Silvano Iommi ci porta
dalla Macerata che c’era alla Macerata che c’é

Ripresi gli incontri di Venanzetti Cultura

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silvano-iommi di Carmen Russo

Il Venanzetti ha riaperto le porte alla cultura, ieri, con l’appuntamento con Silvano Iommi, architetto “amante”  della Macerata  che fu. Iommi ha inaugurato un ciclo di incontri intitolato “C’era Macerata”, illustrando e raccontando ai partecipanti di come Macerata sia sorta da un connubio tra particolari caratteristiche ambientali e precise strategie che l’uomo ha attuato per far sì che nascesse una roccaforte pingue e sicura.

‹‹L’idea di questi incontri –dice- è nata in seguito al fatto che tante volte mi sono trovato a chiacchierare di come Macerata si fosse modificata nel tempo ed ho capito quanto poco di essa si conosca. Ora sono qui a raccontare i miei studi sulla storia di questa città di cui sono innamorato.››

Iommi, mediante delle diapositive , ha mostrato al pubblico i cambiamenti- dal punto di vista urbanistico- che Macerata ha subito dalla sua fondazione fino ai giorni nostri. Grazie alle dettagliate cartografie della città di Fusari, si è potuto notare di quanto la città si sia espansa fino a diventare quella che è ora. Iommi sottolinea il potenziale di accrescimento che avrebbe potuto avere in seguito alla crescita demografica ed economica, ma tende a precisare che ‹‹a Macerata sono state costruite le mura più per chiudere quelli che erano dentro che per proteggersi da quelli che venivano da fuori. Allargarle era difficilissimo, tanto che anche l’importantissimo Sferisterio, costruito in seguito, è attaccato alle mura ma è stato lasciato fuori da esse.››

L’opera di Iommi, però, non si limita alla sola illustrazione e narrazione. Egli punta a valorizzare la sua città con delle idee che potrebbero renderla più vivibile e meno chiusa. Suggerisce di “aprire” quegli spazi che un tempo lo erano ed erano anche fulcro della vita cittadina ma che sono stati successivamente ristretti. Egli mostra al pubblico un suo personalissimo progetto: far tornare ad essere una larga piazza, come in passato, quello che ora è un cortile della facoltà di Scienze delle Comunicazioni in via Don Minzoni, livellando il terreno e rendendolo più agibile. L’idea non dispiace affatto al pubblico, che entusiasta, già pensa a quale ornamento arboreo utilizzare.

Iommi infine introduce, incuriosendo i presenti, l’argomento del prossimo appuntamento: antiche grotte sotterranee maceratesi, il cui utilizzo e la cui formazione verranno svelate…nella prossima puntata sotto la regia di Filippo Davoli, direttore artistico di Venanzetti Cultura.


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