«Inchiesta Dda, Acquaroli ha già riferito:
Cesetti ha abbandonato l’aula
per fare uno show»
CONSIGLIO - Silvia Luconi, sottosegretaria alla presidenza della Regione, replica al consigliere regionale dem che ha presentato un'interrogazione diretta ad Acquaroli: «Ha governato le Marche fino al 2020 e, nei sei anni successivi al sisma, si sono avvicendati quattro commissari. A Muccia lui si è sottratto a un confronto che avrebbe meritato rispetto, attenzione e senso delle istituzioni»

Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza della giunta regionale
«Fa un certo effetto sentire Fabrizio Cesetti parlare di responsabilità istituzionale, vigilanza e ricostruzione. Proprio lui che, insieme a tutte le opposizioni, durante il Consiglio a Muccia ha scelto di abbandonare l’aula, sottraendosi a un confronto che avrebbe meritato rispetto, attenzione e senso delle istituzioni. Sono giorni che sentiamo ripetere che Acquaroli deve riferire. Acquaroli ha riferito, Cesetti se n’era già andato». Sono le dichiarazioni di Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, che replica al consigliere dem dopo l’intervento di ieri.
«La ricostruzione non può diventare un argomento da tirare fuori all’occorrenza per confezionare titoli e attacchi politici – prosegue la consigliera di Fratelli d’Italia -. Lo dico da terremotata, prima ancora che da consigliere regionale. Le comunità colpite dal sisma non hanno bisogno di essere utilizzate come sfondo di una polemica, ma di istituzioni presenti, credibili e capaci di lavorare insieme. E questo vale per tutti, maggioranza e opposizione. A Cesetti, con il massimo rispetto, mi sento di dire che dovremmo tutti dimostrare responsabilità politica. Invocare un giudizio sommario prima di una sentenza non fa il bene delle istituzioni, ma le indebolisce».

Fabrizio Cesetti, consigliere dem, durante il Consiglio straordinario a Muccia
La sottosegretario prosegue dicendo che «nessuno intende sottrarsi alla necessità di fare piena luce su quanto sta emergendo dall’inchiesta. Le responsabilità penali saranno accertate dalla magistratura, senza sconti per nessuno. Ma trasformare un’indagine in un processo politico al presidente della Regione è un’altra cosa e non aiuta né la ricostruzione né i marchigiani – spiega la Luconi -. La strumentalizzazione di Cesetti emerge anche da un altro passaggio della sua nota, quando richiama la necessità di tutelare i diritti dei lavoratori. Evidentemente non sa che proprio in quelle ore, a Tolentino, alla Crucianelli, era in corso un incontro tra azienda e sindacati nel quale sono state date garanzie sul pagamento degli stipendi. Non solo, la struttura commissariale ha chiesto immediatamente un incontro a Roma con la struttura di prevenzione antimafia del ministero dell’Interno per tutelare la ricostruzione, i cantieri e i lavoratori. Attribuire ad Acquaroli responsabilità su una vicenda senza conoscere nemmeno gli sviluppi del confronto significa fare affermazioni prive di fondamento. Voglio porre io una domanda al consigliere Cesetti: chi controlla le white list? E da chi riceve le informazioni la struttura commissariale, che lui stesso definisce “delegittimata”, per verificare che le imprese siano in regola con la normativa?».

Francesco Acquaroli, presidente Regione Marche
La Luconi incalza poi ricordando che «Cesetti ha governato le Marche fino al 2020 e che, nei sei anni successivi al sisma, si sono avvicendati quattro commissari. Non può certo impartire lezioni di velocità a chi oggi sta lavorando per accelerare quei cantieri che fino ad un certo punto non partivano. Potrei ricordare anche il tempo perso nel primo anno dopo il terremoto, quando il governo di allora introdusse le cosiddette schede Fast e Aedes giurate, impedendo di fatto ai tecnici locali di procedere senza una certificazione esterna del danno. Si perse un anno per una prima fase diagnostica che, inevitabilmente, avrebbe comunque dovuto essere approfondita in sede progettuale. E potrei parlare del Superbonus 110%, che ha drogato il mercato nazionale, reso difficilmente reperibili i materiali e contribuito a generare il problema dei cosiddetti accolli, oggi tra gli elementi che pesano sulla situazione della ricostruzione – prosegue la meloniana -. Lo stesso Superbonus è anche uno degli elementi che ha contribuito a favorire concentrazioni di affidamenti privati nell’ambito della ricostruzione stessa per evitare proprio quegli accolli. E qui, lui lo sa, non c’entra la politica».

La riunione di ieri alla Crucianelli Rest Edile
«Io intendo la politica come servizio e non come polemica strumentale. Sono disponibile, se lo ritiene, ad accompagnarlo nelle città e nei paesi interessati dalla ricostruzione, per fargli toccare con mano la situazione e per far raccontare da chi vive il terremoto cos’è stato il terremoto – conclude Luconi -. Forse, invece di alimentare polemiche, presentare interrogazioni e abbandonare le aule per fare uno show, sarebbe più utile scendere sul territorio e affrontare concretamente i problemi. Il mio impegno per tutti i cittadini è sempre stato questo e continuerà ad essere questo, per tutti i cittadini marchigiani».
Inchiesta Dda in Consiglio regionale, undici interrogazioni ad Acquaroli: «Troppi punti d’ombra»
Lungi da me prendere posizione a favore dei Governi attuali e criticare quelli di prima, ma sono necessarie delle considerazioni. Perchè la ns Regione non si adoperò, unitamente ad altre Regioni colpite dal terremoto a far si che anche per il sisma del 2016, si facesse riferimento alle norme e regolamenti per il terremoto del 1997? Mi pare di ricordare che anche il ns già Presidente (già Magistrato) in un Convegno all’Abbadia di Fiastra disse che i controlli sui lavori post 1997, mostrarono irregolarità dello 0,01 % e quindi implicitamente confermava la bontà di quelle norme. E poi se è vero che i moduli abitativi (uno scempio urbanistico) sono costati 5.000 € a mq., non era più semplice su quei basamenti in c.a. costruire casette in laterizio (blocchi di poroton da cm. 30) di 50/60 Mq.? E utilizzando i ns capi-mastri locali, che in una giornata, con un manovale al seguito, avrebbe posato in opera una parete muraria? E poi ancora, perchè non si è tenuto conto delle indicazioni di Funzionari tecnici del Servizio Agricoltura che avevano consigliato strutture in legno per i ricoveri agricoli, anzichè quello scempio di teloni verdi? Mi si dirà che quelle norme del 1997, non era possibile adottarle anche per il 2016, stante la notevole estensione dei danni. Perchè?
‘Sta tipa, pur di mettersi in mostra per avanzare…di carriera, non perde occasione per blaterare affermazioni ridicole e risibili. Con il solo puerile scopo di sminuire fatti e comportamenti vergognosi e da Codice Penale.
Ma farete un po’ tutti schifo, o no?!! Nessuno con gli specchi a casa di sicuro…