«Costringe la fidanzata a prostituirsi»
Condannato a 18 mesi un 26enne
LA SENTENZA al tribunale di Macerata. L'imputato le avrebbe promesso un lavoro e di sposarla. Era stata costretta a vendere il suo corpo prima a Civitanova, poi a Porto Sant’Elpidio e Porto Recanati. Sarebbe anche stata minacciata dal ragazzo con una pistola scacciacani

L’avvocato Vanni Vecchioli
di Alessandro Luzi
Costretta a prostituirsi dal fidanzato: condannato un 26enne. La sentenza ieri al tribunale di Macerata a circa 6 anni dal rinvio a giudizio dell’imputato. Per lui il giudice Giovanni Manzoni ha deciso per una condanna a un anno e 6 mesi, la pena è sospesa.
Il 26enne doveva rispondere di induzione alla prostituzione e minacce nei confronti di una 28enne albanese con cui aveva avviato una relazione.
La giovane era arrivata in Italia nel 2018 e dopo tre mesi stava cercando di regolarizzare la sua posizione in cerca di un lavoro quando aveva incontrato il connazionale.
Il 26enne, secondo quanto la ragazza aveva poi denunciato, dopo le promesse di un lavoro, l’avrebbe invece avviata alla prostituzione, prima a Civitanova, poi a Porto Sant’Elpidio e infine a Porto Recanati. Un’attività che, dice l’accusa sostenuta dal pm Stefano Lanari, sarebbe stata gestita dal 26enne.

L’avvocato Francesco Mantella
La donna non voleva quella vita e il giovane ad un certo punto le avrebbe detto che l’avrebbe sposata e che in seguito avrebbero iniziato una nuova vita all’estero, in Germania.
Le cose però, secondo la denuncia della ragazza, sarebbero peggiorate. Il 26enne l’avrebbe costretta a prostituirsi quotidianamente in una casa che avevano preso a Porto Recanati.
Inoltre la ragazza ha anche denunciato di una presunta minaccia che il ragazzo le avrebbe fatto con una pistola scacciacani quando lei si sarebbe rifiutata di trasferirsi in Germania per continuare a prostituirsi. Tutti episodi che sarebbero avvenuti tra il gennaio 2018 e il marzo 2020.
Ieri il giudice ha deciso anche un risarcimento di 10mila euro nei confronti della ragazza che si era costituita parte civile, assistita dall’avvocato Francesco Mantella. L’imputato è difeso dall’avvocato Vanni Vecchioli.
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