ferro saldato.
A S.Angelo in Pontano, nei sotterranei del Palazzo Comunale, troviamo nuove scenografie e nuovi materiali: carta velina colorata, latta, impasto di farina , sale e acqua (pasta salata), legno intagliato, radici contorte e pezzi di tronchi. Luci  sapientemente disposte  nelle scenografie (presenti anche  in alcune opere di Ripe S. Ginesio) creano suggestive atmosfere notturne e ci immergono nella tipica aria natalizia. Anche qui le opere dei bambini non mancano, anzi sono numerose e spiccano per originalità, come il Presepio Bianco della Scuola Primaria Strada, in cui l’unico colore diverso dal bianco è l’azzurro  del cielo. Il luminoso candore che il presepio emana non è dovuto solo all’abbondante cotone che simula la neve e ai personaggi inamidati: è tangibile la pulizia e la purezza d’animo dei piccoli costruttori.
Buona parte della mostra di questo paese comprende opere di Gabriele Francalancia, noto e instancabile presepista maceratese che spicca per la sua originalità. Ogni oggetto comune sembra ispiragli un presepio: una damigiana, una radice contorta, una scatola di fili per cucire, cesto della biancheria, addirittura uno slittino. Peculiare  caratteristica  di questo abile costruttore è il non uso di vernici: sfruttando le varie sfumature di legni diversi  appropriatamente intagliati crea un universo di colori mai troppo intensi che si armonizzano perfettamente tra loro, proprio come in un paesaggio invernale.
Dispiace il fatto che la Società dei Presepi di S.Angelo  si sia sciolta  qualche anno fa, avendo  come conseguenza una forte riduzione della  mostra; tuttavia la tradizione è rimasta e non ci resta che sperare  nel  prossimo futuro  in  un…ritorno al passato.
Dopo aver osservato tante opere diverse,  ma tutte fatte con la buona intenzione di trasmettere un messaggio,  viene spontaneo fare considerazioni  e confronti, ma ci  asteniamo  da ogni classificazione, sia perché la bellezza è soggettiva, sia perché il messaggio che le ispira è già bello di per sé.  Se per alcuni la Natività è un mito e per altri una realtà storica  poco importa:  la speranza di amore e di pace che essa trasmette è comunque un bel valore riconosciuto da tutti.
Tuttavia una segnalazione è quasi obbligatoria: il Presepio Bianco delle Scuola Primaria Strada di S. Angelo in Pontano si fa ammirare non solo per il “luminoso candore” che emana, ma anche per una frase che riporta, desiderio dei giovani costruttori (ma potrebbe essere anche  una invocazione disperata, dati i tempi attuali):  …nella speranza di un mondo pulito dove accogliere ogni bambino!

Luciano Burzacca


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