Alda D’Eusanio ospite a Macerata:
“Le mie parole sono state strumentalizzate”

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DISABILITA' - Durante il convegno all'aula magna dell'Università, la giornalista ha voluto chiarire la sua posizione: "Per quella frase sono stata allontanata dalla Rai, ma è stato un grosso malinteso". Proiettato il documentario sui temi della disabilità "Il mio canto libero", regia di Marco Di Stefano con protagonista Alessia di Girolamo

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Da sinistra Alda D’Eusanio, Alessia di Girolamo, Marco Di Stafano, Federica Curzi, Narciso Ricotta

di Cristina Grieco

(foto di Lucrezia Benfatto) 

Si sono svolte oggi le ultime iniziative in calendario della settimana “CTRL+ALT+CANC. Riavvia il sistema. Interrompi la violenza”, promossa dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Macerata insieme al Consiglio delle donne, in occasione della settimana contro la violenza di genere. In concomitanza oggi si sono svolte le iniziative per la Giornata internazionale delle persone con disabilità.

Due temi profondamente connessi perché se oggi risulta ancora difficile essere semplicemente donne, visto che alcune posizioni nell’immaginario collettivo continuano ad essere ad appannaggio esclusivo degli uomini, diventa pressoché impossibile vivere una vita normale quando si è donne disabili.

All’iniziativa hanno partecipato le associazioni e gli enti aderenti al Tavolo sulla disabilità del Comune di Macerata: Cooperativa Il Sentiero Ente Nazionale Sordomuti, Unione Italiana Ciechi, Meridiana cooperativa sociale, Area Vasta 3 Macerata, Anffas, Ufficio provinciale scolastico, Anmil, Associazione f amiliari persone con handicap psichico, Associazione paraplegici, Anmic, Associazione italiana sclerosi multipla e l’Associazione I nuovi amici.

Il primo appuntamento della giornata si è svolto nel corso della mattinata, nell’aula magna dell’Università, con la prima proiezione del video documentario “Il mio canto libero”, regia di Marco Di Stefano con protagonista Alessia di Girolamo. Il video è la denuncia delle difficoltà quotidiane create dalla disabilità, dal quale emerge la speranza che questa pseudo diversità possa, prima o poi, trasformarsi in normalità.

La proiezione è stata riproposta nel pomeriggio, alle 16, sempre in aula magna. A fare gli onori di casa il pro rettore Rosa Marisa Borraccini. A seguire, il dibattito moderato dal regista Marco Di Stefano da anni impegnato nell’esperienza del Teatro di Comunità, strumento potente attraverso il quale molte disabilità psichiche legate alla solitudine, all’abbandono vengono lentamente superate attraverso la condivisione e la riscoperta di se stessi. Presente la protagonista Alessia di Girolamo, che è anche una componente della Commissione regionale Pari opportunità, donna con una forza impareggiabile nonostante le difficoltà quotidiane che è costretta ad affrontare. Al tavolo anche il vice sindaco Federica Curzi e l’assessore Narciso Ricotta. Invitata a partecipare la giornalista Alda D’Eusanio, dopo le polemiche che hanno accompagnato una sua frase sul tema della disabilità pronunciata durante il programma “La vita in diretta” (leggi l’articolo).

La prima a prendere la parola è stata Alessia di Girolamo alla quale Marco Di Stefano ha chiesto le motivazioni che l’hanno spinta a mettersi in gioco. “Questo video è nato semplicemente vivendo la quotidianità – ha chiarito la protagonista – Ho avuto la necessità di farmi conoscere ma non in quanto Alessia ma in quanto persona che è costretta a vivere preparandosi al peggio in ogni momento della giornata. Voglio che la gente capisca cosa significa sentirsi normali ed essere trattati da diversi. Il mio vuole essere un messaggio di speranza”.

Alda_D'Eusanio_UniMC (4)A seguire l’intervento di Alda D’Eusanio: “Bisogna capire chi è il vero disabile in questo contesto. Per voi che osservate io sono normale. Ma io sono normale rispetto ad Alessia non perché lei è disabile ma perché lei è eccezionale rispetto a me, rispetto alle persone così dette normodotate, parola che, peraltro, mi fa orrore. Non ci rendiamo conto che tutti diventeremo disabili prima o poi, gli anziani sono disabili, perché prima di tutto la disabilità consiste nel non avere la libertà di poter compiere autonomamente i più banali gesti quotidiani. Siamo normodotati di “imbecillità” provo profonda ammirazione e non pietà per queste persone. Io oggi sono qui per imparare e non certo per insegnare. Hanno un coraggio e una forza che io non avrò mai. Alessia si è fatta protagonista del suo destino e non so quante persone normodotate potrebbero dire lo stesso”.

Poi la D’Eusanio, sulla bufera mediatica che l’ha travolta nei giorni scorsi, ha scelto spontaneamente di chiarire la sua posizione: “Io ho deciso volontariamente di non rispondere ad alcun giornale nonostante mi abbiano tempestato di telefonate. Sono stata allontanata dalla Rai. Ma è stato tutto un grosso malinteso. Le mie parole sono state strumentalizzate. Io nel programma ero stata chiamata come vittima di un incidente che mi ha costretto in coma per un mese e mi ha causato cinque emorragie celebrali che tutt’ora mi provocano dei mal di testa lancinanti e non certo in qualità di giornalista – ha dichiarato la D’Eusanio trattenendo a stento le lacrime – Alla mia storia sono stati dedicati sette minuti del programma. Erano presenti in studio alte due persone con alle spalle esperienze simili alla mia e, in collegamento, c’era il ragazzo che ha vissuto in coma dieci anni della sua vita e che ne è uscito solo grazie alla forza d’animo della madre che ha lottato fino alla fine. Questo ragazzo ha raccontato che in quei dieci anni non poteva muoversi o aprire gli occhi ma sentiva tutto. Io, al pensiero di trascorrere dieci anni intrappolata nel mio corpo, mi sono sentita morire. Quella frase l’ho detta perché nel mio testamento biologico ho scritto espressamente che se dovesse accadere a me non voglio alcun tipo di accanimento terapeutico e per questo mi sono rivolta a mia madre chiedendole, in una situazione simile, di trovare la forza di lasciarmi andare. Ma solo perché so che non riuscirei mai a vivere come Alessia, ammettere di non avere il coraggio è un atto di onestà. Io ho fatto quel testamento perché avendo vissuto un’esperienza terribile voglio evitare ai miei genitori il dolore di una scelta lancinante. Non si può essere così sciocchi da pensare che io sarei potuta andare in televisione a criticare la scelta di una donna che trovo coraggiosissima. Ma ognuno ha le sue debolezze io so che non ce la farei e preferirei morire – poi ha concluso la giornalista – Non si può usare il dolore degli altri per calcare il palcoscenico o fare audience. Quel collegamento è stato fatto per pubblicizzare il libro che una giornalista ha scritto sulla storia del coma di quel ragazzo. Questa è la società della superficialità ma non ci rendiamo conto che presto sarà la stessa sanità a staccare la spina perché non ci saranno neanche più i soldi per assecondare il dolore e la forza di un genitore che lotta per dieci anni per tenere in vita il figlio. Oggi tutto ciò che è diverso, l’umanità dolente, viene messa al bando, dimenticata”.

Infine sul tema della violenza nei confronti delle donne la D’Eusanio ha chiarito: “Ora va di moda. Abbiamo coniato un nuovo termine “femminicidio”. Ma io sono anni che mi occupo di questi temi eppure nessuno li ha considerati. Sono stata denunciata dal marito di una donna che veniva picchiata continuamente. Sono stata sotto scorta per una settimana e il GIP, un uomo peraltro, ha disposto il rinvio a giudizio solo perché in trasmissione, al racconto delle atrocità che subiva questa donna, ho preso posizione. Io rinviata a giudizio ma a lui, nonostante lei si fosse presentata da me con un pacco di denunce inoltrate ai carabinieri, non è stato fatto nulla”.

Alda_D'Eusanio_UniMC (3)Il vice sindaco Curzi nel commentare il video prende a prestito le parole di De André: “Per tutti il dolore degli altri è un dolore a metà – e prosegue – La vita di Alessia è un’esperienza di senso. Provo un misto di meraviglia e ammirazione per la comunità che è riuscita a conquistarsi”.

D’accordo anche l’assessore Ricotta: “E’ necessario un impegno delle istituzioni perché vengano riconosciuti a tutti pieni diritti. Bisogna guardare all’altro come si guarda a se stessi”.

Grande partecipazione da parte del pubblico che è intervenuto raccontando aneddoti e portando esperienze personali, a volte, anche dolorose. Colpisce in particolare la definizione di disabilità di un partecipante “disabile è colui che si sveglia la mattina e pensa: avrei preferito non essermi svegliato” proprio per le difficoltà che quotidianamente sono costretti ad affrontare. 

Presente in platea anche Anna Menghi, presidente dell’associazione dell’Anmicm, da sempre impegnata nella lotta per il riconoscimento dei diritti dei disabili. Più volte sottolineata, sia dalla Menghi che da Di Stefano, l’arretratezza dell’Italia su questi temi rispetto a paesi come la Danimarca e, in genere, il nord Europa.

Inoltre Anna Menghi commentando il video ha chiarito: “Io mi sono un po’ inaridita e non credo più molto a queste iniziative ma oggi Alessia è riuscita a farmi apprezzare il valore della Commissione regionale per le pari opportunità – poi conclude – Uno non sceglie la condizione che si ritrova a vivere ma, forse, senza la mia disabilità avrei vissuto una vita meno interessante. In questo Paese sembra sempre di essere fermi all’anno zero. Mi auguro che quando ci sarà da sbattere i pugni sul tavolo per farci ascoltare lo faremo tutti insieme”.

Intanto proseguono le attività del Teatro di Comunità. I prossimi appuntamenti in calendario sono previsti per l’11, 12 e 13 dicembre al Lauro Rossi.

Il giorno 11 alle 18 sarà la volta di Nicola Longo con lo spettacolo il “Poliziotto” a seguire alle 21 una performance di teatro gestuale.

Il 12 dicembre andrà in scena Giorgio Rossi, ex direttore dell’hotel i Colli precipitato dal quarto piano dell’albergo, che si esibirà con un estratto tratto dalla proiezione “La leggenda del pianista sull’oceano”.

Infine il 13 sarà la volta del Teatro della Comunità.

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