
Questa mattina la conferenza stampa di presentazione del pellegrinaggio Macerata Loreto a piedi. Da sinistra il presidente Calzolaio, il vescovo Vecerrica, il portavoce Cammoranesi, il vescovo Marconi, il sindaco Carancini e l’ingegner Orselli

Monsignor Vecerrica emozionato per il messaggio di papa Francesco
di Maurizio Verdenelli
“Io cammino con voi”. Parola di Francesco. ‘Parola chiave’ al centro di un messaggio che il papa ha registrato ieri per gli oltre novantamila pellegrini da Macerata a Loreto, sabato sera. Una registrazione perché lui, in realtà, ‘volerà sopra di loro’ nell’aereo diretto a Sarajevo mentre all’Helvia Recina alle 20.30, dirà messa il cardinale australiano George Pell. “Stavolta non me l’aspettavo, dopo la telefonata in diretta per due anni consecutivi. Stavolta proprio non ce la faccio, mi sono detto ed invece ecco questo messaggio meraviglioso che ho avuto l’onore di ascoltare in anticipo” ha detto questa mattina, nell’aula consiliare del Comune, in conferenza stampa monsignor Giancarlo Vecerrica, reduce da preghiere notturne insieme con gli operai della Whirlpool e dall’incontro con il papa, insieme con il vescovo Marconi (leggi l’articolo).
Si tratta infatti di una ‘congiuntura’ difficile da superare, la contemporaneità tra il pellegrinaggio e la partenza del pontefice per Sarajevo. Invece l’impasse, che gravava sul grande evento di Comunione e Liberazione, si è risolta “grazie ad un papa che ancor più di Wojtyla, il quale mi apostrofava affettuosamente ‘il pellegrino’, e pure di Ratzinger sta mostrando un’enorme vicinanza: tanto che il tema di quest’anno ‘accarezzati dalla misericordia’ è tratto da un suo saluto il 7 marzo in occasione del decennale della morte di don Giussani” ha rivelato il vescovo tolentinate di Fabriano-Matelica. Che ha rivelato come stesse per riuscire in un’altra grande impresa, dopo quella di Giovanni Paolo II al pellegrinaggio nel 93: “Avevo contattato Madre Teresa di Calcutta, al telefono. Si trovava in India, Lei parlava Inglese, io avevo l’aiuto un po’ incerto di un interprete: così l’invitai. Per lunghi momenti sembrò possibile che venisse, poi il sogno svanì: avvenne qualche anno prima che la beata morisse”.

L’intervento di Romano Carancini
La seconda ‘congiuntura’, gravata fin quasi sulla vigilia, si è chiamata a lungo ‘Finalissima di Champions’. Stavolta il 37. Pellegrinaggio ha vinto in anticipo su Juventus e Barcellona: 90.000 a 0! “Probabilmente saremo alla fine ancora di più” ha annunciato il portavoce Carlo Cammoranesi “Il numero dei pullman, 220 (uno anche da Lugano) è già superiore di 60 rispetto allo scorso anno che fece segnare, stando ai mass media, il record di pellegrini: centomila”. L’apparato organizzativo è in proposito imponente. Tremila volontari, dei quali 300 in segreteria ed 800 al servizio accoglienza con giovani provenienti da Marche, Abruzzo, Emilia-Romagna e Lombardia. Cinquecento i volontari tra personale medico (50) e paramedici. Per chi non riuscirà a portare a termine il percorso, o se solo vorrà riposare, ci sono 30 pulmini del servizio di accoglienza mobile messi a disposizione di volontari privati con l’aggiunta di 11 pullman di linea. Da Pesaro 180 gli addetti al servizio di ristoro-colazione, la mattina prima di raggiungere Loreto. Prepareranno 4.000 litri di the, 3.000 tazzine di caffè, 36.000 merendine, 8 quintali di dolci fatti a mano, 15.000 le bottigliette d’acqua minerale. Un vero esercito alla cui logistica c’è l’esperienza “da 37 anni” (ha puntualizzato) dell’ing. Massimo Orselli.
“Sarà un’edizione che avrà due grandi e significativi ospiti, nella direzione che il papa ci ha indicato: la carezza di cui abbiamo tutti bisogno. Con padre Douglas Bazi, parroco ‘eroe’ di Erbil (Iraq), ci sarà il professor Wael Farouk, docente egiziano di lingue arabe nelle università del Cairo, americane ed italiane, presenteremo due testimonianze significative. Due mondi, quello cristiano, che sta subendo terribili persecuzioni e quello musulmano. Due grandi religioni che chiedono dialogo e condivisione” ha annunciato il presidente del Pellegrinaggio, professor Ermanno Calzolaio. Parlando anche di ‘rilevanza civile’ del Pellegrinaggio. Tema sul quale è intervenuto Romano Carancini: ‘Misericordia, tema assolutamente civile’ e Macerata ‘crocevia dell’accoglienza’.

L’intervento di Ermanno Calzolaio
Pronto a dare, il sindaco, intera collaborazione al Pellegrinaggio ed eventualmente alle ‘giuste correzioni’ il prossimo anno. Scivolando comprensibilmente (dato l’enorme vantaggio accumulato sulla competitor) in un lapsus freudiano considerato il ballottaggio del 14 prossimo. Che egli apparso vestito con i colori della bandiera vaticana (il bianco della camicia, il giallo dei pantaloni: ‘casuale’ ha detto a Calzolaio che glielo faceva osservare) sarà ancora sindaco, in effetti, nessuno ha mostrato dubbi. Non ‘don Giancarlo’ che lo ha abbracciato da trionfatore, ringraziandolo per il tempo che concedeva al Pellegrinaggio, sospendendo (testuale) ‘la campagna elettorale’. Più low profile il vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi, alla ‘sua prima volta’ da pellegrino. Come stai? Gli ha chiesto all’arrivo, Carancini. “Come te, di corsa!” la risposta di monsignore, sorrisi e tanta simpatia. Poi Marconi, da ‘professore di Antico Testamento’ ha parlato di ‘notte che finisce come quella dei pellegrini in vista di Loreto’ e dell’alba che redime. Lasciandosi al massimo sfuggire nei confronti di Carancini, nel condividerne la dissertazione teologica su misericordia e spirito civile, un ‘come diceva Romano’. Infine “un ‘grazie’ a Cl e a ‘don Giancarlo’ che mi sta insegnando il maceratese” ha concluso il vescovo, ‘scappato’ in direzione di Loreto dove ad attenderlo c’erano prelati tifernati, pellegrini nella Santa Casa.
(foto di Lucrezia Benfatto)
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati