Un hotel didattico al Cassero:
studenti a lezione di ospitalità diffusa
CINGOLI - La struttura sarà gestita con l'istituto alberghiero Varnelli. Approvato in giunta il progetto esecutivo, gli uffici preparano l’affidamento dei lavori. L’intervento rientra nel bando regionale “Borgo Accogliente” vinto insieme a San Severino e Filottrano

Piatti preparati ad studenti e insegnanti dell’istituto alberghiero Varnelli (foto d’archivio)
Un palazzo storico che torna a vivere e diventa una scuola a cielo aperto per i futuri professionisti dell’accoglienza. A Cingoli entra nel vivo il recupero del Cassero, edificio di proprietà del Comune nel cuore della città, che ospiterà il primo hotel didattico del territorio. La giunta ha approvato il progetto esecutivo e ora gli uffici stanno preparando l’affidamento dei lavori.
A gestire la struttura sarà, insieme al Comune, l’istituto alberghiero “Varnelli”: gli studenti potranno così imparare il mestiere lavorando davvero con gli ospiti. Il Cassero avrà però anche un’altra funzione: sarà la “reception” del nuovo albergo diffuso. Le case del centro storico che i cingolani metteranno a disposizione faranno capo a questo unico punto di accoglienza, e il borgo nel suo insieme diventerà una grande struttura ricettiva.
Il progetto è finanziato dalla Regione Marche attraverso il bando “Borgo Accogliente”, che Cingoli si è aggiudicato due anni fa in cordata con Filottrano e con San Severino, Comune capofila. Ognuno dei tre centri porta avanti i propri interventi, ma dentro una regia comune: l’idea è presentare l’area come un’unica meta turistica. Tra le azioni previste ci sono il recupero di spazi urbani, percorsi a piedi e in bici, corsi per i giovani, iniziative culturali e strumenti digitali che aiutino i visitatori a scoprire la zona. Il traguardo è un turismo che non si fermi all’estate ma lavori tutto l’anno. La promozione sarà curata da “Genus Marche”, che punta non solo ad attirare visitatori ma anche a far crescere le comunità coinvolte. Soddisfazione per il sindaco Michele Vittori, nell’ottica di far conoscere e collegare tra loro le eccellenze dei tre Comuni.
(Leo. Gi.)